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lunedì 28 febbraio 2011

3

Papi e l'art 54 della Costituzione

Articolo 54

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Non ci sono scorciatoie, nè baciamani, nè diritto alla privacy e nemmeno azioni svolte sotto il profilo pubblico che tengono. Non ci sono nemmeno giri di parole o fraintendimenti, semplicemente il significato puro e semplice della parola onore che non ha doppi o tripli significati.

Se la scuola pubblica ti fa schifo, caro Berlu, non è onorevole che siano state inutili se non addirittura deleterie, le tue riforme, il tuo governo di otto anni, i tuoi ministri che ci hanno messo le mani, così come non è onorevole che tu ti nasconda dietro leggi e leggine, milleproroghe e immunità, leccapiedi e figure politiche che sfigurano, in nome di un cavalierato che, è finiamola!, ormai è ora che finisca. La facciata italiana fa buchi da tutte le parti e se ora Putin, Mubarak o Saddam sono i tuoi interlocutori nel mondo - grazie, per nostra fortuna, non c'è più Bush! - bè, lasciami dire, l'onore così come lo concepisce il popolo italiano ed era nelle intenzioni dei nostri padri costituendi s'è perso per la strada...

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sabato 26 febbraio 2011

1

La giornata del pesce!

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domenica 20 febbraio 2011

5

Peccato sia maggiorenne!

Divertente la battuta di Mentana, in un tranquillo pomeriggio trascorso a passeggiare per le strade del centro storico di Roma con i figli. Il nostro amatissimo premier, con zelante e impomiciato slancio ferma corteo, macchine blu e perfino le bandierine, pur di salutare l'"amico" Mentana. Scherza con la bimba più piccola, dà consigli paterni e rimbotta scherzoso l'uso fuori tempo massimo del ciuccio bambinesco. Sorride e si compiace di se stesso delle proprie battute - già mi vedo il cielo sereno ed il sole splendente su la di lui espressione! - quando anche Mentana infila una battutina di circo...stanza e presenta sornione la figlia più grande:

«Anche lei è mia figlia,
ma è maggiorenne...» 
sorride sornione e pungente.
Silenzio e gelo, il cielo e l'arie s'offuscano
e il sole all'improvviso calò.
«Meglio che vada, mo',
ad Arcore le farfalline m'aspettano...»

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lunedì 7 febbraio 2011

5

Adesso basta: siamo un Paese perbene con una minoranza criminale!


''Dobbiamo smettere di sentirci una minoranza in un Paese criminale, siamo un Paese perbene con una minoranza criminale" dice Roberto Saviano alla manifestazione "Dimettiti per un'Italia libera e giusta" al Palasharp di Milano.
Ad ascoltarlo, dentro e fuori, quasi diecimila persone, tutte riunite lì per chiedere le dimissioni di BBB.



Ormai quella linea sottile di sopportazione si sta assottigliando, quella straccotanza che contraddistingue il berlusconismo ha raggiunto il colmo del barile, ha rotto gli argini e la melma sta fuoriuscendo. E quella melma puzza. Ha lo stesso odore dei rifiuti di Napoli, delle macerie dell'Abruzzo, dell'Alitalia, delle lingue dei dirigenti RAI, della morìa della scuola, delle leggine ad personam, delle depenalizzazioni, del bunga-bunga e del magna-magna.Si potrebbe continuare all'infinito a parlare delle fole del Presidente, tutte condite con cerone, strette di mano e sorrisi a tutti denti. La politica del "ghe pensi mi" che inevitabilmente porta al molto più semplice "penso per mi  e pe' ialtri che se ciavi!"
La mandria composta dal Berlu e dal suo seguito è inevitabilmente coesa, perché son immischiati nella medesima pozza. Senza senatur, non c'è BBB e senza costui non c'è tutto il resto. Io sono convinta che BBB sia fondamentalmente un uomo generoso, dispensa e condivide donnine e nucleare. Brillante e senza peli sullo stomaco, 'che sopra le macerie altrui lui pianta felice il suo vessillo. Con una coscienza ben modellata a suo uso e consumo, un uomo vizioso e con una non-considerazione della donna (inversalmente proporzionale alla sua età, al suo giropetto e alla sua disponibilità al lettone di Putin). Un uomo così, gli uomini italiani hanno votato (e pure le donne!!) e non una volta soltanto! Un bel pezzo di Italia lo ha sostenuto, chiudendo gli occhi e credendogli e volendo credergli a dispetto della realtà attorno. Un bel pezzo d'Italia che ora si sveglia dalla narcolessia, apre gli occhi e si rende conto che non sta affatto meglio, che sulle parole degli altri non si campa, che se l'Italia non sta a grattare sul fondo del barile è per merito degli italiani e non di chi la tiene con la testa sotto.
Se qualcuno che fa poilitica di opposizione, che se ne sta seduto sulla sua poltrona rossa e che si bea della sua etichetta di onorevole e non ci sta più o non ci è mai stato, col Berlu, si desse un po' da fare e provasse a far seguire coi fatti le proprie parole, allora forse ci sarebbe speranza. Ieri c'era Grillo, oggi c'è Saviano. Magari domani non ci saranno più senatur e cavaliere.

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sabato 5 febbraio 2011

2

Gnocca for ever: da drive-in a Ruby

Giorgio Bocca per "Frizzer" - 1985
Non sono mai stato uno di quei moralisti che piangono per l'esistenza dei network, della libera concorrenza e del denaro, anzi mi sono sempre adeguato al mutare dei tempi, cercando di vivere decorosamente e in agiatezza senza troppo sottilizzare su chi mi dava pane e companatico.
Ma - nonostante ciò - sento oggi la necessità di parlare di una storia che ho saputo grazie alle intime confidenze di un'amica, ricca e facoltosa signora della borghesia lombarda.
A quanto mi ha raccontato la mia amica, persona in tutto degna di fede, il dottor Silvio Berlusconi, il famoso proprietario delle Tv private più importanti e di numerosi giornali a grande tiratura, come il famigerato TV Sorrisi e Canzoni, organizza periodicamente a casa sua delle "seratine televisive".
Il titolo curiosamente familiare nasconde in realtà un gioco di società assai divertente e appetitoso che il geniale imprenditore piduista ha inventato per sé e per i suoi più fidati amici (qualche socialista cocainomane, qualche industriale, qualche mafioso). Il gruppo, riunito come in un racconto del marchese De Sade davanti alla Tv, sceglie ogni sera, tra presentatrici, ballerine e showgirls dei programmi di Retequattro, Italia1 e Canale 5, quelle che dovranno essere chiamate a soddisfare le voglie dei presenti in un crescendo di situazioni viziose.
Basta poi una telefonata del boss e ai direttori di rete mandano a casa Berlusconi, impacchettate e pronte a tutto, le schiave della serata. Programmi specificamente allestiti, come Viva le donne, M'ama non m'ama, Drive In, ecc. assicurano il giusto flusso di carne fresca per il "divino Silvio".

Ora io non voglio fare un discorso moralista, né spezzare una lancia a favore della castità. Riconosco al dottor Berlusconi un grande senso pratico in queste faccende e non discuto neppure sul fatto che lui si diverta così. Ma non posso non sentirmi infastidito se penso che, tra i tanti "amici" che sono stati invitati a godersi le ballerine e le presentatrici, il mio nome non figura mai.
L'Italia è proprio un paese in cui il merito viene spesso calpestato e dove trionfa l'ipocrisia, il partitismo, il denaro. Sono andati a passare qualche ora da Berlusconi, ora presidenti del Consiglio, ora presidenti di banche, ora camorristi, ora rapitori e riciclatori di denaro sporco, ora trafficanti di cocaina, ora assassini prezzolati, ma non è mai stato invitato nessun uomo di cultura, nessun intellettuale e - senza voler essere demagoghi - nessun proletario.
Come mai? Eppure - faccio notare - io, come tanti altri intellettuali, lavoriamo per Berlusconi, partecipiamo ai suoi programmi, rendiamo culturalmente accettabili anche le *******te più forti del network. E credo che ci meriteremmo almeno una piccola ballerina.
Parlo per me, ma penso di interpretare anche il pensiero dei colleghi Arrigo Levi e Guglielmo Zucconi, nonché Maurizio Costanzo dell'Occhio Nero - pur essendo il più brutto di tutti noi -, che comunque fa storia a sé, essendo nato in passato e forse ancor ora, membro della stessa loggia dei boss.
Mi si potrebbe obiettare: perché non telefoni tu stesso ai direttori dei programmi per farti mandare a casa presentatrici e gnoccolone varie? Inutile, ho provato, per scrupolo di cronista, a fare dei tentativi. Ogni volta mi sono sentito sghignazzare in faccia. Insomma senza un invito di Berlusconi non riuscirò mai a partecipare a una vera serata di piacere.
E questo, come ex partigiano e come uomo, mi secca abbastanza. Devo pensare che la colpa vada attribuita al mio maledetto riportino, che certe volte il vento agita fino a mostrare il bianco della pelata?
Riportino sì o no, dispiace che un imprenditore così accorto come Berlusconi sottovaluti gli intellettuali, proprio quando si tratta di spartirsi "la gnocca".

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