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venerdì 1 maggio 2009

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NOTIZIE DAL BESTIARIO – dalla mucca pazza alla febbre suina: una strada lastricata di allarmismi

All’inizio c’è stata la mucca pazza – nel lontano 1985. Le mucche della Gran Bretagna cominciano a tremare, perdere peso ed a morire. Forse perché sono state trasformate per mano umana da paffute erbivore, non solo in carnivore, ma addirittura in cannibali! Nel 1995 muore il primo uomo colpito dalla variante del morbo Creutzfeld-Jakob, l'encefalopatia spongiforme che colpisce gli esseri umani. Finalmente, alla fine del 2000, la notizia arriva ai telegiornali. Ed è pandemia: nella sola Inghilterra muoiono ben 10 persone! E milioni di mucche vengono macellate e distrutte per arginare la diffusione del… prione! In Europa nessuno compra più carne e i danni per il settore sono enormi.
Chi ne ha tratto profitto? Certamente chi fabbricava i cosiddetti test per la Bse!



Arriva in seguito l’afta epizootica che decretò nel 2001 l’abbattimento in Francia, Gran Bretagna, Olanda ed Irlanda di quasi 6,5 milioni di ovini. Nulla in Italia.

Sempre dall’Oriente, da Hong Kong, ecco l’aviaria, nel 2003, (il terribile virus H5N1 che nel solo sud-est asiatico ha coinvolto più di 150 milioni di volatili e polli!) ed, a ruota, la S.A.R.S. nel 2005 (una forma atipica di polmonite denominata Sindrome Acuta Respiratoria Severa, che forse è arrivata all’uomo partendo dallo zibetto), Quest’ultima fece circa 780 morti su 8.100 casi dichiarati. Lo sapete che l’influenza che colpisce ogni anno il mondo (l’australiana, la cinese e così via) colpisce dai 3 ai 5 milioni di persone causando circa 500.000 morti e che è per questo la terza causa di morte per malattie infettive dopo Aids e Tbc?

Common palm civet (Paradoxurus hermaphroditus) Foto da: Hosomidani.no-blog

Ma la strage degli innocenti in realtà c’è stata. Sono morti milioni di animali: mucche, polli, ovini. Solo che per loro non si è studiato alcun tipo di farmaco o di prevenzione.

Si sono consumati anche migliaia e migliaia di confezioni di farmaci inutilizzabili per decine di milioni di euro. Soldi al vento, in nome di una paura diffusa dalla stampa e dai media, certo, ma anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ogni qual volta paventava pandemie ed allarmi, tutti prontamente accolti dalle grandi multinazionali farmaceutiche, le quali – indovinate un po’ – si arricchirono.

L’anno scorso ci fu il latte alla melanina, sempre dalla Cina, dove i morti furono una decina, purtroppo bambini. Niente in Europa.

Oggi, ad ammalarsi, sono i maiali. Questa volta tocca a loro.

Ma la vera pandemia è la psicosi. Ciò che scatena la paura sono le immagini che ci arrivano dal Messico, le scuole chiuse, i bambini che girano con la mascherina e le famiglie che si chiudono in casa e tutti quei comunicati che ci parlano di casi accertati, da valutare e poi smentiti. La notizia del piccolo messicano morto ci terrorizza perché siamo genitori e sappiamo, purtroppo, che sono loro, i bambini, insieme ai più anziani, i soggetti più a rischio di complicanze nei casi di malattie influenzali.

Ma le conseguenze possono essere anche altre. Non dimentichiamo il crollo delle vendite di carne di manzo e pollo, le migliaia di posti di lavoro perduti, le aziende agricole in crisi e i miliardi persi dai settori che, di volta in volta, sono stati colpiti dalla paura. Nel periodo di crisi economica in cui viviamo, tutto ciò non è da sottovalutare.

Guardo i miei bambini che dormono. Ho fatto or ora il giro delle camere per spegnere la luce. Certo che morirei se capitasse loro qualcosa. Ma sono certa che non capiterà. Ho paura di più dell’accordo paventato con la Francia per il ritorno del nucleare in Italia. Ho paura anche di tutti quei silenziosi OGM che ci vengono rifilati, più o meno velatamente, in ciò che consumiamo.

Io vivo in campagna. Una coppia di merli ha fatto il nido su una trave del mio portico. La mattina presto, quasi all’alba, difronte a casa mia, puoi spesso vedere le lepri correre tra i filari di vite. Qualche volta capita anche un capriolo.

Ma le api sono sempre meno numerose.

Image via Wikipedia

OGM - ADN

Fonti: Il Giornale.it, Wikipedia, New Word Hera

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