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Visualizzazione post con etichetta Ritorno al Nucleare. Mostra tutti i post
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mercoledì 8 giugno 2011

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"Sono per il nucleare" - No Vasco, no Vasco, io non ci casco



"La Francia ha le centrali nucleari vicine ai nostri confini e poi noi compriamo elettricità anche da loro, spendendo un sacco di soldi. Perciò sì, io sono per il nucleare". La bocca da cui è esplosa questa dichiarazione è quella del Signor Vasco Rossi.
Ha sentenziato il Blasco. Guarda caso a pochi giorni da uno dei referendum più importanti della storia della nostra Repubblica. Con quella sua verve e schiettezza da Emiliano doc qual è, elargita da un piedistallo su cui troppo spesso sale, il cantante di Zocca si è pronunciato dimostrando profonda ignoranza e superficialità populista sulla questione nucleare, ma non si è fermato qui.
Scatenata, la rock star dopo il concerto si è dichiarata anche contraria all'obbligo del casco per i maggiorenni strumentalizzando la limitazione di libertà con l'obbligo di sicurezza: "I ragazzi sembrano dare per scontato la libertà, ma non è così. C’è gente che 40 anni fa è morta per la libertà e mi fa ridere che oggi si accetti un sacrificio di un pezzo della propria come l’obbligo del casco per maggiorenni."
Evidentemente parlare con cognizione di causa non va più molto di moda. Inviterei il sig. Rossi ad informarsi circa le questioni su cui si pronuncia perché nella situazione odierna, dove non esistono più punti di riferimento, esempi e modelli, purtroppo molti ragazzi (e non solo) con personalità deboli e scarsa voglia di informazione, si affidano a elementi di spicco dello spettacolo e dei mondi di cui si sentono parte per costruire le proprie idee ed opinioni. Per questo motivo una tipica opinione da persona disinformata, come quella di Vasco è, costituisce un'arma doppiamente letale per l'opinione pubblica proprio perché non equivale e non raggiunge lo stesso numero di ascoltatori e lo stesso tasso di importanza di un'opinione espressa da un frequentatore di bar.

Sarebbe interessante che coloro che esprimono giudizi da piedistalli così elevati cui spesso sono obbligati risiedere, motivassero le loro opinioni argomentando le proprie tesi con validi ragionamenti, ma soprattutto sarebbe indispensabile che queste persone avessero la consapevolezza di avere una responsabilità elevata di ciò che dicono rischiando molto spesso di spostare opinioni pubbliche.
Qui non si tratta esclusivamente di esprimere le proprie idee: personalità come quella di Vasco e affini, o chi per lui, ricoprono ruoli delicati tenuti purtroppo in considerazione da alcuni cittadini molto più di alte cariche dello stato o esperti in materia, in questo caso nucleare, come il professor Rubbia.
Giusto per rientrare in tema, motivare questo post e controbattere con la stessa moneta, qualcuno riferisca alla rock star che la storiella della Francia come motivazione ufficiale per essere favorevoli al nucleare non va più tanto di moda: se è vero che a pochi km dal confine italiano esistono centrali nucleari che investirebbero l'Italia in caso di incidente, è altresì vero che è differente avere una centrale a 10 km da averla a 100 km da casa. Studi scientifici, di cui l'autore di vita spericolata sicuramente non conosce l'esistenza, dimostrano che le radiazioni si riducono con il quadrato della distanza, quindi a 10 km il rischio è 100 volte inferiore alla sorgente, a 100 km  è 10000 volte inferiore, senza considerare che nel raggio di 5 km dalla centrale il rischio per i bambini di contrarre la leucemia è più elevato: 77 vs 48 casi medi (fonte: studio su commissione dell'ufficio federale tedesco di radioprotezione).
Insomma la situazione non è proprio quella populista descritta dal Blasco che riesce a prendere una cantonata anche sulla questione dei costi, altro tema su cui evidentemente ha ripetuto qualche dichiarazione di qualche pro-nuclearista convinto, ascoltata in televisione: è vero che la  Francia vende energia all’Italia, ma è altrettanto vero che la vende sottocosto perché ne produce in eccesso, come è vero in egual modo che una centrale di III generazione ha un costo di 3 miliardi di euro, senza contare i costi dell'uranio in continuo aumento, il trasporto e i costi stoccaggio delle scorie.

Questo significa che se costruissimo noi qualche centrale nucleare, il costo del kw/h sarebbe maggiore di quello che è ora (documentazione alla mano sul costo del kw/h).
Comunque, non tutti i mali vengono per nuocere: se questa dichiarazione porterà qualche fan di Vasco indeciso, domenica o lunedì a votare, tanto meglio, visto che il primo obiettivo è quello di raggiungere il quorum.
Forse non tutti sono amanti del rischio e di una vita spericolata, caro Vasco. Per fare certe dichiarazioni sarebbe meglio un po' di informazione.  Il rischio è che qualche anima fragile voglia andare "al minimo" imitandoti.
Il consiglio è quello di continuare a fare quello che meglio sai fare, ovvero cantare, evitando decisamente di esporsi senza un minimo di documentazione su questioni così importanti. Sono sicuro che tutti i tuoi fan ti renderanno una degna standing ovation.


Perchè NO al NUCLEARE?

1. Malattie. Nel raggio di 5 km dalla centrale il rischio per i bambini di contrarre la leucemia è più elevato: 77 vs 48 casi medi (fonte: studio su commissione dell'ufficio federale tedesco di radioprotezione);
2. Niente indipendenza. 20 centrali, ossia una per regione, coprirebbero il 30% del nostro fabbisogno (dichiarazione di Rubbia, premio Nobel per la fisica);
3. Etica. L'estrazione dell'uranio è causa di guerre in Africa;
4. Costi. Una centrale di III generazione ha un costo di 3 miliardi di euro, senza contare: costi uranio in continuo aumento, trasporto, eventuale arricchimento, costi stoccaggio scorie;
5. Danni ambientali. Utilizzo di miliardi di mc di H2O per raffreddare le centrali, l'evaporazione di acqua comporta aumento dell'effetto serra. Devastazioni ambientali per estrarre uranio;
6. Scorie. Impiegano fino a 1.000.000 anni per perdere radioattività. Ad oggi non esiste soluzione sicura per il loro mantenimento;
7. L'uranio non è una fonte rinnovabile;
8. Rischio accettabile? E' diverso dal non rischio. Significa che è ritenuto accettabile un certo numero di morti sul campione totale di persone a causa del nucleare (fonte: Report, 29/3/2009). Non esiste assicurazione al mondo che abbia mai assicurato una centrale. In caso di terremoto o attacchi terroristici i danni sarebbero irreparabili;
9. Segreto di Stato. Con il decreto dell'8 aprile 2008 allegato 17 sono coperti da segreto di Stato “Gli impianti civili per produzione di energia”. Potremo conoscere la progettazione? I sistemi di protezione? I costi? I criteri di scelta?;
10. Ci sono valide alternative. Il 2007 è stato l'anno del sorpasso: l'eolico ha battuto il nucleare. Sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall'atomo.

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sabato 23 aprile 2011

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Il decreto antirinnovabili: per il futuro vi faremo sapere!


Il 6 agosto di quest'anno il governucolo nostro aveva prodotto un decreto che regolava il sistema degli incentivi fino al 31 dicembre 2013. Chi fin d'ora aveva tenuto d'occhio il fotovoltaico, sia da impiantare sul tetto di casa, sia da utilizzarlo come investimento produttivo su più grande scala, era partito: Ok la rinnovabile la faccio!
Ma, come al solito, il nostro governucolo s'era detto poi fra sè e sè - la diamo o no una mano a 'sto nucleare di Sarkozzi? E dai, se non ci diamo una mano fra noi furboni, senza contare della bella gnocca che si ritrova per moglie e che gli farà spendere un casino!! (Nota dell'Autore: per coloro che ci governano, vale il detto gnocca che ti fai, soldi che vanno) chi vuoi che ci aiuti?
Vuoi che non s'abbia da fare?
e così subito subito ti produce un altro decretino ammazza-incentivi che è datato 3 marzo 2011 e pubblicato sulla G.U. 28/3/2011 che recita allegramente e spensieratamente che chi non conclude il suo progetto entro il 31 maggio 2011 non avrà più diritto agli incentivi precedentemente previsti^^^ EVVIVA!! sembra quasi un'altra delle leggine fatte ad hoc... ad hoc ammazza-rinnovabili, però!


Il fotovoltaico tre anni fa costava il doppio. All'estero, oggi, costa la metà che in Italia. Va bene diminuire gli incentivi man mano che diminuisce il costo del fotovoltaico, intanto lo si incrementa, intanto le famiglie se lo mettono sul tetto, intanto va da sè che la corrente la dai all'ENEL pura pura e l'ENEL te la torna con le accise sopra... ma non divaghiamo, qui come al solito il governucolo non risistema un settore, ma lo taglia pulito pulito perché non va bene che in questo campo, forse uno dei pochi che portava posti di lavoro, sia in crescita, no non va bene, nella politica italiana ciò che funziona va avvelenato, prosciugato, chiuso.
Lo fa perché? Perché vuole il nucleare. Lo vuole fortissimamente e sia mai che qualcosa lo blocchi, sia solo un pannellino lucido in attesa del sole.

A chi mi dice che il nucleare può vivere vicino alle rinnovabili, io dico di no. Non può non perché sono tipologie e scelte opposte, contrastanti politicamente e ideologicamente, ma perché al nucleare, l'italiano ha già detto di NO con un referendum popolare che è espressione ben più alta della democrazia, molto di più di quella che ha portato all'elezione di questo governucolo, arrogante tanto da annullare 'sto referendum di sua sponte e in sordina e non presentando alla scelta popolare un nuovo referendum a favore della tricroce nera su sfondo giallo. Non può perché il nucleare non può sorgere vicino ai nostri figli: gli italiani di domani io li vorrei possibilmente non modificati né alterati geneticamente.
E poco mi convince e mi importa di chi mi dice che tanto le centrali nucleari in Francia ci sono, in Slovenia anche ed allora che vuoi che faccia se le abbiamo anche noi, visto che nessuno di quelli che così la pensano hanno poi aggiunto: fatele pure nella mia città, io al nucleare sicuro ci credo!




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lunedì 26 aprile 2010

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Evoluzione della specie umana

Con il sorriso sulle labbra
e con i capelli al vento,
noi procediamo su questa strada,
senza renderci conto che il count-down è già iniziato,
che non torneremo mai indietro
e che diviene sempre più difficile fermarlo...

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domenica 27 settembre 2009

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Nucleare: impugnata la legge. Forse c’è speranza!

In altri post mi ero occupata dell'argomento, con pessimismo devo dire ed anche con malcelata rabbia.

Oggi c'è però una buona notizia, finalmente, da parte delle Regioni contro il Nucleare: la legge è incostituzionale e quindi la battaglia approda alla Corte Costituzionale! Forse c’è la speranza che il buon senso e la volontà dei cittadini prevalga sugli interessi e l’ottuso potere del Governo!



Sono ottimista, perché vedo i segnali del risveglio della gente. Le regioni a rischio nucleare - Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte – hanno impugnato la Legge della vergogna che - con il solito trucco di inserire zitti-zitti degli articoli scritti in piccolo (nemmeno fosse una polizza assicurativa!) - reca disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, ma anche introduce il ritorno all’energia atomica, ritorno che gli italiani non hanno mai voluto e che hanno espresso chiaramente tale desiderio attraverso il più democratico e potente dei mezzi a sua disposizione ed a disposizione della Repubblica Italiana: il Referendum!

Nucleare: impugnata la legge, Regioni: è incostituzionale

I contenuti della legge n.99 del 2009 e più precisamente dell’articolo 25, prevede la costruzione di impianti per la produzione di elettricità da energia nucleare e la realizzazione di strutture per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Secondo la norma tutte le opere sono soggette ad un’autorizzazione unica, rilasciata dal Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministro Dell’ambiente e con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, d’intesa con la Conferenza Unificata. Gli enti locali sono chiamati a pronunciarsi al termine di un procedimento al quale partecipano le Amministrazioni interessate. Non sono però previsti accordi vincolanti tra Governo e territorio. L’Esecutivo può inoltre sostituirsi a Regione ed enti locali in caso di loro disaccordo sulla localizzazione scelta per gli impianti.

Le Regioni ribattono che la loro esclusione e declassificazione a semplici vassalli dell’Esecutivo è incostituzionale al Titolo V, che recita:

TITOLO V - LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI

Art. 114 - La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Art. 117 - La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

…omissis…

s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: …omissis… tutela della salute; …omissis…; governo del territorio; …omissis… ; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; …omissis… Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Art. 120 – …omissis… La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Art. 127 - Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione. La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge.

La legge prevede di interpellare le Regioni solo per la costruzione e l’esercizio degli impianti, mentre per la scelta dei luoghi dove sorgeranno i camini grigi e fumanti dei Simpson sono ad insindacabile criterio del governo e, non solo, tali siti vengono equiparati addirittura ad aree militarizzate gestite da privati!

Sono gradevolmente colpita che il Presidente della Calabria Agazio Loiero, l’assessore all’Ambiente della Toscana Anna Rita Bramerini, il Governatore Vasco Errani dell’Emilia Romagna assieme al WWF, a Lega-Ambiente ed a Greenpeace si siano mossi contro questa “Legge-sviluppo” che non solo fa un torto al territorio, all’Italia ed ai suoi cittadini, ma per una volta di più è espressione dell’immenso egoismo del nostro Governo! E’ palesemente espressione della sua corta – anzi cortissima! - lungimiranza, della sua ignoranza ( ma lo sapete che stiamo acquistando dalla Francia una tecnologia vecchia ed obsoleta? e che la Francia, nostro “amorevole” vicino, ha posto le sue centrali nucleari a ridosso del nostro confine?) e della sua abnorme strafottenza, della sua indifferenza verso la pesante eredità che si appresta a lasciare, non al Governo che lo seguirà, ma ai nostri figli ed ai figli che popoleranno l’Italia fra trenta, quaranta o cinquant’anni e che si ritroveranno un territorio inquinato dal più subdolo ed invisibile inquinante: il nucleare! E non solo: si troveranno anche a che fare con una spesa ed un debito che non è possibile ammortizzare, perché una Centrale nucleare non arricchisce un il territorio, né i suoi cittadini, ma ARRICCHISCE SOLO CHI LA COSTRUISCE !!! – e non era mia intenzione fare la rima!

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martedì 25 agosto 2009

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Il nucleare in Italia.

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Nucleare: Scajola, molti comuni pronti

ROMA - "Già alcune Regioni e parecchi comuni si sono dichiarati disponibili ad ospitare centrali nucleari. Nel frattempo abbiamo siglato un accordo di collaborazione tecnologica con la Francia e ne firmeremo presto uno con gli Stati Uniti". Lo annuncia il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che in un'intervista a ilsussidiario.net fa il punto sul ritorno del nucleare in Italia, aggiungendo che si tratta di un percorso "razionale, sicuro e trasparente. E i cittadini l'hanno capito".

Notizia Ansa.it

…i cittadini lo sanno? Lo vogliono?

In ogni caso, l’avranno!

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domenica 12 luglio 2009

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NOTIZIE DAL BESTIARIO – Ritorno del nucleare in Italia.

centrali_nucleari Il G8 è appena finito e sulle ceneri fumanti di quanto deciso in favore dell’ambiente, ecco che il Senato ha definitivamente approvato, in quarta lettura, il ddl n. 1195-B. Nato per dare una mano allo sviluppo (!!??!!), vi sono stati inseriti però due articoletti (il 25 ed il 26) in materia di nucleare. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, il nostro caro ed amato Governo deciderà su quali siti impiantare le strutture di produzione di energia elettrica nucleare.

Dunque non ci sono discussioni, non c’è stata notizia: in Italia il nucleare si fa, che lo si voglia o no. E visto che i siti che ospiteranno le centrali atomiche verranno considerati dal nostro idolatrato governo “aree di interesse strategico nazionale”, con elevate procedure di sicurezza e vigilanza, con benefici fiscali per le imprese che vi lavoreranno, che dite? oltre che il mini-vulcano in giardino, il nostro premier si farà costruire anche la centrale atomica dei Simpson, fra il cespuglio di ortensie e le aiuole di margherite bianche?

nucleare

Fonte: Edilportale: di cui riporto queste poche righe, ma andate a leggervi l’articolo completo.

Modificando l’art. 11, comma 4, del Dlgs 79/1999, il gestore della rete di trasmissione nazionale assicurerà la precedenza all’energia nucleare, subito dopo l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili.

Devo forse ricordare che con un Referendum abrogativo del 1987, gli italiani hanno bandito il nucleare sul loro territorio? Il nostro Governo non ne ha tenuto conto e, fatto ancora più grave, la stampa non ne ha fatto parola. Fra sei mesi potremmo svegliarci e trovare una ruspa fuori dalle porte del nostro comune…

Quello che mi preme far notare, è che il nucleare non solo è pericoloso – e ci sono milioni di trattati ed articoli (tutti rigorosamente pescabili da Internet) che lo dimostrano, oltre che i vari incidenti di cui sappiamo e di quelli di cui invece non c’è mai stata notizia, ma anche anti-economico! E, soprattutto, non voluto dagli italiani! Allora, gente che avete votato questo Governo, stupidissimo e privodicervello cittadino-golem, ti svegli si o no?

Con 154 sì, un voto contrario e un astenuto, l'aula del Senato ha approvato il 9 luglio, in via definitiva, il disegno di legge che riporta il nucleare in Italia.

E’ chiamato Decreto-sviluppo.

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