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lunedì 13 giugno 2011

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Il nucleare in gardino


Ancora incerti, ma ottimisti, sul risultato del referendum, tutti gli Italiani che hanno espresso il proprio "sì" al quesito relativo all'abrogazione del piano nucleare, sono consapevoli di essere molto vicini ad un passo fondamentale come quello di un futuro imminente energetico senza l'aiuto dell'uranio nel proprio paese per i vari motivi che abbiamo già indicato.
Un passo fondamentale, quindi, sta per essere compiuto, nonostante la minaccia nucleare sia sempre costante nel nostro Paese.
Servirà molto più di una raccolta firme e non basterà un referendum, infatti, per riuscire a smantellare le novanta testate nucleari che l'Italia ospita da tempo.
Già, perchè sul nostro territorio sono allocate circa novanta "bombe atomiche", ognuna delle quali è potenzialmente molto più distruttiva di quella che il signor Paul Tibbets usò per annientare oltre centomila giapponesi in un colpo solo ad Hiroshima nel 1945. La presenza di queste novanta "ordigni" è regolata da accordi vidimati da segreto di stato su cui l'alone di mistero era ben addensato fino a qualche anno fa, quando Hans Kristensen (specialista del Natural Resources Defense Council (NRDC), autore di un rapporto sulle armi atomiche in Europa) ha deciso di rivelare qualcosa più di piccoli particolari sulla questione.
Secondo questa attendibile fonte, infatti, sono ben 481 le testate nucleari dislocate in Germania, Gran Bretagna, Italia, Belgio, Olanda e Turchia. Solo nel nostro Paese ne sarebbero presenti 50 nella base di Aviano e altre 40 in quella di Ghedi Torre, in provincia di Brescia. Sono quasi tutte del tipo indicato dal Pentagono come B 61, che non si presta ad essere montato su missili ma può essere sganciato da cacciabombardieri.

Le testate nucleari che ospitiamo, infatti, sono complessivamente di tre modelli: B 61 -3, B 61 - 4 e B61 - 10. Il primo ha una potenza massima di 107 kiloton, dieci volte superiore all'atomica di Hiroshima, il secondo modello ha una potenza massima di 45 kiloton e il terzo di 80 kiloton.
Gli altri Paesi europei come Germania, Belgio e Paesi Bassi, però, hanno da tempo ufficialmente richiesto al governo Americano lo smantellamento di queste testate; la stessa richiesta è stata già effettuata con successo da Danimarca, Islanda ed anche Canada le quali, a loro volta, avevano sul proprio suolo potenziali ordigni di questo tipo.
Ma quali sono i motivi ufficiali? Perché abbiamo ancora sul nostro territorio queste minacce potenzialmente letali nonostante l’Italia abbia firmato e ratificato il Trattato di non proliferazione nucleare che si basa sul disarmo, sulla vietata proliferazione e sull'uso pacifico del nucleare e che proibisce agli stati firmatari "non-nucleari" di procurarsi tali armamenti?
"Le ragioni di un arsenale nucleare così grande in Italia - ha spiegato Kristensen - sono nebulose e la stessa Nato non ha una strategia chiara. Le atomiche continuano a svolgere il tradizionale ruolo dissuasivo. Un'altra ragione è di tipo politico istituzionale: per l'Italia è importante continuare a fare parte degli organi di pianificazione nucleare della Nato, per non essere isolata in Europa. Altri paesi in Europa hanno lo stesso atteggiamento".
Tra Italia e Stati Uniti esiste un accordo segreto per la difesa nucleare, rinnovato dopo il 2001. William Arkin, un esperto dell'associazione degli scienziati nucleari, ne ha rivelato recentemente il nome in codice: Stone Ax (Ascia di Pietra). Ognuna di queste bombe rappresenta un pericolo evidente e reale, comporta il rischio di incidenti oltre a rappresentare un potenziale bersaglio militare che metterebbe in grave rischio le popolazioni di una vasta area.
Tutto ciò senza considerare la scarsa forma di sicurezza cui sono sottoposte queste zone ad alto rischio: cinque anni fa, fu proprio un gruppo di attivisti a dimostrare ciò, improvvisando un picnic nei pressi limitrofi della base di Ghedi con successiva infiltrazione all'interno della zona militare per avvalorare l'inefficienza delle misure di sicurezza della stessa. Ci volle, infatti, mezz'ora prima che gli stessi fossero identificati dai controlli.
Il test in questione fu documentato dalla trasmissione "Falò" in onda sulla televisione svizzera italiana. Ovviamente, cosa ve lo dico a fare, il documento non fu mai riportato come informazione con rilevanza primaria dai mass media italiani: la maggior parte della popolazione sarebbe venuta a conoscenza di avere delle testate nucleari praticamente in giardino. Chissà che prossimamente questi simpatici ordigni non siano esposti al fianco di piscine, gazebo e piante grasse.
Che siano maledetti questi svizzeri, sempre così precisi su tutto!



Mappa della basi U.S.A. in Italia:




1. Cima Gallina [Bz]. Stazione telecomunicazioni e radar dell'Usaf. 
2. Monte Paganella [Tn]. Stazione telecomunicazioni Usaf. 
3. Aviano [Pn]. La più grande base avanzata, deposito nucleare e centro di telecomunicazioni dell'Usaf .
4. Roveredo [Pn]. Deposito armi Usa.
5. Rivolto [Ud]. Base USAF. 
6. Maniago [Ud]. Poligono di tiro dell'Usaf. 
7. San Bernardo [Ud]. Deposito munizioni dell'Us Army. 
8. Trieste. Base navale Usa.
9. Camp Ederle [Vi]. Quartier generale della Nato e comando della Setaf della Us Army.
10. Vicenza: Comando Setaf. Quinta Forza aerea tattica [Usaf]. Probabile deposito di testate nucleari. 
11. Tormeno [San Giovanni a Monte, Vi]. Depositi di armi e munizioni. 
12. Longare [Vi]. Importante deposito d'armamenti. 
13. Oderzo [Tv]. Deposito di armi e munizioni
14. Codognè [Tv]. Deposito di armi e munizioni
15. Istrana [Tv]. Base Usaf. 
16. Ciano [Tv]. Centro telecomunicazioni e radar Usa. 
17. Verona. Air Operations Center [Usaf ]. e base Nato delle Forze di Terra del Sud Europa.
18. Affi [Vr]. Centro telecomunicazioni Usa. 
19. Lunghezzano [Vr]. Centro radar Usa. 
20. Erbezzo [Vr]. Antenna radar Nsa. 
21. Conselve [Pd ]. Base radar Usa. 
22. Monte Venda [Pd]. Antenna telecomunicazioni e radar Usa.
23. Venezia. Base navale Usa.
24. Sant'Anna di Alfaedo [Pd]. Base radar Usa. 
25. Lame di Concordia [Ve]. Base di telecomunicazioni e radar Usa. 
26. San Gottardo, Boscomantivo [Ve]. Centro telecomunicazioni Usa. 
27. Ceggia [Ve]. Centro radar Usa.
28. Ghedi [Bs]. Base dell'Usaf, stazione di comunicazione e deposito di bombe nucleari.
29. Montichiari [Bs]. Base aerea [Usaf ]. 
30. Remondò [Pv]. Base Us Army. 
31. Cameri [No]. Base aerea Usa con copertura Nato. 
32. Candelo-Masazza [Vc]. Addestramento Usaf e Us Army, copertura Nato. 
33. La Spezia. Centro antisommergibili di Saclant [vedi 35 ].
34. Finale Ligure [Sv]. Stazione di telecomunicazioni della Us Army.
35. San Bartolomeo [Sp]: Centro ricerche per la guerra sottomarina. 
36. Monte San Damiano [Pc]. Base dell'Usaf con copertura Nato.
37. Monte Cimone [Mo]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 
38. Parma. Deposito dell'Usaf con copertura Nato. 
39. Bologna. Stazione di telecomunicazioni del Dipartimento di Stato. 
40. Rimini. Gruppo logistico Usa per l'attivazione di bombe nucleari. 
41. Rimini-Miramare. Centro telecomunicazioni Usa. 
42. Potenza Picena [Mc]. Centro radar Usa con copertura Nato. 
43. Camp Darby [Pi]. Il Setaf ha il più grande deposito logistico del Mediterraneo.
44. Coltano [Pi]. Importante base Usa-Nsa per le telecomunicazioni.
45. Pisa [aeroporto militare]. Base saltuaria dell'Usaf. 
46. Talamone [Gr]. Base saltuaria dell'Us Navy.
47. Poggio Ballone [Gr]. Tra Follonica, Castiglione della Pescaia e Tirli: Centro radar Usa.
48. Livorno. Base navale Usa. 
49. Monte Giogo [Ms]. Centro di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 
50. La Maddalena - Santo Stefano [Ss]. Base atomica Usa, base di sommergibili.
51. Monte Limbara [tra Oschiri e Tempio, Ss]. Base missilistica Usa. 
52. Sinis di Cabras [Or]. Centro elaborazioni dati [Nsa]. 
53. Isola di Tavolara [Ss]. Stazione radiotelegrafica di supporto ai sommergibili della Us Navy. 
54. Torre Grande di Oristano. Base radar Nsa. 
55. Monte Arci [Or]. Stazione di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 
56. Capo Frasca [Or]. Eliporto ed impianto radar Usa. 
57. Santulussurgiu [Or]. Stazione telecomunicazioni Usaf con copertura Nato. 
58. Perdasdefogu [Nu]. Base missilistica sperimentale. 
59. Capo Teulada [Ca]. Da Capo Teulada a Capo Frasca [Or ], all'incirca 100 chilometri di costa.
60. Cagliari. Base navale Usa.
61. Decimomannu [Ca]. Aeroporto Usa con copertura Nato. 
62. Aeroporto di Elmas [Ca]. Base aerea Usaf. 
63. Salto di Quirra [Ca]. poligoni missilistici. 
64. Capo San Lorenzo [Ca]. Zona di addestramento per la Sesta flotta Usa. 
65. Monte Urpino [Ca]. Depositi munizioni Usa e Nato. 
66. Roma. Comando per il Mediterraneo centrale della Nato.
67. Roma Ciampino [aeroporto militare]. Base saltuaria Usaf. 
68. Rocca di Papa [Rm]. Stazione telecomunicazioni Usa con copertura Nato, in probabile collegamento con le installazioni sotterranee di Monte Cavo
69. Monte Romano [Vt]. Poligono saltuario di tiro dell'Us Army. 
70. Gaeta [Lt]. Base permanente della Sesta flotta e della Squadra navale di scorta alla portaerei "La Salle". 
71. Casale delle Palme [Lt]. Scuola telecomunicazioni Nato sotto controllo Usa. 
72. Napoli. Comando del Security Force dei Marines. 
73. Aeroporto Napoli Capodichino. Base aerea Usaf. 
74. Monte Camaldoli [Na]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
75. Ischia [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa con copertura Nato. 
76. Nisida [Na]. Base Us Army. 
77. Bagnoli [Na]. Sede del più grande centro di coordinamento dell'Us Navy.
78. Agnano [nelle vicinanze del famoso ippodromo]. Base dell'Us Army. 
79. Cirigliano [Mt]. Comando delle Forze Navali Usa in Europa.
80. Licola [Na]. Antenna di telecomunicazioni Usa.
81. Lago Patria [Ce]. Stazione telecomunicazioni Usa. 
82. Giugliano [vicinanze del lago Patria, Na]. Comando Statcom. 
83. Grazzanise [Ce]. Base saltuaria Usaf. 
84. Mondragone [Ce]: Centro di Comando Usa e Nato sotterraneo antiatomico.
85. Montevergine [Av]: Stazione di comunicazioni Usa. 
86. Pietraficcata [Mt]. Centro telecomunicazioni Usa e Nato. 
87. Gioia del Colle [Ba]. Base aerea Usa di supporto tecnico. 
88. Brindisi. Base navale Usa.
89. Punta della Contessa [Br]. Poligono di tiro Usa e Nato. 
90. San Vito dei Normanni [Br]. Vi sarebbero di stanza un migliaio di militari americani.
91. Monte Iacotenente [Fg]. Base del complesso radar Nadge. 
92. Otranto. Stazione radar Usa. 
93. Taranto. Base navale Usa. Deposito Usa e Nato. 
94. Martinafranca [Ta]. Base radar Usa. 
95. Crotone. Stazione di telecomunicazioni e radar Usa e Nato. 
96. Monte Mancuso [Cz]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
97. Sellia Marina [Cz]. Centro telecomunicazioni Usa con copertura Nato.
98. Sigonella [Ct]. Principale base terrestre dell'Us Navy nel Mediterraneo centrale.
99. Motta S. Anastasia [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
100. Caltagirone [Ct]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
101. Vizzini [Ct]. Diversi depositi Usa. 
102. Palermo Punta Raisi [aeroporto]. Base saltuaria dell'Usaf.
103. Isola delle Femmine [Pa]. Deposito munizioni Usa e Nato. 
104. Comiso [Rg]. La base risulterebbe smantellata.
105. Marina di Marza [Rg]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
106. Augusta [Sr]. Base della Sesta flotta e deposito munizioni. 
107. Monte Lauro [Sr]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
108. Sorico [Co]. Antenna Nsa.
109. Centuripe [En]. Stazione di telecomunicazioni Usa. 
110. Niscemi [Cl]. Base del NavComTelSta [comunicazione Us Navy ]. 
111. Trapani. Base Usaf con copertura Nato. 
112. Isola di Pantelleria [Tp]: Centro telecomunicazioni Us Navy, base aerea e radar Nato. 
113. Isola di Lampedusa [Ag]: Base della Guardia costiera Usa. Centro d'ascolto e di comunicazioni Nsa.

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domenica 12 giugno 2011

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Referendum: alle 19 si è superato il 30% di affluenza...

Prima affluenza a 2 cifre: è sempre quorum - Qualunque sia stato il quesito referendario ed il tipo di referendum, la consultazione degli archivi del Viminale dice che quando la prima rilevazione dell'affluenza alle urne è stata a due cifre, come nel caso di domenica 12 giugno 2011, si è sempre raggiunto il quorum.
Che si sia votato in un solo giorno o in due giorni; che sia andati alle urne solo in Italia o che sia stata data opportunità anche agli italiani all'estero; che la prima rilevazione sia stata fatta alle ore 11 o alle 12, il dato finale è rimasto omogeneo: il quorum è stato sempre superato.

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Fermiamo il nucleare, rivendichiamo il diritto a bere e alla giustizia uguale per tutti

E' il momento di dire la nostra in materia di acqua come bene non commerciabile, di uguaglianza davanti alla legge di ogni cittadino qualsiasi lavoro o carica ricopra e soprattutto in materia di nucleare dove in ballo c'è la stessa saluta nostra e dei nostri figli e dei figli dei nostri figli. Nonostante le fette di salame (o prosciutto che dir si voglia, ma io preferisco il salame!) davanti agli occhi di molti, spero che il cittadino medio, di cui in fondo io stessa sono parte, sia spinto da un sano e normale senso di sopravvivenza - e ciò al di là delle convinzioni politiche - ad andare a votare e votare SI ad un referendum che è in grado di decidere della nostra vita non solo pubblica, ma anche di quella fisica.
Di acqua si vive - almeno che tu non voglia vivere solo di Ferrarelle o Sanbenedetto - di nucleare si muore, di legittimo impedimento si dispensa ingiustizia.
Al di là dei miliardi, c'è differenza tra il vecchio pensionato che ricorda i tempi andati e il nostro Berlu che si impasticca di pillole blu? No, non c'è: il vecchio pensionato non va in galera perché ormai è ultranovantenne (anche se vorrebbe, giusto giusto per il pasto assicurato tre volte al giorno) e Berlu nemmeno, perché c'ha il legittimo impedimento creato ad hoc per lui. Ma l'ingiustizia di fondo ci sta, perché il vecchietto non ha fatto niente se non intestardirsi a non morire per alleggerire un po' l'INPS, mentre il Berlu i suoi scheletri nell'armadi ce li ha e pure ingombranti.
Ma soprattutto, vogliamo davvero vivere in una società in cui siamo noi i mattoni da cui ricavare le fondamenta per il benessere surplus di pochi? La privatizzazione dell'acqua è uno dei diritti rivendicati da chi ha e vuole speculare. Ma anche quelli che parlano tanto di dire di no, vi rendete conto che affermano che l'acqua rimarrà bene pubblico e che solo la gestione sarà privata? E che differenza ci sarà mai, se privato è comunque sinonimo di profitto e forse non diranno che l'acqua costa, ma certamente distribuirla si, quindi la formula porterà inevitabilmente ad un aumento della bolletta, che comunque peserà sui soliti idioti (e io sono tra quelli!).
E il nucleare poi, ne vogliamo parlare in termini più chiari: la vuoi la centrale di scienza francese sotto casa? La vuoi? Vai a vivere allora a quel paese... lì. Io dico solo che - al di là del buonsenso nel riconoscere che sono le fonti rinnovabili di energia il futuro del Pianeta TERRA, perché più economiche, pulite e gestibili in confronto all'atomo che costa, sporca e ti esplode in mano qualsiasi errore minimo fai - in un paese degno di chiamarsi Paese democratico, in cui un Referendum (=volontà del popolo) aveva detto no al nucleare, oggi dovremmo al limite votare se lo vogliamo adottare, non chiedere che sia rispettato una nostra volontà già decisa in termini di diritto tempo fa. Spero solo che gli italiani si rendano conto quanto rischiano, nel futuro prossimo e in quello a divenire, non andando alle urne a dire e gridare, l'unica risposta possibile: SI SI SI SI.



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giovedì 9 giugno 2011

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Referendum del 12 giugno

Andate a votare al referendum per non girare la testa dall'altra parte e dire di non aver capito...



Pescato su Eliotropo, ma lo trovi anche su Youtube e altrove, se lo vai a cercare^^

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sabato 23 aprile 2011

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Il decreto antirinnovabili: per il futuro vi faremo sapere!


Il 6 agosto di quest'anno il governucolo nostro aveva prodotto un decreto che regolava il sistema degli incentivi fino al 31 dicembre 2013. Chi fin d'ora aveva tenuto d'occhio il fotovoltaico, sia da impiantare sul tetto di casa, sia da utilizzarlo come investimento produttivo su più grande scala, era partito: Ok la rinnovabile la faccio!
Ma, come al solito, il nostro governucolo s'era detto poi fra sè e sè - la diamo o no una mano a 'sto nucleare di Sarkozzi? E dai, se non ci diamo una mano fra noi furboni, senza contare della bella gnocca che si ritrova per moglie e che gli farà spendere un casino!! (Nota dell'Autore: per coloro che ci governano, vale il detto gnocca che ti fai, soldi che vanno) chi vuoi che ci aiuti?
Vuoi che non s'abbia da fare?
e così subito subito ti produce un altro decretino ammazza-incentivi che è datato 3 marzo 2011 e pubblicato sulla G.U. 28/3/2011 che recita allegramente e spensieratamente che chi non conclude il suo progetto entro il 31 maggio 2011 non avrà più diritto agli incentivi precedentemente previsti^^^ EVVIVA!! sembra quasi un'altra delle leggine fatte ad hoc... ad hoc ammazza-rinnovabili, però!


Il fotovoltaico tre anni fa costava il doppio. All'estero, oggi, costa la metà che in Italia. Va bene diminuire gli incentivi man mano che diminuisce il costo del fotovoltaico, intanto lo si incrementa, intanto le famiglie se lo mettono sul tetto, intanto va da sè che la corrente la dai all'ENEL pura pura e l'ENEL te la torna con le accise sopra... ma non divaghiamo, qui come al solito il governucolo non risistema un settore, ma lo taglia pulito pulito perché non va bene che in questo campo, forse uno dei pochi che portava posti di lavoro, sia in crescita, no non va bene, nella politica italiana ciò che funziona va avvelenato, prosciugato, chiuso.
Lo fa perché? Perché vuole il nucleare. Lo vuole fortissimamente e sia mai che qualcosa lo blocchi, sia solo un pannellino lucido in attesa del sole.

A chi mi dice che il nucleare può vivere vicino alle rinnovabili, io dico di no. Non può non perché sono tipologie e scelte opposte, contrastanti politicamente e ideologicamente, ma perché al nucleare, l'italiano ha già detto di NO con un referendum popolare che è espressione ben più alta della democrazia, molto di più di quella che ha portato all'elezione di questo governucolo, arrogante tanto da annullare 'sto referendum di sua sponte e in sordina e non presentando alla scelta popolare un nuovo referendum a favore della tricroce nera su sfondo giallo. Non può perché il nucleare non può sorgere vicino ai nostri figli: gli italiani di domani io li vorrei possibilmente non modificati né alterati geneticamente.
E poco mi convince e mi importa di chi mi dice che tanto le centrali nucleari in Francia ci sono, in Slovenia anche ed allora che vuoi che faccia se le abbiamo anche noi, visto che nessuno di quelli che così la pensano hanno poi aggiunto: fatele pure nella mia città, io al nucleare sicuro ci credo!




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sabato 19 marzo 2011

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VOTA SI per fermare il nucleare

Spero che, per la seconda volta,  il 12 e 13 giugno, noi italiani riusciremo a dire che il nucleare non lo vogliamo, che il referendum raggiunga il quorum e che nessuno venga sviato dal fatto che per non volere il nucleare bisogna votare SI! (solita carognata dei politici!!)

su LEGAMBIENTE, nasce il Comitato “VOTA SI per fermare il nucleare”

Le adesioni al Comitato “Vota si per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che intendono aderire.

Ufficio stampa Legambiente tel 068626835-76-60-79
ufficio stampa WWF Italia 06-844977377 – 0283133233


Se vi viene qualche dubbio, tipo tanto non lo faranno mai, e io spero abbiate ragione, sappiate intanto che i siti sono stati scelti e che loro, zitti zitti, vanno avanti. Magari le centrali non sorgeranno, ma i vostri soldi, all'insegna di questa lucida follia, ve li stanno già mangiando...

dal Journal blog: I reattori sarebbero a Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia)
e nel blog di Alberto si è ancora più precisi, vi trovate l'elenco delle zone scelte!

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mercoledì 16 marzo 2011

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Ve lo ricordate Chernobyl?

O ve lo hanno fatto già dimenticare?



Sappiate, per chi crede davvero alla bufala del nucleare sicuro, che a Chernobyl non c'è stato un terremoto o un evento particolare nella sua violenza e rarità, ma un semplice, normale, comune ERRORE UMANO! E la tecnologia e le strutture poi non sono riuscite a contenere gli effetti di questo disastroso ERRORE UMANO, nè allora, mentre accadeva, nè dopo mentre le radiazioni continuavano a fuoriuscire e a diffondersi, nè oggi i cui effetti sono ancora in divenire.

Il reattore, il nucleare, le scorie, il contenimento sono tutti termini che dovrebbero farci paura perché possono divenire incontrollabili, instabili, ingestibili e quando ciò avvien, non c'è una strada che ci riporti indietro.

Chernobyl sta ancora agendo, a dispetto di tutti gli sforzi fatti per riparare al danno. E chi vi dice il contrario mente, sapendo di mentire e chi vi dice che il nucleare di oggi è sicuro perché non è quello lì, quello dei comunisti russi che, si sa, non sono come noi europeri che siamo megliori, che abbiamo più mezzi, che siamo più fighi, io rispondo allora che, visto che la nube radioattiva di Chernobyl era arrivata sull'Europa e perfino in Italia, visto che un disastro nucleare si stempera poi sull'intera superficie del pianeta, sulle falde acquifere di tutto il mondo, nella terra e nel vento, allora perché la tecnologia di oggi non lo ferma?

E se poi vogliamo introdurre anche il problema delle scorie che ancora ci sono e sono ancora attive, perché la tecnologia di oggi non riesce a smaltirle? Dove sono, che fine hanno fatto, chi le ha in casa (o nel mare, magari)? E perché oggi il tumore, il cancro e tante malattie dette "rare" e genetiche sono in aumento? E non rispondetemi per favore che è perché oggi si vive più a lungo e una volta si moriva prima di altro, perché se lo dite dimostrate di non voler vedere e di non pensare con la vostra propria testa!

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Dal disastro nucleare non si torna indietro: la catastrofe di Chernobyl.

Raccolgo l'invito che Tina mi ha suggerito nel suo commento al mio post precedente e vi propongo questo articolo che ho trovato in un forum. Ve lo posto così com'è, mettendovi in rilievo ciò che mi ha colpito di più. E' un po' lungo, se avete la pazienza di leggerlo, secondo me ne ne vale la pena visto che non è ostico e pieno di numeri e statistiche.


La catastrofe di Chernobyl ed i suoi effetti sulla comunicazione, salute, politica ed ambiente.
Traduzione di Progetto Humus da http://mwcnews.net
articolo originale di Ace Hoffman
Ventiquattro anni dopo, Chernobyl è ancora un luogo sporco, una parolaccia.
Chernobyl ha quasi sicuramente ucciso centinaia di migliaia di persone, forse già più di un milione. E nel corso del tempo, ne ucciderà ancora di più. In realtà, molte sono le stime che affermano che la stragrande maggioranza di quelli che moriranno uccisi o subiranno le conseguenze di questo incidente non erano ancora nati al momento dell’incidente.
Questa è l’eredità che la Nuclear Energy Institute (NEI, il braccio pubblico dell’industria nucleare americana) e di altre lobbies sostenitrici del nucleare – comprese l’AIEA e l’OMS – ci negano.
L’AIEA e l’OMS affermano che Chernobyl abbia causato “poche migliaia di morti”. La NEI, solamente 38, o meglio, meno di 50.
Ma la verità è che a Chernobyl i veleni continuano a fuoriuscire. Un nuovo libro,  che è stato recentemente pubblicato dalla New York Academy of Scienze, raccoglie diversi studi scientifici circa le conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl.
Fino ad oggi, questi studi non hanno mai visto la luce del giorno, soprattutto perché sia in America che nei paesi dell’Ex Unione Sovietica, così come in tutte le altre nazioni del mondo, non si desidera diffondere informazioni che possano “spaventare” il pubblico.
Fanno paura, ma è bene saperle!
Questa pubblicazione contiene circa 8000 sugli oltre 33.000 studi che analizzano gli effetti delle conseguenze di Chernobyl.
Studi rappresentati da grafici che mostrano come dopo il 1986, i tassi di natalità sono scesi e sono aumentati quelli di mortalità infantile e delle leucemie.
Chernobyl ha ucciso cento volte di più rispetto al precedente disastro considerato un avvelenamento chimico di massa a Bhopal, in India nel 1984. Chernobyl ha probabilmente ucciso più persone di quanto hanno fatto le esplosioni delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Ad oggi, l’industria nucleare pretende che le morti attribuite a Chernobyl siano poco più di quante potrebbero essere per un incidente di un treno o un autobus.
Chernobyl, che uccide in qualsiasi modo inimmaginabile. Ma i sostenitori del nucleare non ammettono l’evidenza, inconfondibile, dei decessi a questo attribuibili.
E’ “la più grande bugia del 21° secolo”, dal momento in cui migliaia di miliardi di dollari vengono investiti per sostenere che l’energia atomica è “sicura” e “pulita”. In realtà, così come sono costruiti i  reattori, vecchi e nuovi, sono in grado di liberare enormi quantità di isotopi radioattivi nell’ambiente. Certo, la maggior parte dei nuovi progetti sono diversi da quelli di Chernobyl. Ma nessuno è perfetto. Forse un incidente in America è poco probabile che avvenga, ma non c’è alcuna prova significativa di ciò. “C’è solo la prova che l’America è stata molto fortunata a non aver subito un incidente in piena regola” (Davis-Besse 2002).
Più reattori saranno costruiti, con quelli vecchi che continueranno ad operare, mantenuti in vita da un sistema corrotto di regolamenti, maggiore è la probabilità che possa succedere anche qui un disastro delle proporzioni di Chernobyl.
E poi c’è il combustibile esaurito. Una catastrofe così grande come Chernobyl potrebbe verificarsi in qualsiasi piscina o barile contenente questa tipologia di rifiuto. I sistemi di stoccaggio odierni sono inadeguati e soggetti a terremoti, crolli, attacchi di terroristi, cicloni, tsunami e anche alla caduta di asteroidi! Nessuno può affermare che i nostri impianti atomici siano garantiti… abbiamo costruito i semi della distruzione nel nostro ambiente. Dovremmo ridurre i rischi, non aumentarli.
Ma cosa succede se siamo portati a credere che un’eventuale catastrofe sarebbe più lieve di quella di Chernobyl? E se ci viene detto che la fauna selvatica è diventata fiorente nella zona di “esclusione”, ora che non ci sono più essere umani? Saremmo sereni?. Oppure guarderemmo i fatti alla base: uccelli ed altri animali non sono in grado di leggere i cartelli che dicono “ZONA CHIUSA!”.
Quindi sì, ci sono animali selvatici nella “zona”, ma vi sono prove evidenti che molte specie stanno mutando o morendo, quando là arrivano. Gli animali non si riproducono correttamente, mangiano vegetazione e cibo contaminato, si spostano da aree più o meno contaminate, in un continuo ciclo letale. Chernobyl è stato un fallimento. Gli addetti alla centrale hanno eseguito esperimenti non autorizzati, senza dispositivi di sicurezza adeguati. Non c’era cupola di contenimento. Questo per antonomasia è stato però un vantaggio perché ha permesso alle squadre di emergenza di spegnere il reattore incendiato, che diversamente avrebbe continuato a bruciare. Solo dal 3% al 5% del materiale contenuto nel nocciolo è andato disperso nell’ambiente. Il resto si trova lì, ancora termicamente e radioattivamente intatto, che fa filtrare veleni nell’ecosistema esterno. Coperto a suo tempo da un sarcofago mal costruito in calcestruzzo, presto il reattore distrutto sarà chiuso in un “nuovo confinamento”. Attualmente l’acqua, i materiali ed i gas radioattivi fuoriescono costantemente dalle numerose fessure nella volta.
Quelle che una volta erano alcune delle zone agricole più ricche del mondo ora sono abitate da gente povera che vive appena al di fuori della zona off-limits dell’impianto, dove solo le persone autorizzate possono accedere con adeguate misure di protezione.
L’inquinamento radioattivo di Chernobyl continua ancora oggi a diffondersi. Il suolo contiene cesio, stronzio ed altri elementi radioattivi che talvolta ritornano in superficie seguendo il ciclo vitale delle piante. Un incendio in un bosco può provocare una nube di materiali radioattivi che può contaminare altre comunità vicine.
Attualmente la maggior parte della dose di radioattività che i residenti delle zone contaminate ricevono proviene dal consumo di cibo ed acqua contaminati.
Chernobyl ha cambiato il nostro modo di parlare, le definizioni di alcune parole, i dizionari.
Forse il termine nuovo più noto è “i bambini di Chernobyl”.
Ogni anno qualche centinaio di bambini, provenienti dalle zone contaminate, di solito con problemi alla tiroide ed in generale con problemi di salute, svolgono le vacanze di risanamento nel Sud della California. Nei media si fa molta pubblicità, utile per la cooperazione umanitaria ma anche per l’opinione pubblica, in quanto mantiene vivo il ricordo di che cosa è accaduto a Chernobyl ventiquattro anni fa. Il rovescio della medaglia è che il pubblico è portato a credere che, aiutando questi bimbi, il problema venga correttamente gestito. Non vi è infatti, per la maggior parte delle vittime di Chernobyl, alcuna assistenza.
Nelle aree fortemente contaminate dai “veleni invisibili” di Chernobyl, l’80% dei bambini hanno riscontrato problemi di salute alla nascita ed il 98% non sono “completamente sani”.
Un altro termine nato dal disastro di Chernobyl è “liquidatore”.
I liquidatori erano uomini che al momento dell’incidente entrarono nel reattore per spegnere l’incendio per tentarne di attenuarne le conseguenze. Persone che hanno rimesso la loro vita per salvare le loro famiglie, il loro paese ed il nostro ambiente.
I liquidatori erano oltre 800.000. Ora stanno morendo in massa, prematuramente, di cancro, di malattie cardiache, di leucemia e per i danni riportati negli organi del loro corpo.
Vittime dell’”AIDS di Chernobyl”, un termine che indica la radiazione corporea che indebolisce il sistema immunitario, che porta alla morte da malattie infettive.
I “Bambini di Chernobyl” possono avere anche gravi malformazioni che possono riguardare i loro organi interni, articolazioni o addirittura possono nascere senza cervello (solo con il tronco celebrale), senza ossa (bambini medusa – patologia riscontrata solamente nelle Isole Marshall dopo i test da armi nucleari negli anni 50).
Ed i figli dei liquidatori sono particolarmente a rischio di diventare “bambini di Chernobyl”.
Circa il 2% della quantità di “radiazione naturale” dell’emisfero settentrionale del pianeta terra (dove vive la maggior parte della popolazione mondiale) è eredità di Chernobyl. Anche se questo valore è basso, non è sicuramente troppo incoraggiante, se pensiamo al fatto che alla radioattività di fondo è attribuita la causa principale di molte patologie tumorali. In secondo luogo il valore effettivo in alcuni luoghi è molto superiore rispetto alla “media” del pianeta. Ci sono milioni di ettari di terreni agricoli, che ancora significativi livelli di radiazione a causa di Chernobyl.
Un monitoraggio adeguato di ciò con cui le persone residenti nelle zone contaminate si alimentano è uno degli strumenti più importanti per proteggerli dai danni delle radiazioni. Inutile dire che il tutto è costoso e non sempre viene fatto, anzi, le aziende alimentari locali mischiano continuamente materie prime contaminate con quelle meno radioattive per raggiungere la dose media “ammissibile”. I radionuclidi vengono così dispersi tra la popolazione in un crimine imperdonabile che accade giornalmente.
Nuove parole e termini coniati dopo l’incidente di Chernobyl:
Foresta rossa: E’ l’area immediatamente circostante a Chernobyl, centinaia di chilometri quadrati di vegetazione il cui colore è stato trasformato dalla presenza della contaminazione radioattiva.
Effetto Chernobyl: E’ l’aumento del tasso di cancro alla tiroide. A questo si aggiunge l’aumento del tasso di mortalità nelle zone in cui la contaminazione radioattiva è più alta.
Castrofe geobotanica: E’ ciò che Chernobyl ha fatto. La radioattività che continua ad invadere esseri umani e vegetali.
Bambini di Chernobyl, medici di Chernobyl, vedove di Chernobyl e liquidatori di Chernobyl sono grandi gruppi di persone che sono state colpite dalla tragedia.
Gli arti di Chernobyl: Sono deformità delle braccia e/o gambe, più comuni nelle zone contaminate.
Cuore di Chernobyl: E’ una malformazione al cuore degli esseri umani conseguente alla contaminazione radioattiva.
Radiazioni in utero: E’ l’avvelenamento di un feto nel grembo materno causato dalla radioattività.
Altri nuovi termini medici derivanti dal disastro di Chernobyl:
Distonia vegetovasculare: è il “crollo” del sistema nervoso.
Radionuclidi incorporati a lunga vita e lesioni per inalazione acuta del tratto respiratorio superiore: Patologie croniche riscontrate principalmente nei liquidatori di Chernobyl: rinite, tosse secca, insufficienza respiratoria o polmonare.
Altre malattie diventate croniche in chi ha partecipato alla liquidazione dell’incidente: emicrania, disturbi della memoria, debolezza generale, sudorazione generalizzata, tachicardia, dolori articolari, insonnia, perdita della coscienza, difficoltà nella concentrazione, perdita della vista e torpore alle mani e piedi.
Chernobyl ha mietuto centinaia di milioni, forse miliardi di vittime e continuerà a farlo.
La verità sulla catastrofe di Chernobyl verrà sistematicamente tenuta nascosta all’opinione pubblica, in particolare in tutti i paesi dove il Nucleare controlla le decisioni dei governi e dei settori industriali.

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martedì 15 marzo 2011

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fanc... il nucleare: la tragedia di Fukushima.

La giustizia non sempre assume un aspetto umano. Per quanto una vita possa essere fondamentale, tutti i legami che la intrappolano con altre vite, rendono questi rapporti quantificabili, graficamente rappresentabili ed ingiusti. Stavo preparando un post (per la mia modesta valutazione nemmeno troppo male) sulla svalutazione che il nostro governo ha intrapreso contro la produzione e il sostentamento degli sforzi privati sulla produzione dell'energia eco-sostenibile (e più precisamente sulla produzione di energia fotovoltaica), quando la grande tragedia della centrale nucleare del Giappone ha colpito le fantasie nostrane. Mentre una Prestigiacomo (e mi vergogno sia una donna affermarlo) sblatera che l'energia nucleare è sicura a fronte di migliaia di esseri umani che stanno rischiando la vita loro e il futuro dei figli che verranno, non posso non interrogarmi sulla totale incapacità che noi esseri mortali comuni, non investiti di particolari poteri alieni o politici (e nemmeno  il Berlu potrebbe fare qualcosa, sempre che intendesse fare qualcosa), abbiamo nell'assicurare un futuro almeno passabile alla nostra discendenza. Io ho quarantun'anni ed a mio figli di nove che mi abbracciava per la paura che le radiazioni potessero uccidere lui e la sua famiglia, non ho trovato immediata risposta che dire: tranquillo, amore mio, siamo dalla parte opposta del pianeta!
Certo poi sono seguite spiegazioni sull'evolversi di una contaminazione di radiazioni, che comunque mio figlio ha ben chiaro a fronte di tanti documentari su Hiroshima che ha seguito e anche grazie alla politica familiare mia e di mio marito che da sempre si basa sulla verità e realtà dei fatti - opportunatamente spiegata certo, ma sempre lontana dalle belle favole - ma in fondo, alla fine, l'atteggiamento salutare che ha fatto si che mio figlio dormisse sogni tranquilli questa notte, è stato quello di abbracciarlo e di garantirgli che non saremmo morti di radiazioni o di olocausto nucleare nel prossimo futuro.
Ma la realtà è che non è una sicurezza che posso garantire, nè che lo può garantire un Governo e nemmeno una manica di ministrucoli arroganti e ignoranti - abissalmente - in materia. Fermatemi il Sole, quando vi scoppia fra le mani, e fate in modo che esso non sorga mai sulla superficie della Terra e poi, solo poi, ditemi che è sicuro! Solo dopo vi concederò di parlarmi di nucleare sicuro. (sotto casa vostra, ovvio!)

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