martedì 15 marzo 2011
2fanc... il nucleare: la tragedia di Fukushima.
Certo poi sono seguite spiegazioni sull'evolversi di una contaminazione di radiazioni, che comunque mio figlio ha ben chiaro a fronte di tanti documentari su Hiroshima che ha seguito e anche grazie alla politica familiare mia e di mio marito che da sempre si basa sulla verità e realtà dei fatti - opportunatamente spiegata certo, ma sempre lontana dalle belle favole - ma in fondo, alla fine, l'atteggiamento salutare che ha fatto si che mio figlio dormisse sogni tranquilli questa notte, è stato quello di abbracciarlo e di garantirgli che non saremmo morti di radiazioni o di olocausto nucleare nel prossimo futuro.
Ma la realtà è che non è una sicurezza che posso garantire, nè che lo può garantire un Governo e nemmeno una manica di ministrucoli arroganti e ignoranti - abissalmente - in materia. Fermatemi il Sole, quando vi scoppia fra le mani, e fate in modo che esso non sorga mai sulla superficie della Terra e poi, solo poi, ditemi che è sicuro! Solo dopo vi concederò di parlarmi di nucleare sicuro. (sotto casa vostra, ovvio!)
domenica 11 luglio 2010
4Terremotati e mazziati!

Allora, seguitemi bene. Voi dovete sapere che quando accade un fenomeno tellurico, le fasi sono tre, distinte e separate:
martedì 6 aprile 2010
66 aprile 2009 - 6 aprile 2010
Per non dimenticare. Un pensiero e un ricordo alle oltre 300 vittime del terremoto in Abruzzo. Condividete questa frase oggi.
(Andrea De Luca.)
Non dimenticare
Continuiamo a non dimenticare
venerdì 29 maggio 2009
1Continuiamo a non dimenticare…
Riflettevo, dopo aver pubblicato il post, che ero quasi una bambina, quando accadde il terremoto del ‘76. Abitavo a Trieste, in una palazzina di cinque piani e noi stavamo all'ultimo. Mia madre ci svegliò - io e mio fratello - ed insieme ai miei nonni scendemmo le scale di corsa. I gradini si muovevano ed io non capivo perché mia madre avesse tanta paura e continuasse a correre giù. Ero ancora piena di sonno e ricordo che, nel piazzale sotto casa, si erano riuniti tutti i vicini, in pantofole e tutti guardavano in alto. Sentivamo - più che vederla - la casa tremare e l'aria era come ferma.
Non so quanti secondi sia durata o quanti minuti o quante ore, ma tutti noi eravamo attoniti e silenziosi. Ricordo che sulle spalle avevo una coperta e che mio fratello era in braccio a mia madre e continuava a dormire…
Sono solo frammenti di immagini...
NON DIMENTICHIAMO…
FRIULI, 6 maggio 1976.
AQUILA, 6 aprile 2009.
Seguo sempre il blog di Anna e leggo i commenti che le vengono lasciati. Le notizie che incontri hanno dell’incredibile: sono piccole storie di eroi, grandi tragedie ed anche tanta miseria umana. Riporto anch’io questo link. Che è un esempio di miseria umana, appunto. Dei nostri politici. Di chi vede solo il proprio interesse personale e l’impatto mediatico che può ottenere e che, per fare questo, non si preoccupa di utilizzare ogni espediente.
Eppure tutto questo è più che indisponente: è triste, enormemente ed infinitamente triste. Perché molti ci credono. Troppi.
Io vivo in Friuli e, benché non l’abbia vissuto, qui il terremoto del 6 maggio 1976 se lo ricordano in tanti. Iniziò alle 21 e le scosse furono dell’undicesimo grado della scala Mercalli (Magnitudo: 6.4 (Maw), Intensità epicentrale: IX-X grado (MCS), Vittime: 965). Alla prima, seguirono numerose altre scosse, che raggiunsero anche magnitudo 5.9 (Maw) – quella del 15 settembre - provocando ulteriori vittime e completando l’opera di devastazione degli edifici già pericolanti o non ancora messi in sicurezza.
Da “Terremoti d’Italia” – Protezione Civile Nazionale.
Il terremoto venne avvertito in quasi tutta l'Italia centro-settentrionale, fino oltre Roma. La zona maggiormente colpita fu la media valle del Fiume Tagliamento, ma i paesi interessati dai danni furono numerosissimi. In totale 119 comuni nelle province di Udine e Pordenone subirono danni più o meno gravi. Nonostante fosse conosciuta l’elevata sismicità della regione ed in particolare della zona di passaggio tra la pianura ed i rilievi montuosi, la maggior parte dei comuni gravemente danneggiati, come ad esempio Buia, Gemona ed Osoppo, non erano classificati sismici e non erano quindi soggetti all’applicazione di norme specifiche per le costruzioni,
Il danno al patrimonio edilizio fu enorme ed anche l’impatto sull'economia fu notevolissimo: circa 15.000 lavoratori persero il posto di lavoro per la distruzione o il danneggiamento delle fabbriche.
Nelle ore che seguirono la violenta scossa, la forte presenza militare in Friuli consentì, fortunatamente, che le operazioni di soccorso fossero sufficientemente rapide ed efficaci, facilitando lo sgombero delle macerie, l'allestimento di ricoveri provvisori e cucine da campo, la riattivazione dei servizi, riducendo così i disagi ai terremotati. Il sisma del 1976 in Friuli ebbe un forte impatto sull’opinione pubblica; peraltro fu anche il primo terremoto in cui “la diretta” televisiva portò le immagini del dolore e della distruzione in tutte le case italiane.
La scossa del 6 maggio fu seguita da numerosissime repliche, alcune delle quali molto forti; in particolare la scossa del 15 settembre, alle ore 10:20, magnitudo 5.9 (Maw), che raggiunse l’intensità del VIII-IX grado MCS provocando 12 vittime, ulteriori distruzioni ed aggravando il danno già causato dal terremoto del 6 maggio agli edifici non ancora riparati.
e le foto di quell’epoca, sempre sullo stesso sito.





