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martedì 29 marzo 2011

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tutti i lunedi del presidente

Un motivo del perché non l'hanno invitato alla video-conferenza, ci sarà!
Non l'hanno voluto distrarre dai suoi buoni propositi, per una volta che si è deciso ad andare, non sia mai che un Obama o una Merkel qualsiasi gli diano l'occasione giusta per utilizzare il legittimo impedimento (tenendo conto che è già prenotato per il giovedì!)

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mercoledì 23 marzo 2011

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Gran brutta bestia la guerra.

Gran brutta bestia la guerra. Soprattutto quando la si adorna di alti valori morali e la si combatte nel nome della pace.
La guerra esiste fin da quando l'uomo ha scoperto l'uso della clava, la si combatteva per conquistare territori, per depredare le ricchezze altrui e per incrementare la propria forza lavoro a basso costo con gli schiavi
La si proclama oggi ancora per gli stessi reconditi motivi. Ieri era l'oro, oggi è il petrolio. La si nasconde ancora sotto il vessillo della pace e la bomba all'uranio impoverito è lo strumento portatore di democrazia, di libertà per gli oppressi e di giustizia divina.

da Independent Media Center
Poi c'è ancora chi crede alla solidarietà e umanità degli eserciti, chi si duole per chi muore in terra straniera perché non ci è andato, no assolutamente, a combattere per i soldi, no, ci è andato per salvare la donzella maltrattata, i bambini senza diritti o futuro, gli uomini perseguitati da vari regimi, da vari dittatori e si tributa onore grande ai caduti e nulla sulle loro vittime, perché - che lo si voglia credere o no - la guerra è razzia, è stupro, è tortura, è violenza, è morte e gli uomini in guerra si trasformano, esportano il peggio che hanno ed è naturale che sia così, altrimenti non sopravviverebbero.Per questo la guerra è una gran brutta bestia, non ci sono eroi né martiri, ma solo dolore. Un gran brutto dolore.


Donna militare impegnata in operazioni di pace
Nel mondo di oggi le guerre si moltiplicano, si frazionano e si alimentano.Come andrebbe la nostra economia mondiale se non ci fossero le guerre? Gli eserciti, le armi, milioni e milioni di posti di lavoro, intere strutture da demolire... è impensabile, irrealizzabile disintosicare l'essere umano dalla guerra. Prima in Bosnia e oggi in Libia, la guerra ci è però sempre più vicina. Forse per questo ci è indispensabile ora ammantarla di eroi, di martiri che si immolano per la pace, di giustizia e di democrazia.
Uomo militare impegnato in pericolosa operazione di salvataggio.
Anche gli aerei italiani stanno bombardando la Libia. Insieme alla Francia. Perché la decisione è stata presa così rapidamente, senza darne risalto, senza edizioni straordinarie a interromperci il telefilmetto che stavamo seguendo? Quando ci furono gli attentati alle torri gemelle le notizie fluivano come mari in piena, ma oggi nulla. La Rai tace, Mediaset tace, La7 boffonchia, l'informazione si riduce. L'oblio è la panacea.

Sarkozy impegnato in un summit sulla pace
Berlusconi assicura La Nato che farà rispettare l'embargo sulle armi alla Libia previsto dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu.


Obama tormentato dai dubbi sull'utilità della guerra

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sabato 19 marzo 2011

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VOTA SI per fermare il nucleare

Spero che, per la seconda volta,  il 12 e 13 giugno, noi italiani riusciremo a dire che il nucleare non lo vogliamo, che il referendum raggiunga il quorum e che nessuno venga sviato dal fatto che per non volere il nucleare bisogna votare SI! (solita carognata dei politici!!)

su LEGAMBIENTE, nasce il Comitato “VOTA SI per fermare il nucleare

Le adesioni al Comitato “Vota si per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni che intendono aderire.

Ufficio stampa Legambiente tel 068626835-76-60-79
ufficio stampa WWF Italia 06-844977377 – 0283133233


Se vi viene qualche dubbio, tipo tanto non lo faranno mai, e io spero abbiate ragione, sappiate intanto che i siti sono stati scelti e che loro, zitti zitti, vanno avanti. Magari le centrali non sorgeranno, ma i vostri soldi, all'insegna di questa lucida follia, ve li stanno già mangiando...

dal Journal blog: I reattori sarebbero a Monfalcone (Friuli Venezia Giulia), Chioggia (Venezia), Caorso (Emilia Romagna), Fossano e Trino (Piemonte), Scarlino (Toscana), San Benedetto del Tronto (Marche ), Montalto di Castro e Latina (Lazio), Termoli (Molise), Mola di Bari (Puglia) o sito tra Nardò e Manduria, Scanzano Ionico (Basilicata), Oristano (Sardegna), Palma (Sicilia)
e nel blog di Alberto si è ancora più precisi, vi trovate l'elenco delle zone scelte!

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mercoledì 16 marzo 2011

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Ve lo ricordate Chernobyl?

O ve lo hanno fatto già dimenticare?



Sappiate, per chi crede davvero alla bufala del nucleare sicuro, che a Chernobyl non c'è stato un terremoto o un evento particolare nella sua violenza e rarità, ma un semplice, normale, comune ERRORE UMANO! E la tecnologia e le strutture poi non sono riuscite a contenere gli effetti di questo disastroso ERRORE UMANO, nè allora, mentre accadeva, nè dopo mentre le radiazioni continuavano a fuoriuscire e a diffondersi, nè oggi i cui effetti sono ancora in divenire.

Il reattore, il nucleare, le scorie, il contenimento sono tutti termini che dovrebbero farci paura perché possono divenire incontrollabili, instabili, ingestibili e quando ciò avvien, non c'è una strada che ci riporti indietro.

Chernobyl sta ancora agendo, a dispetto di tutti gli sforzi fatti per riparare al danno. E chi vi dice il contrario mente, sapendo di mentire e chi vi dice che il nucleare di oggi è sicuro perché non è quello lì, quello dei comunisti russi che, si sa, non sono come noi europeri che siamo megliori, che abbiamo più mezzi, che siamo più fighi, io rispondo allora che, visto che la nube radioattiva di Chernobyl era arrivata sull'Europa e perfino in Italia, visto che un disastro nucleare si stempera poi sull'intera superficie del pianeta, sulle falde acquifere di tutto il mondo, nella terra e nel vento, allora perché la tecnologia di oggi non lo ferma?

E se poi vogliamo introdurre anche il problema delle scorie che ancora ci sono e sono ancora attive, perché la tecnologia di oggi non riesce a smaltirle? Dove sono, che fine hanno fatto, chi le ha in casa (o nel mare, magari)? E perché oggi il tumore, il cancro e tante malattie dette "rare" e genetiche sono in aumento? E non rispondetemi per favore che è perché oggi si vive più a lungo e una volta si moriva prima di altro, perché se lo dite dimostrate di non voler vedere e di non pensare con la vostra propria testa!

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Dal disastro nucleare non si torna indietro: la catastrofe di Chernobyl.

Raccolgo l'invito che Tina mi ha suggerito nel suo commento al mio post precedente e vi propongo questo articolo che ho trovato in un forum. Ve lo posto così com'è, mettendovi in rilievo ciò che mi ha colpito di più. E' un po' lungo, se avete la pazienza di leggerlo, secondo me ne ne vale la pena visto che non è ostico e pieno di numeri e statistiche.


La catastrofe di Chernobyl ed i suoi effetti sulla comunicazione, salute, politica ed ambiente.
Traduzione di Progetto Humus da http://mwcnews.net
articolo originale di Ace Hoffman
Ventiquattro anni dopo, Chernobyl è ancora un luogo sporco, una parolaccia.
Chernobyl ha quasi sicuramente ucciso centinaia di migliaia di persone, forse già più di un milione. E nel corso del tempo, ne ucciderà ancora di più. In realtà, molte sono le stime che affermano che la stragrande maggioranza di quelli che moriranno uccisi o subiranno le conseguenze di questo incidente non erano ancora nati al momento dell’incidente.
Questa è l’eredità che la Nuclear Energy Institute (NEI, il braccio pubblico dell’industria nucleare americana) e di altre lobbies sostenitrici del nucleare – comprese l’AIEA e l’OMS – ci negano.
L’AIEA e l’OMS affermano che Chernobyl abbia causato “poche migliaia di morti”. La NEI, solamente 38, o meglio, meno di 50.
Ma la verità è che a Chernobyl i veleni continuano a fuoriuscire. Un nuovo libro,  che è stato recentemente pubblicato dalla New York Academy of Scienze, raccoglie diversi studi scientifici circa le conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl.
Fino ad oggi, questi studi non hanno mai visto la luce del giorno, soprattutto perché sia in America che nei paesi dell’Ex Unione Sovietica, così come in tutte le altre nazioni del mondo, non si desidera diffondere informazioni che possano “spaventare” il pubblico.
Fanno paura, ma è bene saperle!
Questa pubblicazione contiene circa 8000 sugli oltre 33.000 studi che analizzano gli effetti delle conseguenze di Chernobyl.
Studi rappresentati da grafici che mostrano come dopo il 1986, i tassi di natalità sono scesi e sono aumentati quelli di mortalità infantile e delle leucemie.
Chernobyl ha ucciso cento volte di più rispetto al precedente disastro considerato un avvelenamento chimico di massa a Bhopal, in India nel 1984. Chernobyl ha probabilmente ucciso più persone di quanto hanno fatto le esplosioni delle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Ad oggi, l’industria nucleare pretende che le morti attribuite a Chernobyl siano poco più di quante potrebbero essere per un incidente di un treno o un autobus.
Chernobyl, che uccide in qualsiasi modo inimmaginabile. Ma i sostenitori del nucleare non ammettono l’evidenza, inconfondibile, dei decessi a questo attribuibili.
E’ “la più grande bugia del 21° secolo”, dal momento in cui migliaia di miliardi di dollari vengono investiti per sostenere che l’energia atomica è “sicura” e “pulita”. In realtà, così come sono costruiti i  reattori, vecchi e nuovi, sono in grado di liberare enormi quantità di isotopi radioattivi nell’ambiente. Certo, la maggior parte dei nuovi progetti sono diversi da quelli di Chernobyl. Ma nessuno è perfetto. Forse un incidente in America è poco probabile che avvenga, ma non c’è alcuna prova significativa di ciò. “C’è solo la prova che l’America è stata molto fortunata a non aver subito un incidente in piena regola” (Davis-Besse 2002).
Più reattori saranno costruiti, con quelli vecchi che continueranno ad operare, mantenuti in vita da un sistema corrotto di regolamenti, maggiore è la probabilità che possa succedere anche qui un disastro delle proporzioni di Chernobyl.
E poi c’è il combustibile esaurito. Una catastrofe così grande come Chernobyl potrebbe verificarsi in qualsiasi piscina o barile contenente questa tipologia di rifiuto. I sistemi di stoccaggio odierni sono inadeguati e soggetti a terremoti, crolli, attacchi di terroristi, cicloni, tsunami e anche alla caduta di asteroidi! Nessuno può affermare che i nostri impianti atomici siano garantiti… abbiamo costruito i semi della distruzione nel nostro ambiente. Dovremmo ridurre i rischi, non aumentarli.
Ma cosa succede se siamo portati a credere che un’eventuale catastrofe sarebbe più lieve di quella di Chernobyl? E se ci viene detto che la fauna selvatica è diventata fiorente nella zona di “esclusione”, ora che non ci sono più essere umani? Saremmo sereni?. Oppure guarderemmo i fatti alla base: uccelli ed altri animali non sono in grado di leggere i cartelli che dicono “ZONA CHIUSA!”.
Quindi sì, ci sono animali selvatici nella “zona”, ma vi sono prove evidenti che molte specie stanno mutando o morendo, quando là arrivano. Gli animali non si riproducono correttamente, mangiano vegetazione e cibo contaminato, si spostano da aree più o meno contaminate, in un continuo ciclo letale. Chernobyl è stato un fallimento. Gli addetti alla centrale hanno eseguito esperimenti non autorizzati, senza dispositivi di sicurezza adeguati. Non c’era cupola di contenimento. Questo per antonomasia è stato però un vantaggio perché ha permesso alle squadre di emergenza di spegnere il reattore incendiato, che diversamente avrebbe continuato a bruciare. Solo dal 3% al 5% del materiale contenuto nel nocciolo è andato disperso nell’ambiente. Il resto si trova lì, ancora termicamente e radioattivamente intatto, che fa filtrare veleni nell’ecosistema esterno. Coperto a suo tempo da un sarcofago mal costruito in calcestruzzo, presto il reattore distrutto sarà chiuso in un “nuovo confinamento”. Attualmente l’acqua, i materiali ed i gas radioattivi fuoriescono costantemente dalle numerose fessure nella volta.
Quelle che una volta erano alcune delle zone agricole più ricche del mondo ora sono abitate da gente povera che vive appena al di fuori della zona off-limits dell’impianto, dove solo le persone autorizzate possono accedere con adeguate misure di protezione.
L’inquinamento radioattivo di Chernobyl continua ancora oggi a diffondersi. Il suolo contiene cesio, stronzio ed altri elementi radioattivi che talvolta ritornano in superficie seguendo il ciclo vitale delle piante. Un incendio in un bosco può provocare una nube di materiali radioattivi che può contaminare altre comunità vicine.
Attualmente la maggior parte della dose di radioattività che i residenti delle zone contaminate ricevono proviene dal consumo di cibo ed acqua contaminati.
Chernobyl ha cambiato il nostro modo di parlare, le definizioni di alcune parole, i dizionari.
Forse il termine nuovo più noto è “i bambini di Chernobyl”.
Ogni anno qualche centinaio di bambini, provenienti dalle zone contaminate, di solito con problemi alla tiroide ed in generale con problemi di salute, svolgono le vacanze di risanamento nel Sud della California. Nei media si fa molta pubblicità, utile per la cooperazione umanitaria ma anche per l’opinione pubblica, in quanto mantiene vivo il ricordo di che cosa è accaduto a Chernobyl ventiquattro anni fa. Il rovescio della medaglia è che il pubblico è portato a credere che, aiutando questi bimbi, il problema venga correttamente gestito. Non vi è infatti, per la maggior parte delle vittime di Chernobyl, alcuna assistenza.
Nelle aree fortemente contaminate dai “veleni invisibili” di Chernobyl, l’80% dei bambini hanno riscontrato problemi di salute alla nascita ed il 98% non sono “completamente sani”.
Un altro termine nato dal disastro di Chernobyl è “liquidatore”.
I liquidatori erano uomini che al momento dell’incidente entrarono nel reattore per spegnere l’incendio per tentarne di attenuarne le conseguenze. Persone che hanno rimesso la loro vita per salvare le loro famiglie, il loro paese ed il nostro ambiente.
I liquidatori erano oltre 800.000. Ora stanno morendo in massa, prematuramente, di cancro, di malattie cardiache, di leucemia e per i danni riportati negli organi del loro corpo.
Vittime dell’”AIDS di Chernobyl”, un termine che indica la radiazione corporea che indebolisce il sistema immunitario, che porta alla morte da malattie infettive.
I “Bambini di Chernobyl” possono avere anche gravi malformazioni che possono riguardare i loro organi interni, articolazioni o addirittura possono nascere senza cervello (solo con il tronco celebrale), senza ossa (bambini medusa – patologia riscontrata solamente nelle Isole Marshall dopo i test da armi nucleari negli anni 50).
Ed i figli dei liquidatori sono particolarmente a rischio di diventare “bambini di Chernobyl”.
Circa il 2% della quantità di “radiazione naturale” dell’emisfero settentrionale del pianeta terra (dove vive la maggior parte della popolazione mondiale) è eredità di Chernobyl. Anche se questo valore è basso, non è sicuramente troppo incoraggiante, se pensiamo al fatto che alla radioattività di fondo è attribuita la causa principale di molte patologie tumorali. In secondo luogo il valore effettivo in alcuni luoghi è molto superiore rispetto alla “media” del pianeta. Ci sono milioni di ettari di terreni agricoli, che ancora significativi livelli di radiazione a causa di Chernobyl.
Un monitoraggio adeguato di ciò con cui le persone residenti nelle zone contaminate si alimentano è uno degli strumenti più importanti per proteggerli dai danni delle radiazioni. Inutile dire che il tutto è costoso e non sempre viene fatto, anzi, le aziende alimentari locali mischiano continuamente materie prime contaminate con quelle meno radioattive per raggiungere la dose media “ammissibile”. I radionuclidi vengono così dispersi tra la popolazione in un crimine imperdonabile che accade giornalmente.
Nuove parole e termini coniati dopo l’incidente di Chernobyl:
Foresta rossa: E’ l’area immediatamente circostante a Chernobyl, centinaia di chilometri quadrati di vegetazione il cui colore è stato trasformato dalla presenza della contaminazione radioattiva.
Effetto Chernobyl: E’ l’aumento del tasso di cancro alla tiroide. A questo si aggiunge l’aumento del tasso di mortalità nelle zone in cui la contaminazione radioattiva è più alta.
Castrofe geobotanica: E’ ciò che Chernobyl ha fatto. La radioattività che continua ad invadere esseri umani e vegetali.
Bambini di Chernobyl, medici di Chernobyl, vedove di Chernobyl e liquidatori di Chernobyl sono grandi gruppi di persone che sono state colpite dalla tragedia.
Gli arti di Chernobyl: Sono deformità delle braccia e/o gambe, più comuni nelle zone contaminate.
Cuore di Chernobyl: E’ una malformazione al cuore degli esseri umani conseguente alla contaminazione radioattiva.
Radiazioni in utero: E’ l’avvelenamento di un feto nel grembo materno causato dalla radioattività.
Altri nuovi termini medici derivanti dal disastro di Chernobyl:
Distonia vegetovasculare: è il “crollo” del sistema nervoso.
Radionuclidi incorporati a lunga vita e lesioni per inalazione acuta del tratto respiratorio superiore: Patologie croniche riscontrate principalmente nei liquidatori di Chernobyl: rinite, tosse secca, insufficienza respiratoria o polmonare.
Altre malattie diventate croniche in chi ha partecipato alla liquidazione dell’incidente: emicrania, disturbi della memoria, debolezza generale, sudorazione generalizzata, tachicardia, dolori articolari, insonnia, perdita della coscienza, difficoltà nella concentrazione, perdita della vista e torpore alle mani e piedi.
Chernobyl ha mietuto centinaia di milioni, forse miliardi di vittime e continuerà a farlo.
La verità sulla catastrofe di Chernobyl verrà sistematicamente tenuta nascosta all’opinione pubblica, in particolare in tutti i paesi dove il Nucleare controlla le decisioni dei governi e dei settori industriali.

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martedì 15 marzo 2011

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fanc... il nucleare: la tragedia di Fukushima.

La giustizia non sempre assume un aspetto umano. Per quanto una vita possa essere fondamentale, tutti i legami che la intrappolano con altre vite, rendono questi rapporti quantificabili, graficamente rappresentabili ed ingiusti. Stavo preparando un post (per la mia modesta valutazione nemmeno troppo male) sulla svalutazione che il nostro governo ha intrapreso contro la produzione e il sostentamento degli sforzi privati sulla produzione dell'energia eco-sostenibile (e più precisamente sulla produzione di energia fotovoltaica), quando la grande tragedia della centrale nucleare del Giappone ha colpito le fantasie nostrane. Mentre una Prestigiacomo (e mi vergogno sia una donna affermarlo) sblatera che l'energia nucleare è sicura a fronte di migliaia di esseri umani che stanno rischiando la vita loro e il futuro dei figli che verranno, non posso non interrogarmi sulla totale incapacità che noi esseri mortali comuni, non investiti di particolari poteri alieni o politici (e nemmeno  il Berlu potrebbe fare qualcosa, sempre che intendesse fare qualcosa), abbiamo nell'assicurare un futuro almeno passabile alla nostra discendenza. Io ho quarantun'anni ed a mio figli di nove che mi abbracciava per la paura che le radiazioni potessero uccidere lui e la sua famiglia, non ho trovato immediata risposta che dire: tranquillo, amore mio, siamo dalla parte opposta del pianeta!
Certo poi sono seguite spiegazioni sull'evolversi di una contaminazione di radiazioni, che comunque mio figlio ha ben chiaro a fronte di tanti documentari su Hiroshima che ha seguito e anche grazie alla politica familiare mia e di mio marito che da sempre si basa sulla verità e realtà dei fatti - opportunatamente spiegata certo, ma sempre lontana dalle belle favole - ma in fondo, alla fine, l'atteggiamento salutare che ha fatto si che mio figlio dormisse sogni tranquilli questa notte, è stato quello di abbracciarlo e di garantirgli che non saremmo morti di radiazioni o di olocausto nucleare nel prossimo futuro.
Ma la realtà è che non è una sicurezza che posso garantire, nè che lo può garantire un Governo e nemmeno una manica di ministrucoli arroganti e ignoranti - abissalmente - in materia. Fermatemi il Sole, quando vi scoppia fra le mani, e fate in modo che esso non sorga mai sulla superficie della Terra e poi, solo poi, ditemi che è sicuro! Solo dopo vi concederò di parlarmi di nucleare sicuro. (sotto casa vostra, ovvio!)

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martedì 8 marzo 2011

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oggi, 8 marzo dell’anno 2011, festa della donna

Oltre ad Arcore…

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…c’è di più!

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