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lunedì 31 agosto 2009

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Videocracy

Videocracy Documentario di Erik Gandini: la tv in Italia ha preso il posto della democrazia.

Se nessuna rete televisiva vuole mandarlo in onda, allora lo facciamo noi, sulla blogosfera.

Videocracy: 30 anni di culi e tette hanno lobotomizzato gli italiani.

Come molti di voi ben sapranno, le televisioni si rifiutano di trasmettere il trailer del film Videocracy, ritenuto un'inammissibile critica al Governo.
Possiamo continuare a piangerci addosso per ore, rimuginare su quanto sia ingiusto l'utilizzo di una censura dal sapore dittatoriale, evocare un equilibrio democratico e un pluralismo informativo degno d'una nazione europea. Possiamo, ma sarebbe inutile e fine a se stesso.
Sapete meglio di me che i lettori dei blog (ed è un discorso che mantiene la sua valenza sia per blog "famosi" sia per quelli "meno famosi") sono per la stragrande maggioranza lettori di nicchia, persone che ricercano in consapevolezza fonti genuine d'informazione muovendosi da una base culturale abbastanza solida, e che per questo motivo le nostre lamentele troverebbero più applausi che echi.
Per tanto invito tutti i volenterosi a compiere qualcosa di simile a quello che è stato messo in atto il 14 Luglio dal blog "Diritto alla Rete".
Giovedì 3 Settembre tutti i blogger sono invitati a creare un post con il titolo "Videocracy - 4 Settembre" che abbia come testo un breve commento del blogger e il video del trailer, oltre che l'indicazione delle sale più vicine dove potersi recare per vedere il film.
Intasiamo la rete, alziamo la voce.
Democrazia deriva dal greco e significa "Governo del Popolo", e quel popolo siamo noi.
Non dimentichiamolo mai.

Fabio Pari

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domenica 30 agosto 2009

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Precisazioni dall’alto…

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E’ del 2008, ma è attuale sempre…

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venerdì 28 agosto 2009

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Ma chiedere non era lecito e rispondere, cortesia?

nessunomipuogiudicare Berlusconi fa causa a "La Repubblica" e chiede un milione di euro.

Il nostro cavaliere BBB ha fatto causa a La Repubblica chiedendo un milione di euro di risarcimento per danni a causa di dieci domande che Repubblica gli ha rivolto e che, naturalmente, non hanno avuto una sua qualsivoglia cortese risposta.



Nell’atto di citazione depositato al Tribunale di Roma, gli avvocati di BBB, scrivono che "Le domande sono retoriche e palesemente diffamatorie".

Qualche turista straniero – magari venuto dallo spazio profondo - potrebbe dire di essere giunto su uno strano paese:

“Ha la forma di uno stivale per prendere a calci l’informazione,

grida alla Libertà e spara sui barconi,

si veste di verde e gli puzzano i piedi!”

E’ tragicomico davvero: ora non si fa solo causa per notizie che si vuole far passare per diffamazione, ma addirittura per le domande! Ed allora non si sventola solo un’enorme coda di paglia a mo’ di ventaglio – del resto siamo ancora sotto la canicola estiva d’agosto – ma perfino si abbaia e si fa la voce grossa ben nascosti dietro ad una ringhiera arrugginita. Se qualcosa c’è da dire, perché non si viene allo scoperto con una dichiarazione? Anche senza contraddittorio, che comunque non è mai stato un cavallo di battaglia del nostro Presidente!

Ma la verità è molto semplice: che potrebbe dire? I fatti parlano ed ancora non esiste una legge per poterli “insabbiare”.

Ezio Mauro (direttore di Repubblica): "E' la prima volta che politico fa causa per le domande"

Franceschini solidarizza con Repubblica: "settembre dovrà essere il mese di una grande mobilitazione, al di là dei colori politici, per la difesa della libertà di stampa e del diritto all'informazione".

Noi, a settembre, siamo qui: noi aspettiamo…

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mercoledì 26 agosto 2009

9

Va la chatta al lardo che ci lascia la zampina…

Mi sono sempre detta che non mi sarei mai iscritta a Facebook e invece il motto “Mai dire mai” del famoso 007 mi avrebbe dovuto tornare in mente e ricordarmi che io non sono una persona dalle idee granitiche, anzi! Tendo a lasciarmi influenzare dalle novità (se mi piacciono, beninteso!)  e, perché negarlo?, dalle argomentazioni sensate e dalle larghe basi… della serie, se dici stupidaggini non mi volto indietro! Ed eccomi allora su

 facebook

Non che sia una grande notizia, devo ancora scoprirlo e valutarne le potenzialità che fanno al caso mio. Alcuni dei miei sostenitori li ho ritrovati e mi hanno accettato come amici: si è aperta così un’altra piccola finestrella sulla blogosfera!

anicomp

Ho ritrovato anche amici in carne ed ossa, che non sentivo da tempo! Ma riuscirò a star dietro a tutto? Un salutone a tutti quelli che si sono uniti qui ultimamente e anche a quelli che mi seguono da tempo!

Grazie a Benzene per i complimenti al blog!

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martedì 25 agosto 2009

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Il nucleare in Italia.

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Nucleare: Scajola, molti comuni pronti

ROMA - "Già alcune Regioni e parecchi comuni si sono dichiarati disponibili ad ospitare centrali nucleari. Nel frattempo abbiamo siglato un accordo di collaborazione tecnologica con la Francia e ne firmeremo presto uno con gli Stati Uniti". Lo annuncia il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che in un'intervista a ilsussidiario.net fa il punto sul ritorno del nucleare in Italia, aggiungendo che si tratta di un percorso "razionale, sicuro e trasparente. E i cittadini l'hanno capito".

Notizia Ansa.it

…i cittadini lo sanno? Lo vogliono?

In ogni caso, l’avranno!

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L’intolleranza è figlia dell’uomo.

il-diverso Da sempre l’Italia è stato un punto di approdo nel mediterraneo. Popoli diversi per cultura e per origini l’hanno colonizzata, ci hanno commerciato, ci sono venuti a vivere. Eppure oggi siamo un popolo intollerante. Il diverso ci fa paura e reagiamo con rabbia e violenza, sempre più spesso. Ma cos’è esattamente il “diverso”? Il fatto che sia nero?, che sia un immigrato?, che sia di una religione diversa?, che sia gay?

Dovremmo chiederci il perché un uomo di colore che vende porta a porta dei fazzolettini di carta o delle calzette da ginnastica ci appare come l’uomo nero degli incubi infantili. Non vogliamo essere disturbati a casa nostra o è proprio perché il suo colore della pelle è segnale di chissà quali sue fosche intenzioni? Io personalmente tendo ad irritarmi molto di più verso i testimoni di Geova. Prima di trasferirmi in campagna, vivevo in un quartiere in cui regolarmente il nostro palazzo veniva visitato da un gruppetto di questi religiosi: lasciavano volantini e, puntualmente citofonavano per farsi aprire, soprattutto all’ora di pranzo quando hai la pasta sul fuoco e mezz’ora sola di tempo prima di rientrare in ufficio. “No grazie, no grazie, non grazie!” eppure ritornavano imperterriti, sempre gli stessi a quanto ricordo...

L’immigrato invece, tunisino, marocchino, ceco, musulmano, non importa, è colui che ruba un’opportunità di lavoro ad un italiano. Tralasciamo se sono lavori che noi non vogliamo fare: c’è qualcuno di noi che si indigna se un immigrato rumeno va a raccogliere pomodori in un campo assolato – magari lasciandoci la pelle – al posto nostro?

La differenza religiosa non la tolleriamo proprio. I musulmani sono strani, le donne si coprono dalla testa ai piedi, camminano dietro ai mariti e devono ubbidirgli perché sono una loro proprietà (c’è qualche omuncolo xenofobo che sta pensando di convertirsi, forse?) e poi sono scuri e sporchi! Vediamo: conosco persone che spendono molti soldi in estate dall’estetista per farsi le lampade abbronzanti. Non vogliono “apparire” troppo bianchi/bianche perché sa di malaticcio e “povero”. In india invece sono quelli “troppo colorati” che hanno fama di essere poveri, proprio perché si abbronzano lavorando nei campi. E poi i musulmani sono estremisti, violenti e terroristi! Tutte cose che noi abbiamo superato dai tempi del Medio Evo, per dedicarci con più tranquillità alla pedofilia od all’ingerenza politica.

I gay invece sono fantastici: li possiamo detestare senza limiti di colore, razza o religione! Li trovi da per tutto, non hai bisogno di molte scuse e la legge ti protegge (evviva la flagranza di reato!). Puoi insultarli, picchiarli, rigargli l’auto… tant’é che avrai fatto pure una buona azione, visto che vivono in peccato mortale!!

Gli zingari che rubano i bambini,poi, ci sono sempre stati. A volte capita. Ma è più facile, infinitamente più facile che sia uno zio, un vicino od un tuo amico/conoscente che ti rapisca il bambino, lo violenti e lo uccida. E che quella persona sia italiana. I rumeni che violentano le sedicenni ci sono, anche quelli e così ci sono pure i “branchi”, odiosi esempi di civiltà umana, composti da persone di chiare origini italiche. Qualsiasi reato – mafia, usura, omicidio, pedofilia, violenza sulle donne, violenza domestica, prostituzione – non c’è straniero od immigrato che ne abbia l’esclusiva! E poiché ci sono più italiani che stranieri, in Italia, è più facile che sia un italiano a compiere un reato, che uno straniero. E’ solo una semplice questione di numeri.

L’uomo odia l’uomo.

L’uomo, per sua natura, è un essere infelice, insoddisfatto ed invidioso.

Da sempre è più facile prendersela con il “diverso”, con la minoranza, con il più debole e meno tutelato. Che siano le donne, i bambini, l’immigrato, non importa: è nella natura umana prevalicare, con la violenza a volte o con la bomboletta spray.

20080505_intolleranza

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lunedì 24 agosto 2009

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Prima Edizione del Premio di Poesia e Narrativa “Sul Romanzo Blog”

libri%203 Ho già parlato de “Sul Romanzo” come un blog interessante, da leggere se si ama scrivere. Il suo autore ha le sue idee e possono essere condivise o meno – del resto è il suo blog, no? - ma ha il pregio di farsi leggere e non è poco.

Devo dire che mi ha sorpresa questa sua iniziativa, piacevolmente anche: dimostra una fede nelle proprie convinzioni che non tutti noi, semplici “scribacchini” che parlano e parlano, ma non fanno altro che razzolare bene o male (vedi il genuflettersi ossequioso se mai una casa editrice si concede a noi), avrebbero il coraggio di mostrare.

Parte allora la La prima-edizione-del-premio-di-poesia-e-Narrativa de "Sul Romanzo" di cui questo è il tema, come riportato all’Art.1 del Regolamento:

“La decadenza italica promossa dal sistema Mr B e le nuove prospettive di uscita dal tunnel”

Buon lavoro a tutti ed attenti agli effetti collaterali della Legge Bavaglio!

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Sogni di mezza estate… il sabba.

jatarri_witch La scopa è magica: vola all'indietro, avanti e perfino di lato! Ho dovuto faticare parecchio per capire il suo linguaggio e per piegarla ai miei voleri. E' piuttosto suscettibile ed ombrosa. Ha un profumo misto di incenso e d'erba secca. E' di faggina gialla, grossa e robusta ed il suo manico scuro è percorso fino al manico da splendide venature rosse: ancora non so di che legno è fatta, davvero non lo capisco. Forse è un insieme di essenze diverse... forse è nata dal sogno di qualche strega antica…

Introduzione ad un breve racconto di ultima fattura. Ecco di seguito la

PARTE PRIMA. - Il giorno che Ella scoprì l’altra faccia della luna.

moon_1 Il rumore era davvero assordante ed il trattore non faceva altro che sbuffare grottescamente. Ella raccolse veloce le uova che le galline avevano deposto durante la notte e riempì il paniere delicatamente, coprendolo poi con il fazzoletto rosso che usava per ripararsi dal sole quando lavorava nei campi. Chiuse gli occhi per un momento, sospirando. Certo era troppo presto per sapere, eppure qualcosa dentro di lei le stava dicendo che l’incantesimo era riuscito. Era stata attenta, aveva seguito scrupolosamente le indicazioni della Strega. Aveva bevuto il latte caldo con l’anice e la noce moscata durante il plenilunio ed aveva spruzzato la zuppa di manzo con il sangue di una gallina misto ad aceto di mele e lo aveva dato da mangiare alle sette precise al gatto nero della Strega. Si era assicurata che la leccasse per bene, la zuppa e, benché ne fosse avanzata più della metà, aveva risolto il tutto finendola lei stessa, tanto non sarebbe cambiato di molto. Mentre la mangiava, strizzando gli occhi per non sentirne il sapore, sentiva su di sé gli occhi del gatto, di differenti colori: uno era giallo come l’oro, brillante e pauroso come il fuoco e l’altro era verde e freddo, morto come la giada.

“Allora, ti sbrighi? Hai finito con quelle uova?” La voce sgarbata della vecchia la fece sobbalzare.

“Si, ho finito!” rispose Ella, uscendo di corsa dall’aia e raggiungendolo sulla porta di casa.

“Quante uova sono?” chiese questa, come se davvero gliene importasse qualcosa.

“Tredici” disse Ella “tutte bianche!”

La vecchia scoprì il paniere.

“Sono opera del diavolo!” mormorò sibilando e le strappò il cesto dalle mani scaraventandolo per terra con un gesto rabbioso. La guardò torva, quasi fosse colpa sua se le uova avevano avuto quel colore.

“Adesso cosa venderemo al mercato?” le disse la vecchia, cattiva. Sputò per terra e subito coprì la saliva con la polvere, grattandola con la punta della scarpa, quasi se ne fosse pentita. Ella rimase a bocca aperta ad osservare le uova rotte sotto il sole. Il bianco s’era allargato a formare una immensa goccia ed il tuorlo spiccava brillando sotto il sole. Già alcune mosche si stavano posando frenetiche sulle uova.

“Chiudi quella bocca e va a controllare il pane! E vedi di non tirarlo fuori dal forno troppo presto: l’ultima volta sapeva troppo di farina!”

Si ficcò le mani nella grande tasca del grembiule e si allontanò zoppicando. Ella piegò la testa di lato. La Strega le aveva predetto la sfuriata della vecchia a causa di tredici gocce d’acqua, le aveva detto e questo sarebbe stato il primo segno.

“Avrò il mio Incantesimo” pensò Ella “ed allora tutto sarà diverso!”

…continua.

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domenica 23 agosto 2009

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Criticità: prendi uno, paghi due!

marge-simpson La nostra società è malata, non c’è nulla da fare. La bellezza viene elevata a dote, a pregio: se sei bella/o, ti meriti la notorietà, diventi una/un vip, una diva/o, da imitare ed adorare. Così diviene più importante sviluppare i tuoi pettorali o le tue mammelle a discapito dei lobi cerebrali. Devi essere magra ed alta, tu donna, mentre tu uomo devi avere i muscoli scolpiti, devi depilarti per bene ed esporre una deliziosa tartarughina su ventre!

A parte che certi uomini dovrebbero davvero depilarsi (certe schiene, al mare, sono davvero inguardabili!) ad una signora piuttosto voluminosa (attorno ai cento chili di peso) è capitato di essere fermata al check-in di una compagnia aerea a basso costo ed, a quanto sembra, a basso livello di cortesia.



Qui di seguito la ricostruzione della vicenda:

classe_turistica“Mi spiace, lei di qui non passa: è troppo grassa. Deve pagare due biglietti!”

“Chi, io, grassa? Ma come si permette!”

“Se vuole contestare, si pesi pure. Altrimenti di qui non passa!”

“Ma vada affan…xxx!”

Così niente volo, per la viaggiatrice romana colpevole di non aver controllato non già il peso dei suoi bagagli, ma il proprio peso corporeo, salvo poi – e con tutte le ragioni – rivolgersi ad un avvocato e denunciare la compagnia aerea per danni morali e materiali.

Naturalmente la Compagnia Aerea si scusa.

“Tutta colpa del personale di terra” ha commentato il computer di bordo dell’aereo che la romana avrebbe dovuto prendere “la hostess è in dieta da mesi, non è calata di una virgola ed è sotto stress per tutti i diuretici che prende! Io e la Scatola Nera siamo stupefatti quanto voi! Le compagnie aeree non sono mai state contro l’ingrasso (del resto è notorio che gli operatori del settore vengono pagati poco…) e certamente apriranno una indagine interna per capire cos’è successo…” (Leggasi: non faranno certo niente! Volevano incassare due al posto di uno e gli è andata male! )

“Certo tutta questa burocrazia non giova affatto!” si è lasciato sfuggire il nastro trasportatore, ma in una nota ufficiale, il computer di bordo ha ribadito l’errore umano…

P.S. Ogni riferimento a storie realmente accadute è puramente casuale e non volontaria!


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venerdì 21 agosto 2009

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Concorso fotografico di “Capricci di natura”

Immagine 001[8]  Ecco la foto che ho scelto per partecipare al concorso. E’ stata scattata nel giardino di casa mia, che ne dite? Naturalmente è copyright de “Altrodove.blog”!

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mercoledì 19 agosto 2009

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Il silenzioso dolore delle donne grida

disperazione L’umanità è una. Ma ancora è divisa a metà: uomini e donne. E una delle metà, malgrado sia la creatrice di vita, il simbolo della terra e della fecondità, malgrado porti in sé il dono della prosecuzione, è anche la medesima che viene ancora oggi ridimensionata ad oggetto. Per paura, a volte per odio, ma mai per amore.

Ho trovato questo link:

Donna: condizione o maledizione?

nel post TRADIZIONALMENTE DISUMANI, pubblicato da sassicaia molotov sul suo blog il tafferuglio interiore.

Vi invito a leggerli entrambi. Non fa male e però lo fa anche.

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martedì 18 agosto 2009

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Un’altra mia fatica: Il Portale

Ve la ricordate la vecchia header de “I Mondi dell’Altrodove”?

la vecchia header

L’avevo creata io con Terragen. Non che fosse granché, ma ci ero affezionata, così l’ho ripescata per usarla come copertina dell’ultimo mio liberculo che ha visto la luce, “IL PORTALE” ovvero Quella lunga strada che mi conduce a casa…

Il Portale

Naturalmente è inedito, mi sono solo limitata a stamparlo. Ve ne dò un piccolo assaggio e premetto che, se mai qualcuno di voi fosse interessato davvero a leggerlo, posso sempre farvene pervenire una copia (con tanto di autografo, se volete!) al prezzo puro di stampa (le spese postali le metterò io).

Queste che seguono sono le prime pagine: il libro ne ha in tutto 44. Se volete, contattatemi via e-mail. Naturalmente l’unico obbligo da parte Vs è poi un commento spassionato che, dietro consenso, pubblicherò più che volentieri sul blog! Se non volete acquistarlo, ma siete curiosi di sapere come va a finire, vi mando il resto in formato pdf non editabile. Ma senza dedica, perché non so usare l’opzione “firma digitale” e sempre con obbligo di recensione!!

Un bacio dai “Mondi dell’Altrodove”!

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Introduzione

Siamo davvero soli nell'universo?

Siamo davvero figli di questa Terra?

Siamo davvero padroni della nostra carne?

E siamo coscienti di ciò? O forse viviamo in un mondo che è solo una proiezione dei nostri bisogni e dei nostri desideri, tanto da essere infinitamente lontano dalla realtà?

E cosa rimane della realtà, se noi siamo incapaci di comprenderla o perfino di vederla?

Perché cerchiamo sempre una via di fuga, piuttosto che soffermarci un momento per capire?

CAPITOLO UNICO

Il problema è che siamo comunque esseri fragili, dotati di sentimenti che ci rendono trasparenti od opachi, a seconda che abbiamo davanti a noi uno specchio od un vetro. Quando cala la notte, i nostri fantasmi bevono dalla nostra bocca ed affollano la nostra mente. Ci svegliamo stanchi, dopo aver guardato a lungo il soffitto, che non cambia mai eppure ogni volta ci appare sempre diverso.

Quando sono sola, i sogni si levano da me, si allontanano e si sperdono, si mescolano alla luce del sole sui tetti e gli occhi si riempiono di puntini scuri attorno ad una grande massa, mentre il cuore batte più forte, al ritmo di uno stomaco aggrovigliato.

Non mi chiedo mai se si tratta di amore, non lo comprendo e non posso così riconoscerlo. So che la sera prima non ho mangiato niente che mi abbia potuto far male, poiché la mia abitudine ha vegliato su di me come è solita a fare.

Ho lasciato la tazza vuota e sporca di caffè sul comodino già da un paio di mattine: questa, invece, non sono mai riuscita a farla divenire parte del mio rito di ogni giorno.

Non c'è inizio e non c'è fine, solo un divenire inarrestabile...

IL SOGNO – ritorno al passato.

Quando si svegliò, il sogno rimase solo pochi istanti, come la somma di sensazioni sgradevoli e prive di contorni definiti. La gola era arsa e le doleva. Sollevò le coperte e mise le gambe fuori dal letto.

Si passò una mano fra i capelli e se li allontanò dal viso.

Fin ove arrivava la sua memoria, c'era solo freddo.

E disagio.

Si alzò lentamente e - per contrasto - il caldo soffocante della camera l'avvolse in un abbraccio. Il contatto con l'aria la fece rabbrividire.

Era sudata e rivoli di goccioline le nascevano sulla fronte, le scorrevano ai lati del viso, fin giù lungo il collo, per ritrovarsi poi nella piccola conca formata dall'unione delle clavicole. Qui rallentavano un momento per poi precipitare nel solco dei seni.

La maglietta le si era appiccicata addosso e liberarsene fu un sollievo.

Con un rumore secco, aprì la vecchia finestra e l'aria dell'alba entrò vorace nella stanza, spingendole indietro i capelli ed accarezzandole la pelle.

Il grigiore del cielo preannunciava la pioggia e sentì venirle incontro il suo odore familiare.

Il sogno era arrivato inaspettato ed improvviso e l’aveva sorpresa, anche se esso era una costante nella sua vita prima dell’inizio del suo soggiorno umano. A quel tempo ella viveva solo nel dormire. Era capace di creare lo spazio in un mondo onirico, fatto di immagini rilucenti, di sfondi magici colorati da pianeti morenti e da stelle lontane. Nelle connessioni del proprio cervello, quelli come lei nascevano e morivano come nuvole, si fondevano in unici turbini e si disperdevano altrettanto velocemente.

Il risveglio era sempre rumoroso - un lungo schiocco - mentre la simbiosi veniva a cadere ed ognuno si ritrovava solo, in un mondo grigio e freddo.

Era da molto che non faceva più quel sogno ed il ritrovarlo ancora intatto nei suoi ricordi le fece provare ancora più acuta la nostalgia del suo passato, di ciò che era stata e di quanto ancora sperasse in un ritorno. L’essere divenuta umana non era stato all’inizio cosa sgradita, anzi. Tutto le era apparso nuovo ed eccitante, reale e talmente diverso da farle provare, per la prima volta, la sensazione di essere venuta alla luce nel momento più sbagliato, su un mondo che non poteva più far suo e su cui non sarebbe mai più stata in grado di tornare. Fino a che punto si stava sbagliando! Mai avrebbe sospettato quanto acuta sarebbe stata la sua nostalgia!

La volta del cielo si apriva a fiore su di lei, osservandola beffardamente ed increspandosi leggermente di ironia. La tristezza che provava la rendeva leggera ed, alzando il braccio e protendendo le dita, le pareva quasi di poter sfiorare quel vuoto che l'attirava e la respingeva allo stesso tempo.

S'alzò in punta dei piedi, ma quel mondo si allontanò da lei, risoluto e testardo.

Le nubi si mossero e presero a rincorrersi, ognuna inseguendo la compagna, fino a formare un vortice grigio. All'inizio lentamente, poi acquisendo velocità ed infine turbinando freneticamente, in un parossismo di follia.

L'elettricità pervadeva l'aria e piccoli lampi azzurri attraversavano il vortice, saettavano improvvisi formando cerchi concentrici che mandavano, per pochi istanti, una luce fredda.

“È meraviglioso!” e terribile insieme.

Era il passaggio di un'anima verso l’Altrodove.

Se solo avesse avuto il coraggio di attraversarne la porta, forse sarebbe stata ancora in tempo a raggiungerla.

Poi i raggi del sole, caldi e rossi, aprirono profonde spaccature nella coltre del cielo, disfacendo la rete di nubi con facile crudeltà.

La luce, ora feriva, i suoi occhi.

Lo specchio le rimandò indietro un'immagine stanca. Aveva gli occhi rossi, cerchiati da un'ombra scura - che poteva pure essere una leggera traccia del trucco del giorno prima - e che la invecchiava.

Legò i capelli con un nodo e aprì l'acqua della doccia. La fissò cadere debole e rimbalzare sul pavimento del bagno. Goccia a goccia, come fosse pioggia, come il battito leggero e profondo del cuore e come il lento scorrere del sangue.

Girò la manopola con un movimento brusco del polso, quasi con rabbia e subito il getto divenne più forte: ora era lo scrosciare di un'antica cascata. Un dolce mondo d'acqua, dove i rumori giungono a lei ovattati e lontani.

«I capelli si increspano in onde silenziose attorno al suo viso, essi nascono sulla testa, lungo la nuca ed il collo, fin giù, su tutto l'arco della schiena, come una criniera di morbide ciocche azzurrastre, appoggiandosi leggere sulle natiche e sfiorando la pelle come vivi serpenti.»

Il rumore sordo del temporale lacerò quelle immagini, riportandola alla realtà. Le era parso il trascorrere di un secolo entro il cerchio di pochi minuti.

Allora allungò la mano ed afferrò il flacone dello shampoo.

Il dolore fu improvviso ed inaspettato, la colpì al ventre e la costrinse in ginocchio, spezzandole il respiro. Irrigidì le membra e si morse con forza un labbro. Strinse i pugni contro lo stomaco e nel breve e lungo istante in cui il dolore entrò in lei per poi abbandonarla, una parte infinita del suo essere si staccò, si sollevò sopra il suo capo e rimase sospesa su di lei a guardare.

Quando tutto finì, il cielo era azzurro ed il sole splendeva. Un filo di sangue scorreva vivo dal lato destro della bocca. Il suo sapore ferroso l'avvolse.

Chinò la testa e vomitò.

Le mani le tremavano.

«L'aria entrava in lei fresca e profumata, portava con sé un leggero sentore di salsedine e di alghe cotte al sole.

Quando alzò la testa, riparandosi gli occhi con la mano dal riverbero della luce, vide ciò che aveva perduto.

Non la riconobbe.

Non capì subito.

Davanti a lei, un po' discosta, era una bambina, con gli occhi imbronciati ed una piega amara sulla bocca. Il viso era volto lontano da lei: una macchia di luce che appariva nitida a tratti, come se fosse nascosta dal cadere di una cascata d'acqua.

Non riusciva a distinguerne i colori.

Lacrime calde cominciarono a sgorgarle e rigarle le guance man mano che la consapevolezza iniziava a girare attorno a lei fino ad esserne assorbita.

Bambina” chiamò e la sua voce era come un sussurro.

La bimba si scostò i capelli dal viso ed alzò un braccio, protendendo le dita verso il cielo...»

Così fu l'inizio.

continua…

edera

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lunedì 17 agosto 2009

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Rieccomi qui: sentita la mancanza?

Le ferie si sono esaurite e dal fresco della montagna (sedici gradi la mattina!) siamo passati ai 32-33 gradi di questo fiacco pomeriggio di sole… ho letto tutti i vostro commenti, i vostri saluti e le piccole sbirciate: sono contenta che siete passati, dò un saluto a i lettori che si sono aggiunti mentre ero via e un abbraccio agli amici che continuano a seguirmi…

Non aspettatevi granché in questi giorni, ci sarò ma non ci sarò allo stesso tempo. Ho ripreso in mano l’ultimo libro sull’Altrodove, ancora incompiuto, che si impolvera sul mio tavolo. Rileggo qua e là gli appunti, ma le idee sono ancora addormentate, ancora piene del rumore dei torrenti della montagna austriaca e libere ed inafferrabili, come gli spazi aperti delle malghe.

Immagine0083 Ho ritrovato la casa in disordine, esattamente come l’avevo lasciata. Tutte le mie piante sono vive e vegete – alcune sono anche in fiore come la grande buganville dai fiori lilla che questa primavera avevo “tosato” per bene o la mia passiflora, che sta ricoprendo il portico ad una velocità incredibile! Perfino le petunie del balcone hanno resistito e mi chiedo come diavolo abbiano fatto! La piccola orchidea (in offerta a 12 Euro al vivaio) è rifiorita e, sebbene tenda al basso, i suoi fiori bianchi dal cuore giallo brunito sono più grandi di quelli che aveva quando l’ho comprata. Spero che anche la sua sorellina rosa e viola segua presto il suo esempio. Anche lo zoo di casa sta bene!

Voi, come state?

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domenica 16 agosto 2009

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Amori estivi

mordil3

La differenza fra uomini e donne va amata, capita e… condivisa!

Un saluto a tutti gli innamorati di questa estate!

da

ALTRODOVE BLOG

VOGLIO AVERE NOVE VITE!

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sabato 15 agosto 2009

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Ferragosto in ufficio.

vignette_divertenti_ufficio Dedicata a chi non è partito ancora per le vacanze e… non trova un buon feeling con la tecnologia!

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venerdì 14 agosto 2009

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Gli uomini sono tutti cacciatori!

Cacciatore-lav

Attenti a quando sparate a tutto ciò che vola!

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giovedì 13 agosto 2009

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Non scordatevi degli amici.

silviazichepj1

Quando la privacy non frega niente a nessuno!

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mercoledì 12 agosto 2009

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Tu, piccolo uomo, non mandarmi via…

SOS …io, piccola Terra, morirei.

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martedì 11 agosto 2009

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Ancora su “il terzo sesso” questo sconosciuto

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Basta una sola parola, uno sguardo e noi ci capiamo al volo… armonia di cuore e di anima.

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lunedì 10 agosto 2009

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La notte di San Lorenzo

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Notte romantica sotto le stelle…

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domenica 9 agosto 2009

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Pensierini di Nonna Papera

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Tutte le strade portano a Roma: bisogna solo fare attenzione alle deviazioni!

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sabato 8 agosto 2009

1

Tutti sono potenziali prede!

vignette_divertenti_squalo

Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.

Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame.

Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: è meglio che
cominci a correre!

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venerdì 7 agosto 2009

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Punti di vista

VAURO L’Uomo dice: “Il Tempo passa”.

Il Tempo dice: “L’Uomo passa…”

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giovedì 6 agosto 2009

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Anche “I mondi dell’Altrodove” vanno in ferie…

STRISCE-BAVOSE-447

Agognate e meritate vacanze, arrivo!

Per qualche giorno non ci sarò e non avrò nemmeno la possibilità di venirvi a trovare, affezionati lettori, perché sarò in uno sperduto paesino in montagna, nella qui vicina Austria. Ma non preoccupatevi – oppure si, chissà! – vi lascerò qualche pensierino, programmato ovviamente, con etichetta “punti di vista”: piccoli pensieri ed immagini, un tanto per non farmi scordare…

Appuntamento alle 6.30, per i prossimi giorni, dopo la sveglia ed il caffè, ma prima della doccia...

A presto!!

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mercoledì 5 agosto 2009

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Come agisce la RU486 - per rispondere a Miki

ru486_1Rispondo così ad una domanda postami da un mio lettore.

1) Così agisce la RU486: Secondo quanto prescrive la Legge 194 ed una volta accertato con una ecografia che la gravidanza sia intrauterina e in essere da non più di sette settimane, viene somministrato il mifepristone, il quale blocca i recettori del progesterone sulla mucosa e sulla muscolatura dell’utero, favorendo la dilatazione del collo. Nel 70% dei casi l’interruzione della gravidanza avviene entro le 4 ore dalla somministrazione e nel restante 30% entro le 24 ore successive. Trascorse 24-36 ore, viene somministrata una prostaglandina che induce le contrazioni uterine e l’ espulsione dei tessuti embrionali. La donna rimane in ospedale per tre o quattro ore e dopo circa due settimane è prevista una visita ginecologica. Fisiologicamente la donna va incontro ad una mestruazione un po' più dolorosa ed abbondante del solito. Esiste una casistica del 2% in cui è necessario l’intervento chirurgico. L’Emea non prevede il ricovero.

2) Questa è la procedura per l’Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) con il metodo “classico” del raschiamento: Secondo quanto prescrive la Legge 194 ed una volta accertato con una ecografia che la gravidanza sia intrauterina e in essere da non più di otto settimane, si procede con il ricovero – è previsto della durata di un giorno, ma può protrarsi in caso di aborto terapeutico e/o se il medico lo riterrà opportuno. Vengono concordate le tecniche di anestesia e di analgesia e l’intervento – che è a tutti gli effetti un intervento chirurgico – avviene per isterosuzione o aspirazione (con una cannula, collegata ad una pompa aspiratrice, si porta all'esterno sia l'embrione che l'endometrio) e/o raschiamento (con uno strumento a forma di cucchiaio, detto "corrette", il ginecologo raschia le pareti uterine eliminando i frammenti di endometrio e li porta verso l'esterno con un altro strumento con bordi smussati, sempre a forma di cucchiaio) della cavità uterina (previa preparazione del canale cervicale con farmaci per uso locale e/o sua dilatazione meccanica per l’introduzione, in utero, dei ferri chirurgici. A volte è necessaria la combinazione dei due metodi. Successivamente all’operazione, in presenza di perdite, è consigliabile sospendere i rapporti sessuali (il collo dell'utero potrebbe essere rimasto un po' dilatato e potrebbe esserci il rischio di infezione con i primi rapporti), evitare il bagno a favore della doccia per almeno due settimane (meno rischi di risalita di eventuali germi fino alla vagina e all'utero), effettuare dei bidet soltanto con presidi medici disinfettanti specifici ed è bene consultare immediatamente il ginecologo se le perdite diventano maleodoranti od in presenza di bruciori.

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Le mamme cattive - si può davvero lasciarle scegliere?

madre Ho letto un post su PENSIERI DI LUCE che mi ha fatto pensare e su cui ho lasciato il commento che riporto più sotto.
Ne è seguito uno scambio di opinioni che, devo dire, mi ha lasciato una sensazione di impotenza. Pur trovandomi d’accordo con le idee di fondo dell’autore del post, ho sentito anche intensamente – e come solo una donna può fare - la contraddizione di amore materno, che è viscerale e fatto di carne e sangue, con la libera gestione di pensieri ed anima che ci è stata tolta da sempre, in ogni luogo ed in ogni cultura. Nessun uomo ha mai partorito e nessun uomo è mai stato costretto a portare su di sé il marchio della vergogna. Per questo credo che nessun uomo potrà mai capire fino in fondo la tragedia immane che è racchiusa nell’aborto e nell’animo della donna che sceglie di farlo.

L’unica certezza che mi rimane è che l’aborto è l’incontro di due anime che si spezzano e di due libertà che si contrappongono. E forse una legge non sarà mai in grado di stabilirne i confini…

divisori12
Daniela ha detto...

Quello che dici è una visione slegata dalla realtà. Il concepimento è un incontro di cellule e finché non ci sono processi cerebrali di un certo livello, non c'è pensiero, né coscienza, né intelletto. Ciononostante, sono perfettamente d'accordo che la vita va protetta, proprio perché è potenzialmente vita. Ma sono anche contraria a togliere la libertà alla donna di decidere se dare la vita o no, se continuare ad essere "incubatrice" o no. Io credo che la vita in sé è un processo naturale e certo gli animali non si pongono questo problema, come potrebbero? Non è un paragone che puoi fare. Come non puoi dare dei pensieri tuoi a delle cellule che crescono. Si dovrebbe poter mettere le donne in condizione di evitare un concepimento non voluto - con metodi contraccettivi come il preservativo - o dare davvero assistenza materiale a chi non vuole un figlio, ma non se la sente di abortire. Spesso chi è contro l'aborto, nega alla donna anche questo. Molto spesso chi è contro l'aborto non distingue i casi personali dall'ideologia pura che la vita va preservata ad ogni costo. Ma davvero te la sentiresti di costringere una donna, vittima di violenza da parte di un padre, a vivere una maternità profondamente imposta ed odiata? Oppure costringere una donna a rischiare la vita per portare a termine una vita che può ucciderla? Oppure obbligare una donna a far nascere un feto malato e destinato a morire dopo la nascita con grandi sofferenze? Io non condivido l'aborto a livello ideologico, ma credo che dovremmo tutti calarci nella realtà della vita, nelle disgrazie e nelle malattie del singolo ed a farci un autoesame di coscienza. Non dovremmo crederci superiori se diamo voce ad un embrio - come lo chiami tu - ne sentirci poetici se affermiamo che le cellule, nel concepimento, si baciano come si sente nel video segnalato da Paola. Dovremmo invece metterci nei panni di chi vive una situazione del genere, metterci nei panni di una donna che si pone la domanda se abortire o no e cercare di darle una vera risposta, una risposta che sia materialmente in grado di aiutarla. Di questo non ne sento parlare spesso.

Questa che segue è una testimonianza di chi ha abortito con la RU486. Per scelta. Prendetela semplicemente per quello che è: una donna che si racconta. Poi, se volete – o avete tempo – lasciate un commento, mi farebbe davvero piacere…


La storia di E: «Ho abortito con la pillola Ru486»

phpThumb_generated_thumbnailjpg di Eleonora Guerini
La teorizzazione della vita, di quella vissuta intendo, mi è sempre sembrata nefasta. Un uomo che parla di aborto è un ossimoro e un insulto all’intelligenza. Quella vera, che passa tra le maglie del sentire. Un uomo che crede di poter stabilire cosa è giusto e cosa non lo è parlando di aborto è un uomo che vive nella presunzione di sapere ciò che invece solo la compassione, che richiede il tentativo di comprendere e non di giudicare, permette. Un uomo che conduce una guerra. Una guerra definita culturale contro l’aborto e che invece è la guerra dell’uomo contro la donna, contro la libertà di poter scegliere. Contro la maternità come scelta d’amore e non come imposizione culturale.
«Il piacere sessuale scardinato da qualunque amore» di cui parla Ferrara sul Foglio di ieri mi sembra, oltre che una banale adesione al più misero dei moralismi, qualcosa che ha storicamente più a che fare con gli uomini che con le donne. Essendo un maschio, «il godimento libertino» di cui scrive non ha certo quell’accento così violentemente accusatorio che tocca a noi femmine, in fondo un po’ puttane.
Ho 36 anni, vivo a Roma, e tre anni fa, nel marzo del 2006, ho abortito utilizzando la RU486. Ho avuto il mio primo rapporto sessuale a 16 anni. Fino a 25 anni, quando con il mio compagno abbiamo deciso di avere un figlio, ho fatto molto l’amore, a volte per amore, a volte per piacere, convinta che il piacere debba far parte della nostra vita. Non sono rimasta incinta prima perché sono responsabile e ho sempre usato la pillola. Fino a quando, per problemi ormonali, non ho più potuto. Dopo un calvario che mi ha costretta a sperimentare diversi metodi anticoncezionali sono approdata al meno invasivo, per niente sicuro, ma tanto caldeggiato dalla Chiesa, «Persona». Sono rimasta incinta.
Avevo 33 anni. E per quanto amassi l’uomo con cui avevo una relazione non pensavo che avere un secondo figlio con lui fosse una cosa giusta. Perché non basta l’amore tra due persone per fare un figlio. Perché un figlio è una scelta di vita, una scelta d’amore. Condivisa e voluta. Perché con un figlio la tua vita cambia e il cambiamento deve essere sorretto da una decisione ferma, consapevole, d’amore. Non dalla retorica del diritto alla vita. Perché senza amore poi non è vita. Perché la maternità è una condizione totalizzante che non può essere il frutto di uno sbaglio. Ma l’essere umano, non certo Ferrara, sbaglia. E di fronte allo sbaglio bisogna avere la forza e il coraggio di prendere una decisione che tenga conto di tutti i fattori.
Si può amare un uomo e pensare che non sarebbe il padre che vorresti per i tuoi figli. E si può decidere che un figlio, con quell’uomo, non lo si vuole avere. Così è stato per me. Quando ho capito di essere incinta ero alla quinta settimana. Un amico di Torino mi suggerì di telefonare a Viale, alle Molinette di Torino, dove era in corso la sperimentazione sulla Ru486. Gli raccontai l’accaduto, gli dissi che un figlio frutto di «Persona» non lo volevo, che non volevo soffrire più a lungo, inutilmente, che pensavo di avere diritto alla vita. La mia di vita. Che non potevo sopportare l’idea di vomitare per due mesi senza una giusta ragione. Che non volevo odiare il mio compagno, responsabile quanto me eppure non interessato, nei fatti, praticamente, dalle conseguenze.
Mi ascoltò. Mi disse «prenda il primo aereo. Vediamo di quante settimane è». Presi l’aereo il giorno dopo. Ero nei tempi e Viale accettò una richiesta che mi resi conto si sommava a tante, tantissime altre. Quell’uomo capì il mio dolore e decise di aiutarmi a soffrire di meno. Di certo non a non soffrire perché abortire è una sofferenza. Ma fece sì che la mia sofferenza non si prolungasse per altre settimane, inutilmente. Tornai a Roma il giorno dopo e la settimana successiva di nuovo ero a Torino.
Arrivai prestissimo alle Molinette, mi diedero una pastiglia, mi chiesero se preferissi restare per la notte in ospedale. Firmai per uscire. Poco distante mi aspettava una casa amica dove passare quelle ore infernali. E diversi numeri di telefono da chiamare per eventuali complicazioni. Non ci furono complicazioni. Non ce n’è quasi mai, di certo non più che in un aborto chirurgico. Ma non è stata una passeggiata. Un senso di greve malessere, una nausea incalzante, un mal di testa incessante, implacabile. Se bisognava pagare per aver scelto di non fare nascere un bambino non voluto io dico che ho pagato il giusto.
Il giorno dopo sono tornata in ospedale. Mi è stata data un’altra pillola e mi hanno messo a letto. Dopo qualche ora tutto era finito. Per un attimo mi è sembrato che anche l’Italia fosse un paese civile. Ma è stato breve. Di civile lì c’erano Viale e la sua equipe, accolti da una città laica che ogni tanto ricorda di avere un’anima sabauda. Sono tornata a Torino altre due volte, per i controlli, uno dei quali obbligatori, che la procedura prevede. Non è stata una passeggiata, mi sono accorta di tutto quello che accadeva e non è stato per niente piacevole. Ma sono contenta di averlo fatto e di averlo fatto lì, sostenuta da intelligenza e competenza. E da vera compassione.

Fonte: Unità


Il punto focale, su cui mai saranno d'accordo chi accetta l'aborto e chi invece crede profondamente che sia un omicidio, è la questione se un embrione sia già un bambino o no. E visto che mai la scienza potrà asserirlo, poiché oggettivamente un embrione non è un bambino, ma un insieme di poche cellule che in futuro sarà un bambino - sempreché una madre sacrifichi se stessa, il suo corpo, la sua carne per lui - questa rimarrà sempre una questione morale e soggettiva.
L'aborto è una tragedia che può toccare la vita di ogni donna. L'aborto è sempre una tragedia, in qualsiasi modo lo si guardi. Ma mi vengono i brividi a sentire quelli che gridano alla scomunica, che si innalzano sulle loro certezze ed inneggiano alla costrizione, alla violenza verbale, a leggi punitive, perché rivedo in loro quegli anti-abortisti che in America mettevano le bombe ed uccidevano. Perché mi sembrano quelli che inneggiano alla pena di morte. Perché mi sembrano quelli che lapidano una donna e scagliano la prima pietra, certi di essere senza peccato. Perché ripulirebbero il mondo dai nazisti, uccidendoli.
Mentre non sento mai parlare di sostegno morale e materiale verso chi sceglie la pratica dell'aborto. Vuoi "salvare" un bambino? Fallo crescere nel tuo ventre, amalo, curalo e provvedi a lui. Io credo che una donna sia libera di volerlo fare o no. Non costringere con la forza qualcuno che, per motivi magari a te futili, non può o non vuole farlo. Questo dovrebbero fare Stato e Chiesa. E poi anche promulgare preservativi e metodi contraccettivi, educazione sessuale ed alle malattie trasmissibili durante un rapporto. Questo dovrebbero fare le persone che credono davvero che l'aborto sia un omicidio. Invece si limitano a sestenziare, demonizzare, scomunicare.
Ho visto e letto tante opinioni e tanti commenti. Ho letto chi diceva che la pillola contracettiva è un mezzo per abortire adducendo informazioni errate su come avviene il concepimento, giacchè essa non impedisce l'embrione di annidiarsi nell'utero, ma semplicemente interrompe l'ovulazione. E così il preservativo: ma se spermatozoo e ovulo non si toccano, dov'è l'aborto? Perché allora questi due semplici e più sicuri metodi non vengono pubblicizzati? Tra l'altro il preservativo ha il vantaggio di non trasmettere malattie gravi, come Aids o epatite, eppure nella nostra epoca, all'inizio di questo terzo milennio, in Italia, ancora permettiamo di venire manipolati, ancora ci lasciamo ingannare da false tradizioni e vecchie dicerie da medio-evo. Prevenire è meglio che curare, no? Impediamo che l'ignoranza dilaghi, diamo vera informazione su come evitare gravidanze non volute e poi sosteniamo davvero chi sceglie di portare a termine quella gravidanza indesiderata che cambierà radicalmente la propria vita. Soprattutto non lasciamo solo chi invece sceglie di non farlo. Perché - in fondo al cuore - gli rimarrà per sempre la sofferenza di non essere stata capace di affrontare qualcosa più grande di lei, qualcosa che un giorno sarebbe divenuto qualcuno e che avrebbe avuto il suo stesso colore degli occhi...
Questo è quanto.

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martedì 4 agosto 2009

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Centesimo post: grazie a voi lettori!

100liregrande Ieri ho postato il centesimo pensiero su questo blog! Sembra impossibile che abbia trovato il tempo per scrivere tanto! Forse è colpa della frenesia della novità - visto che è da poco che I Mondi dell’Altrodove hanno visto la luce della blogosfera –forse perché sono tanti (certamente molti di più di quelli che mi aspettavo) i lettori affezionati che mi seguono, o forse è solamente colpa della luna, chissà, ma questa mattina sono soddisfatta della mia piccola finestrella aperta sul web!


Mi sono abituata a svegliarmi alla mattina e bere il caffè davanti allo schermo del mio portatile. Leggo qualcosina, controllo le e –mail, rispondo a qualche commento, sbircio i blog su cui capito più spesso ed attendo che arrivino le sette e trenta per svegliare i miei figli. Poi la giornata comincia, inizia il lavoro e, senza che te ne accorgi, il sole è già alto nel cielo… nuovi pensieri si agitano nella mia piccola testolina e giù allora – qua e là – a scrivere, creare bozze per post futuri (che magari non pubblicherò mai), programmare, postare ed, a volte, cancellare inavvertitamente!

100 post alla data di ieri – questo mi ha detto il contatore questa mattina – e di seguito vi lascio qualche dato.

Le parole più spesso usate nei motori di ricerca che portano a questo blog sono:

  • “donne che amano troppo”
  • “Altrodove” e “Ritorno ad Altrodove” (…e chi l’avrebbe detto!)
  • “terzo sesso”

Poi ce ne sono tante altre, alcune fantasiose

  • “contro madre butta fuori casa figlio maggiorenne”
  • “clonazione elettricità” (questa è fatta in casa!)
  • “smentita televisione legge rettifica modulo” (forse qualcuno sta facendo richiesta!)

altre letterarie

  • “come iniziare un libro”
  • “poesie sulla luna d'autore”
  • “i piaceri della vita... oscar wilde”
  • “sismografo castello cinquecentesco”
  • “poiché un sognatore è colui che vede la sua strada al chiaro di luna”

semiserie e no

  • “le tasse del papa”
  • “storie che fanno paura”
  • “mio figlio di sei anni e mezzo ha un testicolo su e uno giù”
  • “cittadino di serie b”
  • blog di marianna speciale su mozilla (offerta speciale: paghi due e prendi tre!)
  • “i miei ovini come e possibile curarle della galassia” (forse facendoti fare un oroscopo!)
  • “punto nona” (…e bisnona!)
  • “a che età inseminare le capre” (o capperi, prima della menopausa certamente!)
  • “che fine ha fatto gene wilder” (sarà andato in pensione?)
  • “noi ragazze siamo troppo” (e questo è vero)
  • “pulci in albergo” (non tornarci, per favore!)

esistenziali

  • “ma mi ami?”
  • “non andartene mai”
  • “chi ha paura del lupo cattivo”
  • “il bicchiere mezzo pieno”
  • “il calore di un abbraccio il tuo e poi diffondersi nell'aria il dolce sapore che emana la tua pe” (..lle!)
  • “mi ami? ma non risponde” (quello di sopra che cerca ancora!)
  • “chi sono e come mi vedo”
  • “mai azzittire la propria mappa dell io” (perfettamente d’accordo, casomai non sapessi dove andare…)
  • “8 pensieri ed il loro opposto” (della serie: fare e disfare è tutto un lavorare!)
  • “te voio ben” (semplice e sempre d’effetto!)
  • “mi ami o no ,io non lo so” (ed allora basta, di che ti lamenti!)
  • “pura attenzione o osservazione dell' esistenza”

d’attualità

  • “sbarco sulla luna interruzione”
  • “tutti i giornali del mondo”
  • “reato di istigazione alla disobbedienza civile”
  • “giornale la stampa obama in l'aquila 9 luli 2009”
  • “entrata in vigore nuove norme sulle locazioni a clandestini”
  • “caduta l'italia

di sesso (questo sconosciuto)

  • “giochi sesso in acua”
  • “donne che amano il sesso”
  • “red tube donne bolognesi” (?????)
  • “segretaria giochi”
  • “donne che lasciano e poi ritornano” (vademecum su cosa fare…)
  • “donne che amano troppo il sesso”
  • “donne che hanno paura del sesso” (ti decidi?)
  • “qualcuno che fa sesso per 4 ore”

informatica

  • “crea avatar di mia figlia”
  • “blogger lista categorie si vede male in explorer”
  • “blog free problemi con ie” (quelli a pagamento, no?)
  • “blog feed (rss o atom)”
  • “divisori per blog”

fantascientifiche (e questo è il mio campo!)

  • “anomalie temporali”
  • “varchi anomalie temporali”
  • “deformità spazio-tempo”
  • “vortici spazio tempo”

e tante altre che riassumo in queste

  • “senza parole”
  • “parole sensa senzo”
  • “صور للجنس الثالث ” (da Google.com: spero solo non sia una parolaccia!)

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lunedì 3 agosto 2009

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Donne che amano troppo: ancora su "l'ultimo sesso"

Klimt
Le donne sono fatte per amare. La natura ce l’ha imposta nel DNA a viva forza e noi ce la ritroviamo, questa capacità-fardello, assieme alle tette ed ai peli superflui. E’ indubbio che questa qualità ci è molto utile quando partoriamo. Se non fossimo capaci di un amore così forte ed incondizionato, col cavolo che ci faremmo prendere dalla poesia del parto naturale e di quanto sia un’esperienza unica e fondamentale nella vita di una donna! Anche se, a dire il vero, qualcuna si è rinsavita con l’uso dell’epidurale, la sottile linea d’ombra che ci divide dal resto della produzione femminile di ogni specie è questa capacità di amare troppo, in modo malato a volte, certamente spesso distruttivo.

La donna che ama troppo è la rappresentante per eccellenza di un essere umano che chiede amore più di quello che sa dare e maschera questa sua mancanza sforzando il suo stesso essere ad amare sopra le righe. Ama facendo del male a se stessa perché non è certamente felice e rende infelice anche chi le sta accanto. All’origine di tutto c’è certamente la mancanza totale di auto-stima, la non visione di sé in quanto persona ed anche l’assoluta frantumazione del proprio io.
Eppure la donna è maestra nel farsi male da sola. Ricordate la canzone delle Storie Tese? E’ l’ambiguità dell’essere femminile la fonte del suo dolore e della sua forza…

Lui : Eravamo fidanzati, poooooi, tu mi hai lasciato, senza addurre motivazioni plausibili...
Lei: Noo...o....oooh..on e' vero, tu non capisci l'universo femminile, la mia spiccata sensibilità', si contrappone al tuo gretto materialismo maschilista...
...ciononostante...
Lui: Cara ti amo.
Lei: Mi sento confusa. Lui: Cara ti amo !
Lei: Devo stare un po' da sola. Lui: Cara ti amo !
Lei: Esco appena da una storia di tre anni con un tipo. Lui: Cara ti amo !
Lei: Non mi voglio sentire legata. Lui: Cara ti amooooo !

(musichetta...)(il momento dello humor ci vuole)
Lui: Rimani in casa. Lei: Voglio essere libera.
Lui: Esci pure con chi ti pare. Lei: Non ti interessi mai di quello che faccio

Lui: Vorrei palparti le tette. Lei: Porco !
Lui: Mai ti toccherei neanche con un fiore. Lei: Finocchio !

Lui: Mi drogo, bestemmio, picchio i bambini e non ti cago. Lei: Ti amo !
Lui: Mi faccio il culo quattordici ore di seguito per mantenerti e ti cago. Lei: Ti lascio per un tossicomane che non fa un cazzo tutto il giorno, che bestemmia e picchia i bambini.

Lui: Mi metto il goldone... Lei: Ho un desiderio di maternita'.
Lui: Ho un desiderio di paternita'. Lei: Mettiti il goldone.

Lui: Cara ti amo. Lei: Mi sento confusa.
Lui: Cara ti amo ! Lei: Devo stare un po' da sola.
Lui: Cara ti amo ! Lei: Esco da una storia di tre anni con un tipo.
Lui: Cara ti amo ! Lei: Non mi voglio sentire legata.
Lui: Cara ti amooooo !

(...giovani comici...)
lui: Rimango in casa.
Lei: Mi opprimi. Lui: Esco.
Lei: Questa casa non è un albergo.

Lui: Ti passo un cubetto di ghiaccio intinto nel Cointreau sulla pancia dopo di che ti scopo bendata.
Lei: Non sono una troia. Lui: Allora in posizione canonica io sopra tu sotto?
Lei: Che palle !

Lui: Disse la vacca al mulo...
Lei: Oggi ti puzza il culo ! Lui: Disse il mulo alla vacca...
Lei: Ho appena fatto la cacca...

Lui: Cara ti amo.
Lei: Mi sento confusa. Lui: Cara ti amo !
Lei: Devo stare un po' da sola. Lui: Cara ti amo !
Lei: Brrr.. esco da una storia di tre anni con un tipo. Lui: Cara ti amo !
Lei: Non mi voglio sentire legata. Lui: Cara ti amooooo!

(...harg harg harg...)
Lui: Ed ora uniamo i nostri corpi nell'estasi suprema che è propria dell'idillio dell'amore. Lei: No, perchè quando avevo 13 anni mio cugino me l ' ha fatto vedere e da allora sono traumatizzata però possiamo restare abbracciati tutta la notte senza fare niente, sarà bellissimo lo stesso...
Lui:(te lo tronco nel culo) Lei:(dai sii serio)

Lui: Usciresti con me domani sera. Lei: Sono stanca forse ho già' un' altro impegno.
lui: Beh, poco male così vedo i miei amici. Lei: Sono libera.

Lui: Mettiamola sul sesso. Lei: Ho bisogno d'affetto.
Lui: Mettiamola sull'affetto. Lei: Chiaviamo.

Lui: Io sono come sono. Lei: Cerca di cambiare.
Lui: Sono cambiato. Lei: Non sei più quello di una volta.

Lui: Tu mi appartieni. Lei: L' utero è mio !
Lui: Eccoti i soldi per la pelliccia. Lei: Eccoti l ' utero !

Evviva l ' amoreeeee !!!

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domenica 2 agosto 2009

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Lo scranno d’oro

Dall’alto delle loro poltrone, suonano inni alla Libertà ed al libero arbitrio. Sventolano le loro bandiere, gridando ai quattro venti che loro pregano per noi, che loro fanno, del proprio mestiere, una missione ed un sacrificio volto solo al prossimo. Scavano nei sotterranei, come talpe, perché sono intimamente persuasi che se il loro prossimo si avvedesse che la natura li ha dotati del bene dell’intelletto, si scrollerebbero di dosso chi li cavalca.

“Fate quello che dico e non quello che faccio.”

E’ il primo articolo della loro Costituzione.

dossier13piovra

L’immagine vi rimanda ad un altro articolo dove si racconta una favola dei nostri tempi, che inizia così:

“C'era una volta il lontano paese di Ailati, il quale ospitava trai suoi confini uno staterello indipendente e autonomo, Catinova…”

Da “PAROLE AL VENTO”

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sabato 1 agosto 2009

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CAPRICCI DI NATURA

L’altra mia faccia è quella che adora la bigiotteria: la mia inconfessabile attrazione – e qui lo dico e lo nego immediatamente – per quei colori e quelle forme che adornano meravigliosamente la figura di una donna, la mia in particolare! Così, bazzicando qua e là, sono incappata in CAPRICCI DI NATURA e lì mi sono fermata. Ecco cosa è successo…

verdiana

Questa è dedicata a me, il nome l’ho scelto io ed è piaciuto! Che devo dire? Mi ha fatto davvero piacere! Lo considero un piccolo premio personale!!

P.S. Ed è davvero bella, non è vero? Possiede i colori del verde, della terra e del fuoco… Mandorla, ciliegio e açaì – anche i nomi dei semi che la compongono sono esotici come il suo nome… basta così, che mi sto esaltando da sola!!!

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