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venerdì 26 febbraio 2010

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L'Italia alla deriva (Parte I)

Ma davvero è questa l’Italia che vogliamo? E sono cittadini come questi - che non si voltano indietro a guardare e meditare, ma anzi percorrono ottusamente una strada che non porta da nessuna parte e che è stata costruita da altri solo per i propri interessi personali di potere e denaro – che vogliamo essere?
L’Italia è un paese strano, dove anni di storia e cultura hanno prodotto generazioni di persone senza storia e senza cultura. Il cittadino medio è contento della propria pagnotta e beve ogni notizia pubblicitaria che gli viene propinata. Il sogno di tutti è una casetta del Mulino Bianco e un posticino in TV. E poco male se per poter credere ancora che i bambini nascono sotto i cavoli, bisogna sacrificare libertà di pensiero, libertà di idee, concetto di giustizia e di uguaglianza. Tanto, la maggior parte degli italiani non sa cosa sia.

Simpson 2007 La Chiesa nei bei tempi andati manteneva il suo potere sul popolume con l’ignoranza, la paura del sesso e l’ombra spettrale dell’inferno e lo Stato soggiogava i suoi cittadini con la scure dell’ingiustizia, dello strapotere di un monarca qualsiasi e con lo strozzamento derivante da privilegi e tasse. Oggi, in fondo in fondo, che cos’è cambiato? Viviamo ancora in una società che ha paura del sesso, in uno stato che ci mantiene nell’ignoranza e che ci sottrae risorse a vantaggio di personaggi che sono invischiati con la malavita e la mafia e che detengono pure il potere politico. Lo spettro dell’inferno oggi sono gli immigrati, i neri, la magistratura e le toghe rosse e chi manovra i fili di queste idee sta spostando con mano leggera l’attenzione dalle mazzette, dai fondi inghiottiti e volatilizzati nel grande buco nero che  è la macchina politica, dall’Uomo Nero che è la mafia all’interno dello Stato, anzi ai vertici dello Stato! Ed il cittadino-golem italiano a cui viene chiesto se oggi, a fronte di tutto ciò che sta emergendo dalla melma – e che altro non è che il solito vecchio fango – Bertolaso, Fastweb, L’Aquila, Mills – e che si sta aggiungendo a tutto il resto – Legge Bavaglio, Lodo Alfano, Scudo fiscale, processo breve, intercettazioni, l’allucinante politica della violenza – avrebbe qualche preoccupazione o qualche dubbio nel momento in cui si trovasse all’interno di una cabina elettorale, risponde sicuro che no, lui è certo di quello che fa.
Certo detta così sembra che nessuno si salvi… ma è vero! Nessuno si salva, tutti sono invischiati con tutti e nessuno è lì per amor di patria e d’Italiani! Come quando nacque il partito di Forza Italia molti tifosi della nazionale si trovarono defraudati del loro grido di incitamento preferito alle partite di calcio – le parole ti si strozzavano proprio in gola! – dall’ultimo Festival di Sanremo ti si strozza invece la dolce frase “Italia amore mio” e le immagini del Po pieno di nero petrolio ti rende vivida e lucida questa Italia che se ne sta andando alla deriva…
Il disastro ambientale sul Po e sul Lambro
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Il Po inquinato dal gasolio (foto di Simone Spezia - Radio24)

6 puntini di sospensione:

  • Matteo

    Hai ragione a dire che non sono cambiate di molto le cose. Quando c'erano i feudatari, c'erano pure i valvassalli e i valvassori. Oggi loro si chiamano ministri, sottosegretari, ecc.
    C'era il popolo minuto, che oggi siamo noi, c'era il clero ed oggi è pure più potente. C'erano gli schiavi ed oggi pure, in modi diversi ma ci sono. Operai, immigrati sfruttati, eccetera...

  • Daniele Verzetti il Rockpoeta®

    Purtroppo é la prima parte di tantissimi altri capitoli amari che dovremo scrivere e già possiamo scrivere purtroppo....

  • Anonimo

    Cara Daniela tutto quello che rappresenti è l'esatto disegno di ciò che circonda l'atmosfera sociale in cui siamo costretti a vivere ( o sopravvivere ).L'importante da parte nostra è tentare democraticamente di sovvertire questo stato di cose con l'intelligenza,la cultura,la satira,il dissenso della parola scritta.Sempre più sono convinto che hai uno tra i blog più interessanti del web .Ciao

  • Milo

    Ciao Daniela,

    ancora una volta centri perfettamente la situazione socio-politica italiana. Anni di Storia e Cultura mal spesi e logoranti. Cultura indirizzata a pochi per troppi secoli e Storia di abusi e prepotenze, vissute in un clima privo di coesione nazionale e infestato da ignoranza e tabù clericali. "Viva la Francia Viva la Spagna purché se magna..." anche questa è la nostra Storia purtroppo...
    E da qui mafia, clientelarismo, opportunismo e prepotenza dei forti.
    Propongo un esempio particolare: i medici italiani sono tra i peggiori in una classifica europea che ho letto tempo fa e ne ricordo il motivo: non per impreparazione, ma per supponenza e arroganza nei confronti del paziente.
    Se i medici (avvocati, ecc) si pongono così, figuriamoci i politici, il potere forte!!!

    Forse non è tutta colpa del "Golem"... abbiamo un retroterra spaventoso, rispetto ad altri Paesi.

    Un abbraccio!

  • Daniela

    @Anonimo: mai commento anonimo fu più gradito!!

  • michele giunta

    Come sempre cara Daniela la tua analisi è lucida,necessariamente impietosa e non tralascia nessun dettaglio al caso.Purtroppo questo sistema malefico e questa politica del Malaff(FARE)che ci trasciniamo da decenni e poi passata come una staffetta,nelle mani e nelle tasche del nostro beneamato Silvio e amici correlati.E dietro una cortina fumogena costituita da una Televisione ed una società basata sull'immagine,sul bello,sul potere economico si muovono come virus potenti i signori del Palazzo che con le loro leggi,le modifiche a quello che era democratico,con azioni devastanti stanno cambiando l'assetto di una Italia che dovrebbe garantire il diritto del lavoro,di dire la propria opinione di partecipare in prima persona a migliorare la nostra società.Ma la realtà come vediamo si mescola con i reality e siamo sempre più invischiati in un gran casino dove non sappiamo che pesci prendere.Tuo MIchele

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