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domenica 26 aprile 2009

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LO SPLENDORE DELLA LUCE INTERFASICA – la genesi

Auroral glows in Io's upper atmosphere

Image via Wikipedia

Un elemento che si trasforma, nell’oltrepassare i confini del Verodove, è la luce, che, nei mondi dell’Altrodove, acquista la consistenza dell’acqua.

Una delle difficoltà, nei romanzi di fantascienza, è proprio spiegare come possono le astronavi compiere i loro viaggi nello spazio senza che i loro occupanti muoiano di vecchiaia. Tenendo conto che gli usi di tecniche di ibernazione o di vita sospesa non permettono poi di ritrovare un pianeta a cui far ritorno e che usare i buchi neri ed i loro anti (i buchi bianchi) sono, secondo il mio parere, ormai strautilizzati, è gioco forza inventare qualcosa di nuovo che possa far diventare una storia fantastica, una storia inedita.



Avrei voluto poter fare riferimento alla teoria della relatività di Einstein, ma essa è davvero fuori dalla mia portata (??) e, perciò, ho semplicemente vagato leggera sulla superficie.

ma cosa stai dicendo?

altrodove-blog1

Le “cose della natura” sono estremamente affascinanti e devo davvero dire che, purtroppo, molte volte di fronte alle sue leggi ed ai suoi sistemi, io, piccola donna, devo arrendermi. Così ho postulato senza mezze misure e queste che seguono sono le leggi della fisica dell’Altrodove:

  • L’Altrodove non è uno spazio parallelo, od uno spazio-figlio, ma il non-spazio assoluto. In esso l’immutabilità è dettata dalla mancanza della variabile tempo. Tale assenza influisce sulla materia dell’Altrodove rendendolo un mondo infuocato ed arido. E poiché non ci può essere vita in assenza di tempo, l’Altrodove è un universo inospitale e sterile.

Non contenta, ho provveduto anche a mischiare ogni legge fisica o teoria che poteva venirmi in aiuto. A tale proposito ho attinto dal concetto di Newton secondo cui gli spazi relativi fanno riferimento ad uno spazio assoluto ed ho identificato in quest’ultimo l’Altrodove stesso.

  • Le leggi che regolano la materia, mentre sono le medesime negli spazi relativi che compongono il Verodove, risultano invece diverse nell’Altrodove. Non opposte, ma semplicemente differenti.

Secondo la teoria della relatività ristretta di Einstein, la velocità della luce è una costante e lo spazio ed il tempo sono le due variabili che insieme formano lo spaziotempo. Ed ora la domanda chiave: perché la velocità della luce non può essere superata? Perché quando la velocità si approssima a quella della luce, la massa del corpo tende all'infinito.

  • Essendo l’Altrodove privo di tempo, ecco che la luce possiede la capacità di aumentare la sua velocità all’infinito, essendo la stessa massa che compone l’Altrodove infinita o, meglio, al di là dell’infinito paragonandosi più propriamente ad una non-massa. La luce perde anche le sue caratteristiche di radiazione, assumendo uno stato liquido, più o meno denso a seconda della velocità raggiunta. La famosissima formula E = mc² (dove E = energia, espressa in Joule, m = massa, espressa in kg e c = velocità della luce, espressa in m/s) vale nel Verodove così come nell’Altrodove, solo che c è espressa semplicemente in m.

Ad essere sinceri, dove mi porterà questa formula, non l’ho veramente capito nemmeno io!

  • Nell’Altrodove, così come nel Verodove, la massa e l’energia sono lati del medesimo foglio ed al diminuire dell’una corrisponde l’aumento dell’altra e viceversa.

  • Il fenomeno della luce interfasica (e cioè di c espressa in m) diviene con la completa e immediata conversione della materia in energia.

Ciò potrebbe verificarsi nel Verodove soltanto nel caso in cui la materia entrasse in contatto con l’antimateria ed, a dire il vero, è così che i motori interfasici innescano il meccanismo di creazione di questa particolare forma di luce. Poiché la luce interfasica può idealizzarsi soltanto nell’Altrodove, questa attraversa il Verodove in peculiari corridoi ,o vortici, che per ospitarla devono necessariamente acquisirne le caratteristiche e ciò avviene proprio con l’energia prodotta da materia ed anti-materia in contatto.

Se l’antimateria esista in natura o meno, a me, ovviamente non importa, in quanto il mio ambiente è rigorosamente inventato!

Poi – ma non come ultimo – a me cara è la legge della conservazione della massa: nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Forse perché mio padre mi recitava questa filastrocca fin da quando ero una bambina. Ovviamente il concetto che la materia e l’energia siano inscindibilmente legate è qualcosa che io ho sempre percepito come abbinabile anche a quella parte di noi che è invisibile ed impalpabile dai nostri sensi e che forse – perché no? – più facilmente scopribile con l’introduzione della materia oscura in tali livelli.

  • L’Altrodove fu generatore di una razza, detta degli Antichi, la cui materia era oscura nel Verodove, incapace di coesistervi a lungo, ma influenzabile tanto da non poter poi ritornare all’Altrodove.

  • Ogni valore rimane inalterato, capace comunque di alterare invece ciò che si trova al di fuori dell’Altrodove stesso.

Con tutto ciò ho e con assoluta mancanza di logica, ho cercato di creare una teoria – detta della luce interfasica – che permetta i viaggi interstellari ad una velocità super-luminale e di, conseguenza, l’esistenza di un intero diverso livello di esistenza parallelo al Verodove ed in antitesi con esso.

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