Articolo 21 della Costituzione Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

domenica 7 febbraio 2010

5

STATO VEGETATIVO E LEGITTIMO IMPEDIMENTO

 

Stato vegetativo: Benvenuti Signori e Signore!!! Mi hanno proposto un’intervista al protagonista più chiacchierato ed in voga del momento! Il tanto sbandierato Signor Legittimo Impedimento!! (ma come fa di nome? Legittimo o Impedimento? Non era più facile chiamarlo Simone, Stefano o Silvio?) Ma devo dire che sono davvero emozionato - “uaaargh!!” (leggasi: sbadiglio impossibile da trattenere) – e, insensibile come sono, vi garantisco un’intervista senza esclusioni di colpi…

Notizia Ansa: BRUXELLES  - Un uomo da cinque anni in stato vegetativo a causa di un incidente automobilistico…

Stato vegetativo: COSA COSA COSA?! Nego tutto, io sono pacifista per definizione, non incline al movimento!! In non tengo prigioniero nessuno!!! (ma questa intervista era la mia! D’accordo che non sono un modello di velocità e che ho i miei tempi, ma…)

Notizia Ansa:(ma toglietemelo!) ha risposto "sì" e "no" attraverso il pensiero rilevato da una nuova tecnica di risonanza magnetica. Lo ha annunciato un comunicato dell'Università di Liegi segnalando che…

Stato vegetativo: (toglietegli l’audio! Via l’audio!!)

Notizia Ansa: Togliere a ME, l’audio? Ma è contro tutti i principi di libertà di informazione ed espressione!! Per cosa, poi? Per dare voce ad un Signor Legittimo Impedimento qualsiasi, che – ma guardiamo in faccia la realtà! – è poco più di una barzelletta!! Sarebbe davvero da sbellicarsi le risate, se non fosse un tipetto vergognoso ed anticostituzionale!! – Giuro che mi rivolgerò al Tribunale dei Diritti Civili se non mi rimettete IMMEDIATAMENTE l’AUDIO!!!

Stato vegetativo: Senti un po’, tu… dove sta scritto che io non ho il diritto di togliere l’audio? Io sono stato legittimato dalla volontà cittadina – di maggioranza, ovviamente – a diffondermi ed albergare in ogni cervello, o psedudo cervello, nuovo, logorato, incidentato o rottamato…

Notizia Ansa: (questo è privo di contatti neuronali!) …L'uomo in questione ha 29 anni, vegeta in un imprecisato "paese dell'Europa dell'Est" e non può muoversi né parlare… MA SONO ANCORA SENZA AUDIO!?!

Stato vegetativo: Prrrrrrrrrrr!!!!! (leggasi: pernacchia)
 
Legittimo Impedimento: Signor Qualsiasi? Tipetto anticostituzionale a me? Ma se son di bocca buona! Io dispenso aiuto anche a chi va per sagre…

La notizia ANSA (sull’uomo in coma che ha risposto "sì" e "no" mediante il pensiero), qui.

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mercoledì 27 gennaio 2010

11

Giornata della memoria.



Se ti svegliassi ad un’ora diversa, in un posto diverso, ti sveglieresti come una persona diversa?
L’anno è appena finito e sono finiti i propositi per un anno migliore. Concluse le discussioni sui menù del cenone e conclusi  i pettegolezzi sui chili di troppo accumulati dalla tua migliore amica, di già si passa alla frenetica ricerca di chi sta peggio di noi, il più lontano possibile dalla nostra calda casa, in modo che sembri quasi sia capitato sulla Luna e per cui più di tanto non possiamo fare. Giusto un SMS, valà, non altro, non un pensiero di troppo. Oggi è preferibile l'azione sgrassatrice della televisione. Il cult del momento (o più precisamente dell’ultimo decennio) è possedere un cervello lindo e pulito, su dove non è possibile scrivere nulla:
nessun pensiero = nessuna fatica = felicità.
Così ci stanno abituando e così si stanno allevando le nuove generazioni mediatiche di tele-dipendenti. La finction diviene la realtà a cui aspirare e le poche innovazioni nella vita vanno ricercate nel FULL HD e negli schermi a LED.
Eppure vera eredità dell'uomo è la STORIA, quella da scrivere non solo con l'iniziale maiuscola, ma con tutte le lettere maiuscole! Quella che si vuole dimenticare, riscrivere e usare a proprio uso e consumo : giammai venga in mente di usarla come fonte di informazione e conoscenza, come bagaglio umano che ci può restituire un futuro.


Il 27 gennaio è il giorno della memoria.
E' la memoria va salvaguardata.
Bisogna ricordare quel tempo oscuro in cui un'intera Europa permise che uno gruppo di uomini gettasse le basi per dare l'avvio ad uno scempio di vite, ad un abominio che portò a milioni di morti - tra uomini donne e bambini - che portò ad esperimenti allucinanti, che portò un'intera nazione verso il disprezzo di sé, che svelò fin dove può arrivare l'odio dell'uomo per un altro uomo.
Ricordare vuol dire soprattutto avere ben chiaro in mente che le idee sono potenti, che possono trascinare intere folle ed anche condurle alla follia quando fanno leva su bisogni ignobili di supremazia, di razzismo, di totalitarismo.
Ricordare vuol dire non commettere poi gli stessi orrori.
ingresso







– Trieste: unico campo di concentramento nazista in Italia.

Io non ho conosciuto il mio bisnonno, il padre di mia madre, perché è morto quando ero piccolina. E’ morto di malattia.
Il suo nome compare nella lista di quelli che sono stati liberati dagli americani, nel 45, dal campo di concentramento di Mauthausen. Malgrado la mia famiglia abbia in qualche modo vissuto in prima persona questa tragedia mondiale, non ne serba il ricordo, giacché il mio bisnonno non ha mai parlato di ciò che vide e di ciò che visse dietro a quei muri grigi con il filo spinato. Mia madre ha ricercato a lungo di capire, ha letto testi, libri, è andata in quei luoghi, per ritrovare forse l’anima di suo padre e per capire l’origine del dolore della sua famiglia.
giornata_della_memoria
E malgrado la Memoria, labile piattaforma di cellule grigie incapaci di autogenerarsi, abbiano dalla loro l’abilità delle mani umane che sanno così bene costruire monumenti, supporti cartacei o informatici, visivi e tangibili oggetti su cui imprimere fatti, emozioni, sentimenti, sembra che oggi sia messa da parte, vista come appartenente al passato, da restituire all’oblio del tempo. Si travisa la realtà, si appanna la dignità dell’uomo e si crede che l’odio che certi simili coltivano con insistenza e cocciutaggine per il loro stesso genere sia una malattia antica, debellata dall’uomo moderno e relegata solamente come elemento infettante di quei gruppi estremisti che così bene incarnano l’uomo nero.
I semi dell’odio – specie per il diverso, nel più ampio significato del termine – sono insiti nell’uomo e trovano la loro naturale comprensione nel bisogno di coesione per la sopravvivenza. Ma oggi questo non ha senso. Le caverne oggi non sono più dotate di certificato di abitabilità e la cultura, l’intelligenza, la conoscenza e la MEMORIA devono fare la differenza.
giorno-della-memoria

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martedì 26 gennaio 2010

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Il paziente ha un'anima


“Caro Direttore,
sono Fatima, la mamma di Andrea Bonanno, il bambino di 7 anni che nell’ottobre del 2005 ha perso la vita nell’Ospedale civile Annunziata di Cosenza per un’ingessatura troppo stretta applicatagli al braccio…

Inizia così questa lettera che denuncia una morte ingiusta, irreale, perché ha falciato via un bimbo che s’era rotto un braccio. Un braccio ingessato troppo stretto e una famiglia che ha assistito ai dolori, definiti dai medici “capricci”, di un bambino la cui mano diveniva sempre più blu, sempre più inerme, sempre più dolorante. Finalmente, dopo sei giorni, il gesso è stato tolto, il braccio ormai era necrotico e l’infezione causata dal gesso ormai estesa a tutti gli organi: il bambino è andato in coma e poi è morto.
La giustizia ha riconosciuto i colpevoli, negligenti ma anche colpevoli di aver falsificato cartelle ed alterato i documenti. La giustizia, la magistratura, ha fatto il suo lavoro bene, ha riconosciuto la dignità di un bimbo e della sua famiglia contro un sistema che non ha saputo, non solo aiutarlo, ma salvarlo da essa. Eppure questi medici lavorano ancora. Nello stesso reparto.

Il giudice nella motivazione della sentenza, afferma: «Si è detto che Andrea Bonanno è stato vittima della trascuratezza, quando invece in quei pochi giorni di ricovero è stato visitato, curato, seguito da decine tra medici ed infermieri delle più diverse branche, fatto oggetto delle più svariate consulenze, sottoposto a una serie innumerevoli di trattamenti ed accertamenti; eppure la struttura che avrebbe dovuto garantirgli la guarigione da una banale frattura lo ha ucciso. Il piccolo Andrea è stato prima di tutto vittima di un sistema che concepisce il malato come una sorta di fantoccio inanimato, un contenitore di organi e di ossa trasportato da un reparto all’altro perché, nelle migliori delle eventualità, questi e quelle vegano "prese in carico" dagli specialisti di settore, o perché nella peggiore, chi si sia trovato a "gestire" il "paziente critico" sia messo un domani in condizione di poter dire (e, soprattutto, poter documentare) che nessun sintomo è stato trascurato, nessun esame è stato omesso, nessuna consulenza non è stata invocata; poi c’è un bambino che si lamenta per un gesso troppo stretto, ne porta i sintomi che anche un profano sarebbe in grado di decifrare... ma "il sistema" ha ormai reso tutti ciechi e sordi».
E’ quanto di più vero e terribile possa accadere ad una persona che si affida o che affida i propri cari a dei medici. Perché ancora si continua a parlare di struttura ospedaliera o sanitaria, il che elimina ogni personalizzazione medica. L’indossatore del camice non è più un uomo che lavora lì per cercare di guarire un malato, ma è solo una rotellina dell’ingranaggio. E così anche il paziente diviene quel contenitore di organi e sangue che non possiede alcun diritto che non quello di stare buono buonino.
Eppure i migliori medici sono quelli che curano la persona, non il malato, e tanto si può fare in medicina, se si ha la pazienza e l’umiltà di ascoltare.
Un bacio ad Andrea, ovunque sia ora.

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mercoledì 20 gennaio 2010

11

Windows Live Writer


Il mio portatile è letteralmente invaso da programmini di ogni tipo – soprattutto di grafica, di utility per diagnostica e programmini vari per scrittura e fotoritocco. Ma tutti questi programmi hanno in comune una cosa: sono rigorosamente gratuiti! Sono, cioè, OpenSource! E vi garantisco che nulla hanno da invidiare ad i vari figli della Microsoft, inclusi word ed il pacchetto office.

Per ogni programma “a pagamento” esiste un programma gratuito equivalente ed a volte anche migliore.

Per noi blogger che siamo colpiti dalla malattia dello scrivere lunghi articoli e che veniamo, a volte (anzi, spesso!), traditi dalla connessione, è indispensabile avere sul pc Windows Live Writer, un programma rigorosamente gratuito, in italiano e scaricabile da Internet!

E’ un programma davvero utilissimo che, se configurato con il tuo blog - o con i tuoi blog (cosa che fa lui andando a prendersi le impostazioni su Internet) - ti permette di vedere in anteprima sul pc come verrà pubblicato il tuo post, ti visualizza la sorgente pagina e ti permette di modificare a tuo piacimento la grandezza, la posizione o i bordi delle immagini, ti semplifica la vita con tabelle (le puoi usare per impostare i margini rientranti di poesie o di evidenziare dal resto del corpo del testo eventuali citazioni), con gli elenchi puntati, con i caratteri… insomma, le semplici basi del word che usano un po’ tutti! Puoi scrivere gli articoli senza essere collegato ad Internet e quando hai finito, inserisci nel blog il post e via… lo pubblichi! Insomma, è da provare e, fatto ancora più importante, si sposa benissimo con Firefox!

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lunedì 18 gennaio 2010

10

Il Lupo cattivo e le Banche


Il nostro mondo troppo spesso è regolato da chi i soldi ce li ha, crisi o non crisi, e che mai rischia di perderli, perchè per loro i finanziamenti pubblici arrivano sempre e comunque: le beneamate e spensierate BANCHE. E' un termine che fa paura, poiché è differente dalle altre parole e viene perfino costruito attorno a noi. Ci usano come pubblicità (ma l'avete vista quella del conto arancio? Mi sono chiesta dov'è che vengono rispettate le norme di sicurezza sul posto di lavoro, visto che le persone del cartellone pubblicitario non indossano nemmeno i caschi di protezione!) e sono il primo esempio di associazione a fini di lucro interamente a carico dei cittadini.

Dice O.M. sul sito del Grillo a proposito della Sospensione dei mutui, che il puntinato scrivente chiama BUFALA:

Caro Beppe,
denuncia ti prego la "bufala" del provvedimento governativo relativo alla "Sospensione dei mutui" per un anno. Il governo afferma che questo provvedimento salverà centinaia di migliaia di famiglie. Ma questo sarebbe vero se aderissero TUTTE le banche . In realtà se vai a vedere qui ti accorgerai che le banche che aderiscono sono solo bancarelle. E così famiglie come la mia, che tanto avevavo sperato in un provvedimento che le tirasse fuori dai guai si ritrovano con il solito pugno di mosche.
I nostri governanti nn smetteranno mai di stupirci, adottano un provvedimento a favore dei cittadini e "contro" le banche ma lascia decidere alle banche se aderire o meno, è assurdo!!

In effetti, che cos'è cambiato dal tanto pubblicizzato decreto-legge di bersanesca memoria sulla portabilità dei mutui davvero non lo so.
Io quella legge la ricordo bene. Allora lavoravo in uno studio notarile nemmeno troppo piccolo e posso garantire che la pratica di novazione - per il consumatore - gratis davvero non lo era. Le banche che subentravano poi erano talmente pignole nel tutelare i propri interessi (e qui si dovrebbe aprire la discussione del tema caldo tanto tutelato a favore delle banche: "l'ipoteca"), che chi vi poteva accedere - a dispetto di quanto si voleva far credere, non erano poi molti. Da scrivana degli atti, sono poi divenuta intestataria di un mutuo, gli anni sono passati, e della legge Bersani non ne ho sentito parlare poi molto. Quanto bene abbia fatto, non saprei dire, certo molte famiglie non deve aver salvato.
Ma il nostro Governo - di destra che sia, di sinistra o di centro, di alto o di basso (queste ultime di prossima apertura in parlamento, non appena terminati i lavori di soppalcatura e di ristrutturazione del seminterrato) - si mantiene ligio su una linea unica e certa per quanto riguarda la tutela dei privilegi. Essi vanno mantenuti ad ogni costo, perché su di essi si basa l'intera struttura politica, economica e sociale italiana.
E non venitemi a dire che non è così!

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