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sabato 4 settembre 2010

11

CHI OZIA FA BENE ALLA SALUTE. DIGLI DI CONTINUARE!

SAGGIO ITINERANTE SULL’OZIO

“NON FAR NIENTE E’ IL LAVORO PIU’ DURO DI TUTTI “ (Oscar Wilde)

Brevi e doverosi cenni sull’origine dell’OZIO.
Da quando l’essere umano abbia iniziato ad oziare non è facile saperlo: nella preistoria certamente, grazie ai graffiti ritrovati, sembra che sia stato notevolmente impegnato da molteplici attività quali la caccia, la realizzazione di oggetti rudimentali, la costruzione di palafitte, la ricerca della legna e l’accensione del fuoco. L’uso della clava e l’inseguimento della donna prescelta per l’accoppiamento biologico, inoltre, lo faceva correre come un forsennato nel Quaternario… per farla breve non si oziava molto.

Nella mitologia, così come la leggenda narra, gli dei dell’Olimpo amavano oziare e dall’alto della loro privilegiata posizione universale tre o tremila metri sopra il cielo o su di lì (tanto per citare un autore quale Federico Moccia) stavano beatamente distesi nei loro giacigli divini in mezzo alle nubi e trascorrevano il loro infinito tempo a bere, a gustare cibi prelibati e tra loro bisbigliavano, sorridevano e amavano correre lungo i corridoi del cielo, il tutto all’insegna dell’ozio che poi, come tutti noi mortali sappiamo, è il padre dei vizi.
Una domanda mi sovviene, a me semplice curioso di fenomeni sociali: ma se l’ozio è il padre dei vizi, costui così piccolo e breve, con nessuna voglia di fare, mancante di stimoli attivi, abituato a fare niente di niente, con chi si è accoppiato? E i vizi suoi figli sono legittimi o illegittimi? Ancora oggi gli studiosi non sono riusciti a dare risposte a tali dilemmi, anche se un’analisi storica che ho condotto personalmente dopo aver visionato alcuni annali mitologici, mi permette di avanzare una ipotesi che anche Piero Angela (da me contattato) condivide appieno: un giorno durante lo svolgimento dell’assedio di Troia, mentre achei e troiani combattevano come scalmanati, sembra che la dea Afrodite, mentre tutti gli dei erano impegnati a sostenere i vari contendenti ed erano scesi sulla collina di Hissarlik, si trovava dentro il bar dell’Olimpo e sola, soletta tra un drink e una sigaretta, si mise ad oziare e così, mentre improvvisava una erotica danza del ventre come mai se ne erano viste nell’alto dell’Olimpo, i suoi colpi d’anca sempre più vorticosi e voluttuosi turbarono profondamente il povero ozio che stava seduto tranquillo a bere un’aranciata e cadde dalla sedia sudando come un matto.
Poi la dea, con un sortilegio, considerando che pur essendo virtualmente presente l’ozio non possedeva una sua consistenza molecolare, recitò la famosa formuletta magica: ”Salaga doola, mencica boola bibbidi bobbidi boo mettile insieme e che accade quassù bibbidi bobbidi boo“ ed in men che non si dica, si materializzò uno strano tipo piuttosto bassino dal viso bizzarro e bruttino, di corporatura magra e asettica, con orecchie elefantine e naso adunco, che compensava però tali deficienze con altri doti nascoste che per motivi di censura non possiamo certo citare. La dea lo vide e si rese conto che la materia prima era di qualità scadente, ma considerando che quanto prima tutte le divinità sarebbero rientrate a casa, decise suo malgrado di usarlo per i suoi scopi mitologici e gli offrì cibi e bevande altamente afrodisiache ed alla fine il nostro amico le “zompò“ addosso. Mentre giaceva con lei facendo come un forsennato, disse alla dea: ”Bella mia, stanotte ti farò vedere le stelle...” e lei rispose “Ancora? Sono 3.500 anni che non vedo altro! Piuttosto piccoletto sbrigati che alle 22,00 ho un appuntamento ad un tavolo di ramino“. E dopo questa magica notte, nacquero i famosi vizi che tutti noi amiamo alla follia.
Queste notizie che vi ho fornito e che rappresentano un vero scoop, difficilmente le troverete nei testi ufficiali, mentre un libro che vi consiglierei seriamente è “L’ozio come stile di vita” di Tom Hodgkinson, direttore della rivista britannica “The Idler” che significa letteralmente l’ozio.
Tom Hodgkinson mentre lavora
ANALISI SOCIOLOGICA COMPARATIVA SULL’OZIO
Questo ventunesimo secolo dominato dalla globalizzazione sempre più incalzante, dal lavoro dinamico, dai ritmi industriali stressanti, dalla velocità (a proposito: ricorre il centenario della nascita del futurismo) lascia poca libertà all’ozio. C’è poco tempo da dedicargli e quindi dobbiamo necessariamente ritagliare dei piccoli e angusti spazi per essere onorati della sua presenza. Eppure non costa niente, è gratis, ce l’abbiamo a portata di mano, ma non riusciamo a goderne appieno. I continui impegni quotidiani ci impediscono e limitano l’uso dell’ozio: c’è la spesa da fare al Supermercato, la macchina da portare all’autolavaggio, la figlia a danza, la ricetta da ritirare dal medico, la bolletta da pagare alle Poste, la lite con il vicino di casa, l’amante da coccolare, verificare gli aggiornamenti su face book… e tanto e tanto altro che ci stressa all’inverosimile, conducendoci a fine giornata a cadere esanimi sui nostri comodi divani. Ed è proprio in questo magico momento, tra le 20,00 e le 20,15, in cui il corpo e la mente si abbandonano come relitti nell’oceano, che possiamo inquadrare come l’ozio prenda il sopravvento e avvolga il nostro essere, impadronendosi di ogni pezzetto di noi stessi. E mentre le scarpe volano via, lasciando in libera uscita i due affaticati e puzzolenti piedi e un corpo in decomposizione assume la posizione A12 sul divano in dotazione, tutto svanisce come per incanto! I pensieri vagano alla rinfusa, gli occhi si chiudono come saracinesche, il cuore rallenta i suoi battiti e il corpo, come un camaleonte, diventa un tutt’uno con il copridivano, entrando in magica simbiosi con l’amato elemento d’arredo. Il silenzio diventa padrone assoluto della situazione e tutti gli elementi di disturbo sono messi in condizione di non nuocere. La televisione è spenta, il cellulare staccato, internet sconnesso (come me d’altronde), solo il pace maker di nonno Oreste è l’unica cosa funzionante dentro la casa e niente o nulla può ormai disturbare questo importante cerimoniale. Chi sono, in questo preciso momento, non lo so e a dire il vero non lo voglio neanche sapere! La mente travalica i confini e vaga solitaria tra lo spazio infinito, sembra un satellite sperduto tra la galassia, il vuoto e l’infinito sono le uniche realtà presenti e un senso di pace s’impossessa di ogni angolo inerte del salone in cui l’ozio copre ogni cosa, persino gli acari della polvere sono inanimati e oziano sopra il mio naso. Che sensazione mi procura questo sano senso di ozio! Ne avevo bisogno da tempo, me lo godo e lo sniffo, sono impregnato di inattività assoluta e mi annullo tra le sue braccia, anzi, mi faccio cullare come un bimbo! Saranno forse poco meno di venti minuti che sto impalato e immobile come Tutankhamon nel sarcofago, ma mi sembrano un’eternità. E quando lo share di gradimento raggiunge quasi il 90,89% e potrei anche annullarmi in questa tempesta benefica di ozio e traslare in un’altra dimensione senza nessun problema etico o religioso, anche se non ho ancora firmato il mio testamento biologico, che qualcosa di inaspettato rompe la magica atmosfera che avevo conquistato. Un elemento di disturbo che varca la frontiera del nulla costituito da un’urlo sovrumano mi ridesta dalla posizione ottimale che avevo assunto ed in evidente stato di shock ritorno, come avessi fatto un viaggio attraverso il tempo, alla triste e dura realtà.
“Filippooooooo vieni subito qui, la cena è pronta e poi c’è mia madre da riportare a casa, il cane deve fare i suoi bisogni in giardino, il bambino ha fatto la cacca, la lavastoviglie è da riparare e poi c’è la spazzatura da gettare… e poi… e poi…”
 
Ricordate, amici ed amiche: l’ozio è una lenta e sudata conquista sociale, che nessuno e niente hanno diritto di usurpare e va difeso con tutti i mezzi a vostra disposizione anche con le armi se necessario ed andrebbe inserito nell’articolo 1 della costituzione Italiana, perché esso è un diritto inalienabile, al pari del lavoro.
E, dunque, godetevelo in fondo, fino a quando potete!

11 puntini di sospensione:

  • Inneres Auge

    Cioè l'Italia è una repubblica fondata sull'ozio?

  • Daniela

    Ma riuscite a leggerlo tutto, 'sto post? E' pubblicato da Michele perché l'articolo è suo, ma sto diventando matta con l'inserimento di immagini e col famigerato "Leggi avanti..." e "Torna al sommario"! Sappiatemi dire...

  • Daniela

    @Inneres: Naturalmente è detto in tono scherzoso, ma è anche, secondo me, una denuncia sul "troppo" che a volte mina il nostro diritto al riposo, allo svago e - non sarebbe male aggiungere - alla coltivazione di quell'organo a volte così male allenato, che è il nostro cervello.
    P.S. ma hai letto l'articolo mentre veniva scritto? Sei stato un lampo a commentare! Un abbraccio^^^

  • Milo

    Ciao!
    Quoto Michele, anzi di più!

    Qualche considerazione: in una società capitalistica avanzata come la nostra il vero lusso è il tempo.

    Il più ricco non è chi ha più denaro o potere, ma chi ha più tempo da poter spendere a suo piacimento.

    Ho scritto "piacimento" non a caso.

    (Perché c'è persino chi, fagocitato dal meccanismo perverso, non saprebbe più nemmeno cosa farsene del proprio tempo libero...)
    ;)

    un abbraccio!

  • Milo

    P.S. Sì letto tutto fino in fondo!

    :)

  • Astasja

    Se non ci fosse l'ozio del corpo, non potremmo dedicarci appieno all'agilità della mente.
    A.

  • Giovanni Greco

    Ciao! Volevo comunicarti un cambio di indirizzo del mio blog denominato [Re]write di Giovanni Greco.
    Qualora avessi ancora inserito nello scambio link, da noi concordato, il vecchio indirizzo: http://www.giovannigreco.eu/dblog
    Ti prego di cambiarlo semplicemente in http://www.giovannigreco.eu praticamente togliendo la parte finale /dblog.
    Grazie e a presto

  • Anonimo

    Ciao Daniela e buona serata a te. Già nel pomeriggio avevo letto questo tuo interessantissimo post sull'ozio ma avevo evitato commenti perché volevo leggerlo nuovamente stasera! Beh, veramente un bel post, carico di significati oltre che divertente!

    Chi disse che "l'ozio è il padre dei vizi" doveva essere un lontanissimo parente di Marchionne... ed anche questo, naturalmente, non troverà conferma su alcun libro!!

    Alcune correnti di pensiero, invece, sostengono la tesi che riconosce la paternità del motto in coloro che temono che il "popolo", attraverso l'ozio, rischi anche di "pensare"!

    Personalmente, invece, ritengo l'ozio una condizione che contribuisce ad accrescere il livello della qualità della vita! Più se ne pratica e più la vita diventa una goduria!

    In quei rari momenti in cui perseguo l'ozio... sono assalito da un turbinio di piacevoli progetti e programmi che assorbono il mio tempo in fantastiche occupazioni! Dal leggere un libro a curare le mie piante, dallo scrivere al frequentare gli amici, tutto diventa piacevole e, soprattutto, ricco di soddisfazioni.

    Condivido quanto affermato nell'analisi sociologica, circa la necessità di inserire nella Costituzione, il diritto inalienabile all'ozio! Visti i tempi che corrono, sarebbe auspicabile un impegno "di piazza" massiccio!!

    Ti lascio un mio saluto!!

  • Carlo

    ... mi ero talmente emozionato alla lettura di questo post che nel pubblicare il mio commento, ho fatto un macello con i comandi!!

    L'anonimo qua sopra, sono io che ti lascia nuovamente un saluto!!

  • Carlo

    Ciao Daniela e buon pomeriggio!!

    Ecco, siamo arrivati al momento della settimana che aspetto 5 giorni con trepidazione: il week end!

    Tra i tanti programmi dello stesso, neanche a dirlo, l'ozio!!

    Auguro anche a te un sereno fine settimana e ti lascio un saluto!

  • Giovanni Greco

    Eppure ogni tanto oziare aiuta ad aggiustare i propri pensieri, le proprie preuccupazioni... certo farlo sempre diventerebbe un duro lavoro per dirla alla Oscar Wilde.

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