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domenica 27 settembre 2009

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Nucleare: impugnata la legge. Forse c’è speranza!

In altri post mi ero occupata dell'argomento, con pessimismo devo dire ed anche con malcelata rabbia.

Oggi c'è però una buona notizia, finalmente, da parte delle Regioni contro il Nucleare: la legge è incostituzionale e quindi la battaglia approda alla Corte Costituzionale! Forse c’è la speranza che il buon senso e la volontà dei cittadini prevalga sugli interessi e l’ottuso potere del Governo!



Sono ottimista, perché vedo i segnali del risveglio della gente. Le regioni a rischio nucleare - Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte – hanno impugnato la Legge della vergogna che - con il solito trucco di inserire zitti-zitti degli articoli scritti in piccolo (nemmeno fosse una polizza assicurativa!) - reca disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, ma anche introduce il ritorno all’energia atomica, ritorno che gli italiani non hanno mai voluto e che hanno espresso chiaramente tale desiderio attraverso il più democratico e potente dei mezzi a sua disposizione ed a disposizione della Repubblica Italiana: il Referendum!

Nucleare: impugnata la legge, Regioni: è incostituzionale

I contenuti della legge n.99 del 2009 e più precisamente dell’articolo 25, prevede la costruzione di impianti per la produzione di elettricità da energia nucleare e la realizzazione di strutture per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. Secondo la norma tutte le opere sono soggette ad un’autorizzazione unica, rilasciata dal Ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministro Dell’ambiente e con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, d’intesa con la Conferenza Unificata. Gli enti locali sono chiamati a pronunciarsi al termine di un procedimento al quale partecipano le Amministrazioni interessate. Non sono però previsti accordi vincolanti tra Governo e territorio. L’Esecutivo può inoltre sostituirsi a Regione ed enti locali in caso di loro disaccordo sulla localizzazione scelta per gli impianti.

Le Regioni ribattono che la loro esclusione e declassificazione a semplici vassalli dell’Esecutivo è incostituzionale al Titolo V, che recita:

TITOLO V - LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI

Art. 114 - La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento.

Art. 117 - La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:

…omissis…

s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni culturali. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: …omissis… tutela della salute; …omissis…; governo del territorio; …omissis… ; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; …omissis… Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.

Art. 120 – …omissis… La legge definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione.

Art. 127 - Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione. La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un'altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell'atto avente valore di legge.

La legge prevede di interpellare le Regioni solo per la costruzione e l’esercizio degli impianti, mentre per la scelta dei luoghi dove sorgeranno i camini grigi e fumanti dei Simpson sono ad insindacabile criterio del governo e, non solo, tali siti vengono equiparati addirittura ad aree militarizzate gestite da privati!

Sono gradevolmente colpita che il Presidente della Calabria Agazio Loiero, l’assessore all’Ambiente della Toscana Anna Rita Bramerini, il Governatore Vasco Errani dell’Emilia Romagna assieme al WWF, a Lega-Ambiente ed a Greenpeace si siano mossi contro questa “Legge-sviluppo” che non solo fa un torto al territorio, all’Italia ed ai suoi cittadini, ma per una volta di più è espressione dell’immenso egoismo del nostro Governo! E’ palesemente espressione della sua corta – anzi cortissima! - lungimiranza, della sua ignoranza ( ma lo sapete che stiamo acquistando dalla Francia una tecnologia vecchia ed obsoleta? e che la Francia, nostro “amorevole” vicino, ha posto le sue centrali nucleari a ridosso del nostro confine?) e della sua abnorme strafottenza, della sua indifferenza verso la pesante eredità che si appresta a lasciare, non al Governo che lo seguirà, ma ai nostri figli ed ai figli che popoleranno l’Italia fra trenta, quaranta o cinquant’anni e che si ritroveranno un territorio inquinato dal più subdolo ed invisibile inquinante: il nucleare! E non solo: si troveranno anche a che fare con una spesa ed un debito che non è possibile ammortizzare, perché una Centrale nucleare non arricchisce un il territorio, né i suoi cittadini, ma ARRICCHISCE SOLO CHI LA COSTRUISCE !!! – e non era mia intenzione fare la rima!

10 puntini di sospensione:

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