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martedì 10 marzo 2009

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Cosa c’è di noi in un racconto – introduzione a “Ritorno ad Altrodove”

Voglio precisare che quanto scrivo in questo post è rigorosamente una mia affermazione, presa e modellata dalla mia personale esperienza e non voglio assolutamente che prendiate quello che dico come se volessi insegnarvi a scrivere. L'etichetta si chiama, è vero, "l'arte dello scrivere" ma è una mia personale visione ed è così che faccio, non è null'altro.


Nei miei racconti e nei tre romanzi che ho scritto, c’è un comune denominatore: i personaggi principali possiedono delle caratteristiche che mi sono state ispirate da persone reali. Solitamente descrivo le fattezze fisiche dei personaggi con poche parole – colore degli occhi, dei capelli, altezza e magari corporatura – e questo perché vorrei ottenere l’effetto che sia lo stesso lettore a farsi una sua personale immagine del personaggio. Invece, sul carattere e sulla psicologia dello stesso spendo molte pagine – a volte anche troppe, mi è stato fatto notare – e questo lavorio rischia, a volte, di appesantire di molto la scorrevolezza della storia.



Naturalmente, i miei personaggi non sono tutti buoni o tutti cattivi, bianchi o neri. Il colore che apprezzo di più è decisamente il grigio e tutte le gradazioni del chiaroscuro, passando addirittura dal color seppia! Così, seguendo questo criterio, il personaggio principale de “Ritorno ad Altrodove”, il Capitano Stepan è un uomo leale, capace di rinunciare alla donna che ama in nome di un’amicizia, ma anche incapace di superare quel ricordo e, di conseguenza, le scelte passate ed accettare a pieno quello che un’altra donna gli può offrire.


E così potrei descrivere i lati opposti di altri personaggi:


- il Governatore Jericho, la cui ambizione lo porta fino al punto di sacrificare un’intera astronave con il suo equipaggio ed, allo stesso tempo, la sua disperazione per aver perso l’unica famiglia che avrebbe potuto amarlo; e che lo porterà verso il proprio sacrificio ultimo: rinnegare se stesso.


- il Capitano Zacherja, legato da vincoli di sangue con un’Eterea, ma che per salvare l’umano che lei ama, rinuncerà ai suoi principi.


- Crysteel, una donna che ha cresciuto un figlio da sola, ma che non ha saputo dedicarsi totalmente a lui, per non dover rinunciare a se stessa…


Sullo sfondo, la trama segue un filo conduttore molto semplice, quasi che sia solo un pretesto per la creazione dei personaggi che la compongono.


Naturalmente “Ritorno ad Altrodove” è molto più ricco: i personaggi sono molti e le loro vicende sono diverse e si svolgono in tempi differenti. Sono, a tutti gli effetti, antefatti che confluiscono insieme verso un unico punto centrale del libro, che è insieme anche la sua conclusione.


Questo romanzo l’ho scritto, riscritto e corretto per poi ricorreggerlo tante di quelle volte, che la stesura finale ha richiesto da sola quasi sei mesi. Devo dire che sono molto orgogliosa del risultato ed anche del fatto che mi ha procurato una proposta di pubblicazione, anche se poi non ho potuto accettarla.


Alla fine ho preferito Boopen e spero di aver fatto la scelta giusta. Con l’unica speranza che a qualcuno di voi venga la voglia di leggerlo.


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