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martedì 25 agosto 2009

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L’intolleranza è figlia dell’uomo.

il-diverso Da sempre l’Italia è stato un punto di approdo nel mediterraneo. Popoli diversi per cultura e per origini l’hanno colonizzata, ci hanno commerciato, ci sono venuti a vivere. Eppure oggi siamo un popolo intollerante. Il diverso ci fa paura e reagiamo con rabbia e violenza, sempre più spesso. Ma cos’è esattamente il “diverso”? Il fatto che sia nero?, che sia un immigrato?, che sia di una religione diversa?, che sia gay?

Dovremmo chiederci il perché un uomo di colore che vende porta a porta dei fazzolettini di carta o delle calzette da ginnastica ci appare come l’uomo nero degli incubi infantili. Non vogliamo essere disturbati a casa nostra o è proprio perché il suo colore della pelle è segnale di chissà quali sue fosche intenzioni? Io personalmente tendo ad irritarmi molto di più verso i testimoni di Geova. Prima di trasferirmi in campagna, vivevo in un quartiere in cui regolarmente il nostro palazzo veniva visitato da un gruppetto di questi religiosi: lasciavano volantini e, puntualmente citofonavano per farsi aprire, soprattutto all’ora di pranzo quando hai la pasta sul fuoco e mezz’ora sola di tempo prima di rientrare in ufficio. “No grazie, no grazie, non grazie!” eppure ritornavano imperterriti, sempre gli stessi a quanto ricordo...

L’immigrato invece, tunisino, marocchino, ceco, musulmano, non importa, è colui che ruba un’opportunità di lavoro ad un italiano. Tralasciamo se sono lavori che noi non vogliamo fare: c’è qualcuno di noi che si indigna se un immigrato rumeno va a raccogliere pomodori in un campo assolato – magari lasciandoci la pelle – al posto nostro?

La differenza religiosa non la tolleriamo proprio. I musulmani sono strani, le donne si coprono dalla testa ai piedi, camminano dietro ai mariti e devono ubbidirgli perché sono una loro proprietà (c’è qualche omuncolo xenofobo che sta pensando di convertirsi, forse?) e poi sono scuri e sporchi! Vediamo: conosco persone che spendono molti soldi in estate dall’estetista per farsi le lampade abbronzanti. Non vogliono “apparire” troppo bianchi/bianche perché sa di malaticcio e “povero”. In india invece sono quelli “troppo colorati” che hanno fama di essere poveri, proprio perché si abbronzano lavorando nei campi. E poi i musulmani sono estremisti, violenti e terroristi! Tutte cose che noi abbiamo superato dai tempi del Medio Evo, per dedicarci con più tranquillità alla pedofilia od all’ingerenza politica.

I gay invece sono fantastici: li possiamo detestare senza limiti di colore, razza o religione! Li trovi da per tutto, non hai bisogno di molte scuse e la legge ti protegge (evviva la flagranza di reato!). Puoi insultarli, picchiarli, rigargli l’auto… tant’é che avrai fatto pure una buona azione, visto che vivono in peccato mortale!!

Gli zingari che rubano i bambini,poi, ci sono sempre stati. A volte capita. Ma è più facile, infinitamente più facile che sia uno zio, un vicino od un tuo amico/conoscente che ti rapisca il bambino, lo violenti e lo uccida. E che quella persona sia italiana. I rumeni che violentano le sedicenni ci sono, anche quelli e così ci sono pure i “branchi”, odiosi esempi di civiltà umana, composti da persone di chiare origini italiche. Qualsiasi reato – mafia, usura, omicidio, pedofilia, violenza sulle donne, violenza domestica, prostituzione – non c’è straniero od immigrato che ne abbia l’esclusiva! E poiché ci sono più italiani che stranieri, in Italia, è più facile che sia un italiano a compiere un reato, che uno straniero. E’ solo una semplice questione di numeri.

L’uomo odia l’uomo.

L’uomo, per sua natura, è un essere infelice, insoddisfatto ed invidioso.

Da sempre è più facile prendersela con il “diverso”, con la minoranza, con il più debole e meno tutelato. Che siano le donne, i bambini, l’immigrato, non importa: è nella natura umana prevalicare, con la violenza a volte o con la bomboletta spray.

20080505_intolleranza

7 puntini di sospensione:

  • Andrea Borla

    Inutile dire che condivido.
    Che l'uomo debba odiare qualcosa o qualcuno per sua natura purtroppo è assodato. O almeno averne paura.
    Ma la cosa che non sono disposto ad accettare più, non ai giorni nostri, è il totale rifiuto di confrontarsi con l'insegnamento che ci viene dalla storia.
    La tattica vincente è sempre stata l'integrazione.
    Non conosco un caso in cui l'intolleranza e l'odio abbia portato giovamenti.
    Buona Giornata.

  • Cinico

    Se lo conosci, non ti uccide... in questo caso, se ragioni, male non fa!

  • Fabio Pari

    Che lo stato della natura umana sia di cattiveria e guerra l'aveva già sintetizzato un certo Hobbes nel Leviatano con le frasi: "bellum omnium contra omnes" e "homo homini lupus".

    Al liceo, quando si faceva il famoso confronto tra Giusnaturalisti, preferivo utopisticamente Locke e Rousseau a Hobbes.

    Mi devo, ahimè, amaramente ricredere.

  • nienteebasta

    Questi argomenti trovano le risposte anche dentro ognuno di noi . .. ed è questa la cosa peggiore. il sentirsi predisposti ad odiare. ..

  • Daniela

    @Andrea: la storia insegna solo a chi la vuole leggerla. Gli altri la riscrivono, nei migliori dei casi, l'ignorano.

    @Cinico: usare la testa non fa mai male se non la sbatti contro il muro.

    @Fabio: cattiveria, crudeltà, intolleranza... non fa differenza: esiste un'ignoranza di base, un vuoti di cervelli, una fuoriuscita di pensieri... il nulla dilaga ed il cittadino-golem pensa con altrui cervelli e si lascia guidare dalle altrui cazzate (scusa il termine, m'è uscito!). Bentornato dal viaggio in Irlanda!! Ciao^^

    @nienteebasta: è naturale la diffidenza verso il diverso, verso chi non conosci: si chiama spirito di conservazione. Ma noi siamo umani, la natura ci ha dotato di materia grigia. I sentimenti ci sono, ma la razionalità deve inquadrali, riconoscerli e dirigerli. Altrimenti che ci serve a fare? A presto^^^

  • Ormoled

    Hai colto nel segno, il diverso non viene più visto come una risorsa, ma viene visto come un qualcosa di cui avere paura perchè non si conosce. Al di la di questo poi è evidente la mancanza di rispetto in tutti i casi che hai segnalato. Siamo in un medio evo dal punto di vista della tolleranza, almeno così fanno vedere i mass media, anche se sono convinto che in maniera silenziosa ci sono più esempi di convivenza rispetto a notizie di xenofobia o giù di li. Solo che le situazioni di tolleranza non fanno notizia.

  • Daniela

    @Ormoled: certo hai ragione. La tolleranza è più diffusa di quanto si voglia far conoscere. Ma si dovrebbe fare di più: non dai semplici cittadini, ma dal governo. Basterebbe anche solo che Bossi & Co. si dessero una regolata, anche alla luce degli utlimi giorni. Ciao^^^

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